La musica accende un faro sul mondo della disabilità

Un'iniziativa di solidarietà ma anche una strada tracciata nel segno di un'inclusività necessaria per tutte le persone affette da disabilità

ULTIMO AGGIORNAMENTO 0:08

La Giornata Internazionale della Disabilità che intercorrerà il prossimo 3 dicembre avrà un significato più profondo rispetto a quelle degli scorsi anni poiché, l’anno che stiamo vivendo, è stato denso di avvenimenti negativi ma nel contempo densi di significato – uno su tutti la pandemia da Covid-19 – che, attraverso la sua infinita durezza, ha conferito un significato ed una consapevolezza nuovi e più profondi rispetto alla condizione di disabilità e fragilità. A riprova di quanto precedentemente esemplificato quest’anno, Telethon unitamente a Musica Senza Confini, hanno dato vita ad un concorso denominato “Una canzone per la ricerca” il cui obiettivo è quello di selezionare un brano musicale rappresentativo del mondo della disabilità i cui proventi verranno destinati alla ricerca scientifica.

Solidarietà in musica

Questa lodevole iniziativa rappresenta un passo di incommensurabile importanza verso la compiuta e concreta inclusione delle persone con disabilità, in quanto, il brano precedentemente selezionato verrà musicato e interpretato – sotto la supervisione del Maestro Danilo Minotti – da una band inclusiva composta da importanti musicisti e da persone con disabilità; il testo vincitore verrà giudicato da un apposita giuria presieduta dal Maestro Mogol e cantata in anteprima proprio in occasione della Giornata Internazionale della Disabilità.

Uno spirito inclusivo

Questa iniziativa dovrà rendere fiero ogni cittadino in quanto rappresenta fulgidamente lo spirito inclusivo che dovrà permeare ogni azione morale e materiale nei confronti delle persone con disabilità fino a quando la stigmatizzazione nei confronti delle stesse non sarà neutralizzata attraverso esempi virtuosi tesi a valorizzare la forza insita nella disabilità attraverso azioni virtuose quotidiane da parte di ognuno di noi in ossequio alla fantastica frase che Madre Teresa di Calcutta era solita pronunciare: “Quello che noi facciamo è solo una goccia nell’oceano, ma se non lo facessimo l’oceano avrebbe una goccia in meno”.

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