La situazione delle minoranze religiose in India

Il rapporto di Porte Aperte concernente la condizione delle minoranze religiose in India ha evidenziato un incremento delle discriminazioni nei confronti dei cristiani

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Le comunità cristiane in India si distribuiscono in una compagine statale avente una struttura federale ed abitato da 1 miliardo e 390 milioni di persone, dove gli induisti rappresentano oltre l’80% della popolazione, ovvero più di 800 milioni. I cristiani rappresentano invece poco più del 3%, ovvero circa 27 milioni e 816 mila persone; inoltre, codeste comunità sono inserite in una realtà sociale, come quella indù, incentrata ancora su un sistema di caste.

Il rapporto concernente la situazione delle minoranze religiose in India

Tanto premesso, nei giorni scorsi, e stato pubblicato il rapporto commissionato da Porte Aperte alla London School of Economics avente per titolo Bugie distruttive: disinformazione, incitamento alla violenza e alla discriminazione contro le minoranze religiose in India. Tale rapporto ha evidenziato che in tutta l’India la popolazione di religione cristiana vive in uno stato di costante timore in quanto è in corso di attuazione contro la stessa una sistematica campagna di violenza, molestie e omicidi che è corredata da una perdurante opera di propaganda anticristiana a diversi livelli perpetrata attraverso la comunicazione mediante i media e i social media. Rispetto a quanto precedentemente esemplificato, è importante sottolineare che, codeste persecuzioni e attacchi, vengono costantemente ignorati e – nei peggiori casi – condonati dalle autorità che evitano di perseguire gli autori di questi gravissimi gesti di violenza ed intolleranza religiosa. Negli ultimi anni in India si sono moltiplicati gli attacchi a chiese, monasteri e altre istituzioni di matrice cristiana tanto che, – in almeno 22 dei 28 stati federali – ci sono state denunce per crimini di varia natura contro la popolazione di religione cristiano ed, anche durante la presente pandemia da Covid-19 ed il pesante lockdown imposto sulla capitale indiana, ci sono stati ben 5 omicidi di donne di religione cristiana senza che nessuna autorità abbia preso seri provvedimenti per fermare questi pericolosi crimini i quali, a partire dal 2016 ad oggi, sono aumentati misura costante, a causa dell’incremento dei consensi dei nazionalisti radicali indù e dell’introduzione di leggi per punire le cosiddette conversioni forzate mediante false accuse, rivolte dai media alla popolazione cristiana, con la complicità degli organi giudiziari e di polizia. A riprova di quanto precedentemente detto sia sufficiente riflettere sul fatto che l’India – nella classifica stilata World Watch List sulla persecuzione dei cristiani è passata in pochi anni dal trentesimo all’attuale decimo posto.

Incentivare l’armonia religiosa

In ultima istanza, alla luce dei gravi fatti precedentemente esemplificati, è fondamentale che – le istituzioni indiane – agiscano con fermezza al fine di porre fine quanto prima agli episodi di intolleranza religiosa e contestualmente punire i colpevoli di questi crimini. E’ altresì fondamentale che le minoranze religiose presenti nel paese siamo rispettate e che venga incentivata ad ogni costo l’armonia religiosa nel paese sulla base del principio della promozione umana collettiva che abbia a cuore la cura per i poveri, lo sviluppo delle persone e la crescita economica senza alcun discrimine per motivi religiosi in ossequio al fulgido pensiero di Martin Luther King che era solito ripetere: “Dobbiamo imparare a vivere insieme come fratelli o periremo insieme come stolti”.

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