Nella crisi Covid solo investire in resilienza salva il mondo del lavoro

C'è una sfida apparentemente impossibile alla quale nessuna azienda non può sottrarsi: centrare entro il 2030 l'obiettivo di diventare un'impresa "zero incidenti". Ecco le strategie più efficaci per la sicurezza aziendale

ULTIMO AGGIORNAMENTO 0:05
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Lavoro 4.0: entro il 2030 l’obiettivo è arrivare ad imprese “zero incidenti”. I possibili esempi sono numerosi. Un’azienda petrolifera utilizza un programma di gratificazione sulla sicurezza. I dipendenti sono stati premiati con punti accumulabili ogni trimestre per cinque monitoraggi. In base a un percorso di confronto e di analisi dei rischi sul lavoro. A spiegarlo è Manuela Mantovani, environmental & safety specialist. “Al verificarsi di un infortunio, il comportamento umano è quello più difficile da correggere. E sul quale bisogna concentrare il massimo sforzo di correzione. Segnalare vicendevolmente i comportamenti errati o positivi influisce sul miglioramento delle prestazioni di sicurezza. Ci sono azioni che guidano verso la cultura ‘zero infortuni’. Ossia agire con calma. Valutare insieme cosa si deve fare prima di un’attività imprevista. E attivare il collega verso pratiche di comportamento più sicure“.
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Mettere in sicurezza il lavoro

In pratica i dipendenti hanno utilizzato una piattaforma online per convertire i loro punti in regali. Il tasso di incidenti sul lavoro  è stato ridotto del 39% nel primo anno. Ed è stato  azzerato in un triennio. Un’altra impresa che si occupa di servizi ospedalieri e di assistenza ha previsto riconoscimenti trimestrali. In base al numero di segnalazioni fatte dai dipendenti. Per migliorare la sicurezza sul posto di lavoro. Ltir è l’acronimo di “lost time incident rate”.  L’indice di frequenza di incidenti con perdite di ore lavorative si è ridotto di 30 punti percentuali nei primi sei mesi. Mantenendo un trend decrescente. E la consapevolezza della sicurezza in azienda è aumentata.

Giuseppe
Un artigiano al lavoro

Tutela della salute

Si è appena svolta la 21° Giornata mondiale della sicurezza e salute sul lavoro. Un’edizione in tempo di pandemia. L’Organizzazione internazionale del lavoro ha scelto come motto “Anticipare. Prevenire. Rispondere alle crisi. Investire in sistemi resilienti. Sicurezza e salute sul lavoro”. Un approccio condiviso da aziende come Carlsberg Italia. Impegnate nel garantire la sicurezza dei dipendenti. E dei luoghi in cui si svolge la loro occupazione quotidiana. La tutela della salute delle persone infatti, costituisce un elemento centrale nella strategia aziendale. Tanto da confluire, dal 2017, in “Together towards zero“.
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Le 4 sfide globali

Il programma di sostenibilità fissa i target per il 2030. In linea con gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite. E che si concentra su 4 tra le principali sfide globali contemporanee. Cultura zero incidenti. Zero emissioni di Co2. Zero spreco d’acqua. E zero consumo irresponsabile. In un anno di crisi sanitaria. le aziende dimostrano la propria resilienza. Attraverso l’impegno costante nella diffusione della cultura della sicurezza. I dipendenti sono stati coinvolti in un processo formativo. Utile ad affrontare al meglio i rischi. Derivanti dalla situazione contingente.
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Continuità produttiva

Negli stabilimenti di produzione, sin dall’indomani del lockdown nazionale, sono state attivate alcune procedure. Per garantire la sicurezza dei collaboratori interni ed esterni. Dalla diffusione capillare delle informazioni sui comportamenti corretti in materia di igiene. Alla riorganizzazione dei turni e dei flussi delle persone. Alle disposizioni per il distanziamento sociale. Lo smart working. E la riorganizzazione delle aree comuni nelle sedi di lavoro.  Rispettando i protocolli ministeriali. Tutto ciò per proteggere gli stabilimenti e i dipendenti. Garantendo al contempo la continuità dell’attività aziendale.
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Un operaio al lavoro con la mascherina

Procedure di garanzia

Dunque l’aspetto procedurale e ambientale è basilare per la sicurezza dei dipendenti. Ma non è sufficiente ad assicurarla. Dietro a ogni infortunio c’è sempre una persona che pensa. Prende delle decisioni. E si comporta in un certo modo. Per questo, in tema di sicurezza e salute sul lavoro, è importante “non tralasciare il comportamento delle persone”, osserva Manuela Mantovani. Da qui la necessità di  concentrarsi sull’aspetto comportamentale. Relativo alla sicurezza della vita in azienda. Adottando un motto. E cioè “non passiamo oltre. Prendiamoci cura degli altri”. L’obiettivo è quello di andare oltre il semplice invito al lavoratore ad adottare comportamenti sicuri. Stimolando gli individui alla segnalazione di atteggiamenti poco sicuri. O, al contrario, di apprezzamento per comportamenti virtuosi. In modo da rafforzare le “best practice”. E migliorare costantemente la consapevolezza dei propri atteggiamenti. E la percezione del rischio. Con una convinzione. Ossia che un pericolo evitato migliora la resilienza di un’impresa.

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