L’albero di Fabrizio: il disperato appello di una mamma

Il disperato appello di una madre, la voce rotta ed un desiderio di "giustizia", giustizia per quel figlio che non c'è più, giustizia per tanti altri ragazzi che come lui sono morti in strada e soprattutto sicurezza per chi ora si mette alla guida

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Sempre più alcool e troppa voglia di trasgredire le regole: purtroppo è un atteggiamento frequente che riguarda le giovani generazioni. Oggi tutti vogliono diventare “grandi” prima del tempo, ma non è una birra in più o lo spinello fumato a far sentire più attraenti.
In fondo cosa manca a questi ragazzi? Tante domande attanagliano la mente di chi rimane qui a piangere le giovani vite distrutte, sempre più spesso, a causa degli incidenti stradali del fine settimana. Poi c’è l’appello alla giustizia, lenta e sofferente, che non sempre riesce a dare una risposta a quel macigno di dolore che pesa sul cuore dei genitori che perdono i propri figli.

Nell’audio l’appello di Cinzia per avere giustizia

La storia di Cinzia, la mamma di Fabrizio

Tra le mamme che attendono risposta c’è Cinzia Desiati, la mamma di Fabrizio Di Bitetto un ragazzo di 21 anni, che viveva alla Garbatella, morto lo scorso 5 ottobre in via Cristoforo Colombo nella zona Eur di Roma. Secondo quanto ricostruito dalla Polizia Locale di Roma Capitale, la Chevrolet Matiz su cui viaggiavano Fabrizio Di Bitetto (sul sedile posteriore) e altri quattro amici, si è ribaltata più volte. “Nessun avvallamento o nessuna buca sono presenti in quel tratto” hanno subito sottolineato gli agenti dopo i rilievi scientifici. Eppure l’auto ha perso aderenza, forse per l’eccessiva velocità e una manovra azzardata.

C’è bisogno di verità

“Le indagini devono andare avanti – chiede a gran voce la mamma – non bisogna arrendersi, me lo chiede Fabrizio che vive dentro me e mi da la forza di andare avanti“. Cinzia si definisce una mamma con la morte nel cuore, ma in realtà è una leonessa che da quel tragico giorno ha trasformato la sua vita dedicando il suo tempo ai ragazzi tenendo convegni sulla sicurezza stradale e per cercare, nel suo piccolo, di dissuadere i ragazzi dall’uso di queste droghe “perché leggere o pesanti che siano portano quasi sempre alla morte“.appello

Fotogramma tratto dal programma di Rai 1 ©La Vita in Diretta

L’albero di Fabrizio

Nei giorni scorsi Cinzia è stata ospite anche del programma televisivo di Rai 1 “La vita in diretta” collegandosi in diretta da piazza Scotti a Monteverde, un quartiere della Capitale. Lì con il dottor Galletti, assessore all’Urbanistica e al Lavori Pubblici della XII Municipalità di Roma, hanno parlato nuovamente di sicurezza stradale. Sono partiti moniti e promesse, ed è stato deciso che proprio quella piazza sarà il luogo dove il prossimo 15 settembre, giorno del ventiduesimo compleanno di Fabrizio, verrà piantato un albero che porterà il suo nome. “Ho scelto un piccolo ulivo – sottolinea la mamma – perché voglio che cresca e che sia simbolo fecondo per una società che rinasce. Quell’albero rappresenterà mio figlio e tutte i ragazzi che come lui non ci sono più”.

Un appello alla magistratura

Il monito più grande è per la magistratura. “Sono un po’ sfiduciata, perché i tempi li conosciamo, sono tempi molto lunghi – ha ribadito Cinzia – e in questo caso il lockdown ha ulteriormente rallentato tutto o quasi tutto. Ora che però le attività amministrative e burocratiche hanno ripreso il loro normale itinere spero che prima dell’estate si riescano ad avere delle risposte certe per sapere cosa è accaduto in quelle due ore, per capire perché Fabrizio ha perso la vita in quelle due ore. Ovviamente chiediamo giustizia perché se dovesse esserci un colpevole è giusto che paghi con pene certi, forti e sicure, perché una vita umana non ha prezzo, e se quel ragazzo è tuo figlio ancora di più”.

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