Sud America, chi fa del bene rischia la vita. Sos diritti umani: “Restrizioni alle libertà in Nicaragua”

Allarme dell'Onu: aumentano gli attacchi contro associazioni nel paese latino-americamo. "La situazione continua a deteriorarsi"

ULTIMO AGGIORNAMENTO 0:05
NIcaragua

La situazione dei diritti umani in Nicaragua continua a deteriorarsi. Il paese è stato definito dal Pais il “gulag centroamericano“. Il governo del presidente Daniel Ortega cerca di mettere a tacere le voci critiche. “Riducendo drasticamente lo spazio civico“. A denuncciarlo è l’Ufficio per i diritti umani delle Nazioni Unite nel suo ultimo aggiornamento. Nella martoriata nazione le restrizioni alla libertà di espressione, riferisce l’Onu, si sono intensificate. In Nicaragua si registra la chiusura di almeno 20 emittenti radiofoniche e televisive nel corso del 2022. Gli attacchi alla libertà di stampa hanno costretto all’esilio il personale del principale quotidiano del Paese. Unendosi così ai 120 giornalisti che lo hanno fatto dal 2018.Nicaragua

Emergenza Nicaragua

Anche la Commissione interamericana sui diritti umani (Iachr) ha pubblicato un report. Confermando che nelle carceri nicaraguensi “ci sono maltrattamenti. Restrizioni alimentari. Assenza di cure”. Inoltre non vengono rispettati i protocolli contro il Covid. Dilagano, poi, “le minacce e le molestie alle famiglie in visita“. Molti studenti e giornalisti denunciano l’utilizzo da parte delle forze dell’ordine di “waterbording” e “scosse elettriche“. Le persone fuggono dal Nicaragua con una frequenza media di 4mila persone al mese.  Gli attacchi alla libertà di associazione sono aumentati in modo esponenziale. Quest’anno è stata cancellata la personalità giuridica di 1.512 enti. E cioè organizzazioni per i diritti umani. Organizzazioni di assistenza allo sviluppo. Associazioni professionali, comprese le associazioni mediche. Realtà associate alla Chiesa cattolica. E altri enti. Per un totale di almeno 1.578 negli ultimi quattro anni. Ad attestarlo è uno dei portavoce dell’Ufficio Onu. Christian Salazar ha documentato la situazone di allarmen al  Consiglio dei diritti umani.

Timori

Il portavoce delle Nazioni Unite ha menzionato un’operazione di polizia. Nel blitz sono state sequestrate apparecchiature di trasmissione da una stazione radio cattolica. L’emittente trasmetteva da una parrocchia di Sébaco. Nella diocesi di Matagalpa. E il vescovo, insieme ad altre otto persone, sono stati arrestati. Secondo l’Onu, tutto ciò solleva timori su come si svolgeranno le prossime elezioni comunali di novembre. “Vi sono serie preoccupazioni riguardo a queste elezioni. A causa dell’assenza di significative riforme elettorali e giudiziarie. Misure come quelle raccomandate dall’Ufficio e da altre istituzioni In modo che le norme e le pratiche al prossimo voto siano compatibili con gli standard internazionali“. Le restrizioni alle libertà e la povertà hanno spinto 200.000 nicaraguensi a richiedere asilo in altri paesi, ricorda l’Onu.

Pacificazione lontana

Due mesi fa il governo del Nicaragua ha disposto con un decreto, l’annullamento della personalità giuridica di 101 Ong. Tra cui l’associazione Missionarie della Carità. Il Parlamento ha ratificato la decisione. E così le suore di Madre Teresa di Calcutta devono lasciare il Paese. Secondo il ministero dell’interno, le religiose non hanno adempiuto ad alcuni obblighi di legge. E hanno violato la normativa vigente. Circa il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo e delle armi di distruzione di massa. Inoltre l’associazione delle Missionarie della Carità non è accreditata dal ministero della Famiglia. E dal ministero dell’Istruzione per la gestione delle sue attività. Le Missionarie della Carità in Nicaragua erano impegnate in diverse strutture per bambini, giovani e anziani bisognosi. “Offrivano assistenza ai più poveri della nostra società nicaraguense. Lamentiamo profondamente il dolore di tanti nostri fratelli. Che non avranno più le attenzioni che ricevevano dalle suore“, sottolinea scrive il cardinale Leopoldo Brenes, Arcivescovo di Managua.

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