Iacomini (Unicef): “Interveniamo dove l’infanzia è stata rubata dalla guerra”

L’intervista di Interris.it al portavoce di Unicef Italia Andrea Iacomini sul programma di sostegno a 250mila bambini

ULTIMO AGGIORNAMENTO 0:23
© UNICEF/UN0632241/Pidhayna

“La guerra in Ucraina è una crisi dei diritti dell’infanzia”. Così descrive il conflitto che perdura sul lato orientale dell’Europa dallo scorso 24 febbraio, quando i militari russi sono entrati nel Paese, il direttore regionale dell’Unicef per l’Europa e l’Asia centrale Afshan Khan, durante l’incontro con la stampa presso la sede delle Nazioni Unite a New York il 14 giugno. Le bambine e i bambini in un teatro di guerra vengono deprivati davvero di tutto: di una casa, dell’istruzione, del gioco, dell’amicizia, del cibo e delle cure mediche, del calore e dell’affetto dei parenti. Sono costretti a subire, innocenti tra gli innocenti, i traumi degli assalti militari, la distruzione degli edifici, la paura per la propria vita e di chi è loro accanto, gli stenti, la fuga, anche in un altro Paese dove non conoscono nessuno né la lingua. In questa drammatica situazione, ci sono comunque una serie di attori che s’impegnano per far arrivare gli aiuti umanitari fin dove possibile, per restituire ai più piccoli almeno una parte di quella normalità che gli spetterebbe di diritto. Tra questi, l’Unicef ha lanciato un programma di sostegno, economico e di servizi, che parte dalla regione di Zhytomyr per poi diffondersi ad altre nove, in aiuto a 250mila bambini, tra cui 30mila sfollati interni.

Alcuni numeri

“I numeri sono sconcertanti”, ha detto ancora Khan, ricordando che nel Paese dove la guerra va avanti da oltre tre mesi “quasi due terzi dei bambini ucraini sono sfollati” e che questa “instabilità sta privando i bambini del loro futuro”, poiché “i traumi e la paura possono avere un impatto duraturo sulla salute fisica e mentale”. Inoltre, ci sarebbero stati “almeno 256 attacchi a strutture sanitarie e una delle sei ‘scuole sicure’ sostenute dall’Unicef nella parte orientale del Paese è stata colpita”. Oltre a questo, più di cinque milioni di bambini hanno bisogno di assistenza umanitaria. Ma le cifre che fanno più male sono quelle delle piccole vittime che hanno perso la vita. “Secondo gli ultimi dati forniti dall’Alto commissariato delle Nazioni unite per i diritti umani, 277 bambini sono stati uccisi e altri 456 sono rimasti feriti, soprattutto a causa dell’uso di esplosivi in aree urbane edificate”, ha aggiunto il direttore regionale dell’Unicef per l’Europa e l’Asia centrale. Senza dimenticare, in ultimo, che in questa situazione i minori ucraini si trovano esposti a un grave rischio di cadere nella rete della tratta e dello sfruttamento.

© UNICEF/UN0632765/Gilbertson VII Photo

Il memorandum di cooperazione

“L’accordo raggiunta con la regione di Zhytomyr è un fatto molto importante, perché si tratta della prima operazione ‘a 360 gradi’ lanciata da Unicef”, spiega a Interris.it Andrea Iacomini, il portavoce per l’Italia del fondo per l’infanzia delle Nazioni unite. “I bambini si trovano ad essere molto esposti a violazioni dei loro diritti, in alcuni casi hanno anche perso i genitori, così interveniamo pensando al loro completo benessere. Unicef interviene in quelle regioni dove l’infanzia è stata rubata dalla guerra”, aggiunge. Così le parti hanno firmato un memorandum di cooperazione che lancia il programma di sostegno rivolto a 250mila bambini, finanziato “con raccolte fondi a cui hanno contribuito generosamente persone da ogni parte del mondo e con l’aiuto delle amministrazioni locali” illustra Iacomini. Il piano che prevede assistenza in denaro per le famiglie vulnerabili, lo sviluppo dei sistemi di servizio sociale, il supporto alle attività per il ritorno a scuola, e al sistema sanitario, la ricostruzione delle infrastrutture sociali, idriche e per i servizi igienico-sanitari danneggiate. Dopo Zhytomyr, sarà la volta delle regioni di Vinnytska, Dnipropetrovska, Zakarpatska, Zaporizka, Ivano-Frankivska, Kirovohradska, Kyivska, Lvivska e Poltavska.

La scuola è futuro

Una modalità d’intervento nuova, inedita, per Unicef in Ucraina, perché dall’inizio della guerra aveva operato nei Paesi confinanti con i cosiddetti “Blue dots”, spazi sicuri per bambini e donne dove assicurare loro la protezione, l’accesso ai primi servizi e le informazioni di base, e in Ucraina con strutture mobili e i Centri Spilno, spazi di supporto per l’infanzia dove i bambini possono giocare. Nei punti Spilno, prosegue Iacomini, “attraverso gli operatori cerchiamo anche di far fare lezione ai bambini. 5,5 milioni di bambini con la guerra avevano perso il diritto all’istruzione e restituirgli la scuola è dare loro una consapevolezza su potersi costruire un futuro”.

© UNICEF/UN0632765/Gilbertson VII Photo

Piccoli sfollati e bambini orfani

Fin dall’inizio della guerra, Unicef ha cercato di fornire aiuto e assistenza anche ai bambini sfollati e a quelli che lasciavano il Paese. “Molti sono bambini ‘separati’, cioè che hanno un familiare o un parente che potrebbe prendersi cura di loro ma non può, per esempio se versa in condizione di povertà, così questi piccoli restano negli orfanotrofi. Noi cerchiamo di aiutarli a riprendere in mano il loro cammino personale, che hanno iniziato con i servizi sociali ucraini”, chiarisce il portavoce di Unicef Italia. “Gli orfani sono invece quelli più a rischio di abusi, di violenze o di essere vittime di tratta” – spiega – “così noi cerchiamo di registrarli, di dare loro un tetto e di cercare di ricongiungerli, quando possibile”. Ad oggi, Unicef è riuscita costruire un rete di segnalazione e di presa a carico di questi bambini che comprende 20mila famiglie.

Crisi alimentare

Resta purtroppo un ultimo allarme, la malnutrizione. Già l’ultimo rapporto “Malnutrizione acuta grave: un’emergenza per la sopravvivenza dei bambini” dell’Unicef registrava che nel mondo il numero di bambini afflitti da questo problema era in aumento da prima dell’inizio della guerra e che il prezzo degli alimenti terapeutici pronti all’uso potrebbe crescere del 16% nei prossimi sei mesi, col rischio di escludere 600mila minori dall’accesso alle cure salvavita. Stringendo il focus sull’Ucraina, Iacomini teme che “la metà di tre milioni bambini sfollati potrebbe essere vittima di crisi alimentare, perché mancano i nutrienti fondamentali per una serie di concause, che vanno dall’aumento dei prezzi al più recente blocco del grano”.

Se vuoi commentare l'articolo manda una mail a questo indirizzo: scriviainterris@gmail.com
Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.