Cultura e inclusione per liberare le persone con disabilità dalle barriere psicologiche e fisiche

Ecco come è nato il programma di e-learning adottato dal Parlamento inglese: disabilità e integrazione nel romanzo di Maria Grazia Zedda.

ULTIMO AGGIORNAMENTO 1:05
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La vita oltre le barriere.  Maria Grazie Zedda racconta che frequentava le scuole elementari quando si accorse che non sentiva bene. I dettati erano il suo incubo. E le attiravano molti rimproveri. Sino a quando non venne accertata la sordità. Oggi a 50 anni è un’affermata manager nel Regno Unito. E spiega di  “sentire bene le vocali ma non le consonanti”. Una condizione che si porta dietro non pochi “momenti di frustrazione”.

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Il sogno al di là delle barriere

Ecco la storia vera della bambina non udente di Cagliari divenuta una delle 100 top manager più influenti. Disabilità e inclusione nel romanzo di Maria Grazia Zedda. Il chiostro dell’ex Convento dei Cappuccini di Quartu Sant’Elena come location d’eccezione. Per una serata all’insegna della cultura. Capace di raccontare la bella storia di una quartese diversamente abile. Alla conquista del Regno Unito. Oggi Maria Grazia Zedda lavora nel progetto per la costruzione della ferrovia ad alta velocità più grande d’Europa. LaHigh Speed 2. È senior manager per le Pari opportunità. Si occupa din inclusione tra i 1.800 dipendenti. Anche il marito Ian Sheeler, padre delle loro due figlie, ha problemi di udito. Ed è stato produttore alla Bbc e a Sky. Insieme hanno creato un programma adottato dal Parlamento inglese. Per permettere anche ai sordi di partecipare alla vita politica del Paese. L’assessorato alla Cultura del comune di Quartu ha organizzato la presentazione del libro “Il fruscio degli Eucalipti“. Scritto da Maria Grazia Zedda. Ed edito da “Il Maestrale”. Un appuntamento d’eccezione alla presenza dell’autrice. Con la quale ha dialogato Enzo Cugusi, presidente dell’associazione immigrato sardi a Torino “Antonio Gramsci”.
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Barriere superate

Cagliaritana, Maria Grazia Zedda ha vissuto a Quartu Sant’Elena. Ed è poi emigrata a Londra. Oggi è un’autentica self made woman. Ed è considerata una delle cento persone disabili più influenti del Regno Unito. La sua è una storia da raccontare. Una storia vincente, che trova sponda anche in famiglia. Col marito, anche lui disabile per via dei problemi all’udito, ha ideato il programma di e-learning adottato dal Parlamento inglese. Per comprendere e provare ad abbattere le barriere psicologiche e fisiche vissute dalle persone con disabilità. La protagonista del libro si chiama Martina. E’ una ragazza quasi completamente sorda. Vive a Cagliari. In un ambiente soffocante. Dove la disabilità è vista come un castigo divino.

Paura di sfidare lo status quo

Così, a vent’anni parte, sacco in spalla, piena di speranza e incoscienza. Con la sua amica Francesca lascia la famiglia e la Sardegna. Per crearsi una nuova vita a Londra. Eppure anche in terra britannica Martina proverà il dolore dei pregiudizi soffocanti, Come conseguenza della sua disabilità e del sessismo. Scoprirà ben presto che la vera lotta è anche interiore. Contro la comodità del non reagire. La paura di sfidare lo status quo. E la violenza di una società escludente. “Il fruscio degli eucalipti” è un racconto delicato che sussurra al cuore. La storia di una donna coraggiosa che arriva, nonostante tutto, a credere in se stessa. È una lettera d’amore alla bellezza dell’imperfezione. Agli affetti contraddittori. Alle incertezze del futuro. Un invito a vivere la disabilità come un’opportunità. Un’esperienza distante dall’ideale di perfezione fisica e psicologica imperante ai giorni nostri.

Difficoltà da superare

“Il fruscio degli eucalipti”, dunque, è un romanzo ispirato all’esperienza della stessa autrice. La partenza ancora adolescente dalla Sardegna. L’arrivo nella metropoli britannica. È il racconto delle tante avventure affrontate in una vita definita rocambolesca. Il libro definisce infatti una protagonista che non incontra soltanto le barriere legate alla disabilità. Ma anche quelle dovute al suo essere straniera. Al suo forte accento italiano. Al suo essere donna in un ambiente lavorativo dominato dalla presenza maschile. Ed è un racconto a lieto fine, un racconto della capacità di emanciparsi. Di abbattere le barriere. Di superare a una a una le tante difficoltà incontrate. È quindi la storia di una ragazza che compie un grande viaggio di crescita interiore. E pian piano riesce, anche con il supporto e con l’aiuto di persone care, a raggiungere la sua meta. Cioè a realizzare il suo sogno di autonomia, inclusione, successo. Al di là delle barriere.
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