La guerra civile in Siria ed il dramma dei profughi

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La guerra civile in Siria è ormai giunta al suo decimo anno causando sofferenze immani tra la popolazione civile correlate da incommensurabili distruzioni materiali, a titolo esemplificativo è doveroso sottolineare che allo stato attuale, questo conflitto armato, ha causato quasi mezzo milione di vittime, 12 milioni di sfollati ed oltre a ciò l’80% della popolazione civile vive sotto la soglia di povertà.

Tanto premesso è doveroso sottolineare che questa guerra civile ha causato lo sfollamento di oltre sei milioni e mezzo di rifugiati siriani nei paesi confinanti, quali ad esempio Turchia, Giordania e Libano e – viste le condizioni di vita oltremodo dure – tre quarti dei sopracitati vorrebbe tornare al paese natale ma, complice la paura di lunghe detenzioni carcerarie in patria, solo il 5% degli stessi intende compiere questo passo entro quest’anno.

In seconda istanza, per quanto concerne la condizione dei due milioni di profughi siriani in Siria, è utile ricordare che, a causa della profonda crisi economica e sociale che costringe gli stessi libanesi ad emigrare nei paesi confinanti, i rifugiati ubicati nei campi profughi e nelle baraccopoli della Repubblica dei Cedri non ricevono alcun aiuto pubblico e sono costretti a vivere con mezzi di fortuna a causa dei pesanti tagli attuati sia dalla precedente amministrazione statunitense che dallo stesso governo libanese.

In conclusione, alla luce di quanto precedentemente detto, è fondamentale che le istituzioni internazionali preposte agiscano in proficua sinergia ed in maniera bilaterale al fine di coadiuvare una risoluzione pacifica sia della guerra civile in Siria che della crisi economica e sociale in Libano. Obiettivo quello di preservare l‘integrità della popolazione civile attraverso l’invio di una forza di pace internazionale corroborata da una ricostruzione degli edifici distrutti e dall’invio di poderosi aiuti umanitari che permettano ai siriani e ai libanesi di raggiungere i propri sogni e le proprie ispirazioni in un contesto di assoluta pace e prosperità.

Ciò in ossequio al fulgido pensiero di Madre Teresa di Calcutta che era solita ripetere: “Non preoccuparti dei numeri. Aiuta una persona alla volta e inizia sempre con la persona più vicina a te”.

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