“Il viaggio di don Oreste”, Chiara Bonetto: “Un libro per raccontare ai bambini un eroe positivo”

Intervista a Chiara Bonetto, giornalista che ha conosciuto don Oreste Benzi, autrice del libro "Il viaggio di don Oreste"

ULTIMO AGGIORNAMENTO 0:20

Un “eroe positivo”, Servo di Dio che si trasforma in una simpatica illustrazione per bambini. Stiamo parlando di don Oreste Benzi, fondatore della Comunità Papa Giovanni XXIII, protagonista del libro “Il viaggio di don Oreste” (Sempre Editore), scritto da Chiara Bonetto e illustrato da Giulia Boari.

Il libro

Si tratta della prima biografia illustrata di don Oreste. Un libro per bambini che racconta la straordinaria vita del “prete dalla tonaca lisa”, che ha scomodato le coscienze di gente comune e potente per restituire dignità ai poveri. Un susseguirsi di aneddoti e racconti straordinari e avventurosi – tutti rigorosamente veri – narrati con un linguaggio adatto ai bambini, per far loro conoscere questo “eroe positivo”. Un personaggio davvero unico – come sa chi lo ha conosciuto – che non si arrende di fronte alle difficoltà, che si lascia toccare il cuore dai poveri, che svela ciò che ci cela dietro le apparenze, che non tace di fronte alle ingiustizie, che offre la prospettiva di un mondo nuovo che tutti possono costruire.

Dove e come acquistarlo

“Il viaggio di don Oreste”, pubblicato dall’Editore Sempre, può essere acquistato in libreria, oppure si può richiedere nei seguenti modi:

L’intervista

Interris.it ha intervistato Chiara Bonetto, autrice del libro, giornalista, che ha avuto l’opportunità di conoscere don Oreste Benzi che, in Zambia, ha celebrato anche il suo matrimonio.

“Il viaggio di don Oreste”. Come è nata l’idea di scrivere questo libro?
“L’idea del libro è venuta a Luisa Tassi Tonelli, che fa parte come me della Comunità Papa Giovanni XXIII. Da tanti anni Luisa segue l’animazione dei bambini all’interno della Comunità e aveva un grande desiderio di raccontare proprio ai bimbi la bellezza della vita di don Oreste. Siccome io e Luisa ci conosciamo da tempo e sapeva che lavoro come giornalista per l’Editore Sempre, mi ha contattata chiedendomi alcuni consigli su come poter realizzare questo libro per bambini. Poi la proposta di scrivere il libro è stata fatta proprio a me. Ho accettato, anche se non mi sentivo all’altezza. Nei momenti in cui non sapevo bene come andare avanti ho chiesto anche l’aiuto di don Oreste. Lui amava molto i bambini ed era un narratore eccezionale, quindi ero sicura che mi avrebbe aiutata”.
Come mai avete scelto come data di pubblicazione il 29 giugno?
“Ci sembrava una data significativa perché proprio il 29 giugno don Oreste ha ricevuto l’ordinazione sacerdotale. Inoltre proprio in questo giorno c’è una felice coincidenza: parte il “deserto bambini”, cioè 5 giorni in cui i bambini sono guidati a conoscere meglio la figura di Gesù, anche attraverso la vita di don Oreste, prendendo spunto da alcuni episodi narrati nel libro. Qui potete trovare alcuni video con momenti di preghiera, laboratori creativi e la favola della buona notte: tutto a misura di bambino”.
Un libro per bambini che racconta la vita del Servo di Dio, don Oreste Benzi. Qual è il messaggio che si vuole trasmettere ai piccoli?
“È un libro pensato per far conoscere ai bambini la vita di don Oreste, in particolare sottolineando il suo amore per Gesù, che era contagioso, il suo coraggio nell’affrontare anche situazioni difficili, la sua accoglienza travolgente che faceva sentire tutti a casa, tutti importanti, tutti benvenuti. Vorremmo trasmettere il messaggio che è bello diventare amici di Gesù: con lui il nostro cuore si riempie di gioia e di coraggio per affrontare anche le situazioni più paurose e difficili. Ed è bello essere amici di tutti, soprattutto di chi è emarginato, escluso. Se ci mettiamo al loro fianco, la nostra vita si riempie di avventure incredibili, come è successo a don Oreste, che ha sempre detto ‘sì’ alle proposte di Gesù”.
Tu hai conosciuto personalmente don Oreste, qual è il ricordo più caro che hai di lui?  
“Don Oreste è stato davvero importante nella mia vita: subito dopo la laurea ho chiesto di poterlo incontrare personalmente e durante il nostro colloquio lui mi ha fatto 3  proposte “secche” per indirizzare la mia vita futura: fare la farmacista per i poveri (sono laureata in farmacia); fare la mamma in casa famiglia; partire per la missione. Ho scelto la terza opzione, che ha davvero dato una svolta alla mia vita. Ho avuto la fortuna di incontrarlo più volte, in momenti felici (è stato lui a celebrare il nostro matrimonio in Zambia) e anche in momenti difficili. Non c’è un ricordo particolare più caro di altri, ma grazie a lui ho scoperto la mia vocazione di entrare a far parte della Comunità Papa Giovanni XXIII, un dono troppo grande perché io possa tenerlo solo per me: è la chiamata a seguire Gesù a fianco dei fratelli più emarginati ed esclusi, sempre nella gioia”.
Quanto i bambini, ma più in generale le  nuove generazioni hanno bisogno di modelli positivi, come lo è don Oreste, da seguire?
“Sono convinta che i bambini, i ragazzi, i giovani siano assetati di esperienze autentiche, che coinvolgano al 100% il nostro essere. Più che un modello positivo da seguire, penso che per don Oreste fosse importante proporre esperienze di vita che stravolgevano (in senso positivo!) la vita di chi le faceva. Una sua costante era quella di fare proposte molto forti, quasi azzardate, a tutti i giovani che incontrava. Pensiamo ai primi campi di condivisione, cioè le vacanze insieme ai ragazzi disabili che lui propose ai giovani universitari e seminaristi; oppure pensiamo alla proposta di partire per la missione che lui fece a tanti giovani che avevano vite un po’ allo sbando. Insomma: lui era capace di leggere in profondità nel cuore dei giovani e osava fare proposte forti. Chi aveva il coraggio di provarci, gustava una pienezza di vita che non aveva mai provato… e il gioco era fatto: una volta che avevi ‘visto’, non potevi più far finta di non aver visto”.
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