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Iacomini (Unicef Italia): “Crisi umanitarie e diritti dei bambini, serve un sussulto di umanità”

L’articolo 31 della Convenzione sui diritti dell’infanzia recita che è riconosciuto al bambino di “dedicarsi al gioco e ad attività ricreative proprie della sua età”. Gioco e diritti quindi sono tenuti insieme da un forte legame, perché il primo coinvolge l’intera persona ed è fondamentale per il suo sviluppo cognitivo, fisico, sociale ed emotivo. Giocare ha un’importante valenza educativa, permette al bambino di imparare a conoscere sé stesso e a rapportarsi con la realtà esterna. Il gioco è quindi un pilastro della vita futura dei più piccoli.

A questo strettissimo legame tra gioco e diritti si aggiunge la solidarietà, quella della campagna “Regalo sospeso”, nata da un’idea dei giovani volontari del gruppo Younicef, che torna per il secondo anno consecutivo grazie all’impegno di Unicef Italia e Clementoni, azienda che produce giocattoli educativi da quasi sei decenni – nel 2023 “compirà” infatti sessant’anni – tra cui il ben noto “Sapientino”, capace adattarsi ai tempi che cambiano. “Dopo il calore, i sorrisi e la gioia che abbiamo visto crescere attorno a questa iniziativa, ci siamo sentiti ancor più motivati”, così Pierpaolo Clementoni, direttore Ricerca avanzata dell’azienda. “Il valore sociale del gioco come momento di condivisione e divertimento per la famiglia diventa ancora più rilevante e ‘potente’ in un contesto in cui può servire ad alleggerire le difficoltà, creando momenti di evasione non solo per i più piccoli”, spiega.

L’iniziativa

I bambini che trascorreranno il Natale nei reparti ospedalieri e nelle case famiglia riceveranno dei doni che gli daranno conforto e con le donazioni all’iniziativa, che si può sostenere con un contributo minimo di dieci euro, si supporteranno i programmi di istruzione dell’Unicef rivolti a bambine e bambini che vivono nei Paesi in via di sviluppo. “E’ un’iniziativa che ci dà grande orgoglio. Quest’anno raggiungeremo un numero maggiore di bambini rispetto al Natale 2021, salendo infatti da duemila a 2.500”, dichiara Interris.it il portavoce di Unicef Italia Andrea Iacomini.

@Unicef

Il kit, giochi e diritti

La campagna prevede anche quattro speciali consegne dei kit del “Regalo sospeso”, a partire dall’ospedale pediatrico “Salesi” di Ancona, passando per la Fondazione Policlinico Universitario “Agostino Gemelli” Irccs di Roma,  l’ospedale pediatrico “Bambino Gesù”, sempre nella Capitale, e infine all’Asst Grande ospedale metropolitano “Niguarda” di Milano. A quest’ultimo appuntamento prenderà parte un personaggio molto speciale e molto amato dai bambini, la cui capacità di farsi prossimo ai più piccoli in condizioni di fragilità gli è valsa l’onorificenza di Cavaliere della Repubblica. Si tratta di un “supereroe” normale il cui superpotere è quello di portare il bene nei reparti ospedalieri pediatrici: Mattia Villardita, che va a fare visita a piccoli pazienti indossando il costume di Spiderman. “E’ un amico di Unicef e dei nostri giovani e un personaggio importante che fa del bene, non poteva non unirsi a questa causa”, spiega Iacomini. “Ogni kit è dedicato ai temi dei diritti dell’infanzia, la salute, il gioco, l’uguaglianza, e contiene un activity book, un puzzle, le carte memo e degli stickers adesivi ideati dallo street artist romano Merioone”, precisa il portavoce di Unicef Italia.

Il diritto al gioco

Sensibilizzare grandi e piccoli sui diritti di questi ultimi attraverso iniziative come questa è importante, oltre che per alleviare quel senso di solitudine che i bambini possono provare passando le feste nelle strutture ospedaliere, anche per ricordare come purtroppo nel mondo “il trattato più firmato, la Convenzione dei diritti dell’infanzia, è forse anche più violato”, evidenzia Iacomini. Il fondamentale diritto al gioco, insieme a tanti altri, viene messo a repentaglio oggi non soltanto nell’Ucraina dove la guerra va avanti da lunghi mesi. “Quest’anno abbiamo vissuto una sorta di ‘tempesta perfetta’, con oltre 400 milioni di bambini che vivono in zone di conflitto, situazioni umanitarie complesse come quelle in Afghanistan e nella Repubblica democratica del Congo, gli effetti del cambiamento climatico, le tanti morti in mare di chi tenta la traversata sui barconi”, afferma Iacomini mettendo in fila, una dietro l’altra, una serie di crisi che impattano sui diritti e sulla vita dei bambini nell’anno che volge al termine. “Gli Stati si dovrebbero ricordare di aver firmato degli impegni, perché le crisi umanitarie sono ancora sotto finanziate?”, continua. “Occorre recuperare la loro attenzione per poter sconfiggere la malnutrizione che aumenta vertiginosamente. Il prezzo maggiore della crisi globale dei prezzi lo pagano quei bambini che soffrono di malnutrizione”. In conclusione, Iacomini lancia un appello: “C’è timore per l’indifferenza, servono invece l’ascolto, il dialogo, la pace. Ci vuole un sussulto di umanità”.

Lorenzo Cipolla

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