FondItalia: la sfida delle microimprese in tempo di Covid

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L’emergenza sanitaria Covid 19 non allenta la morsa sull’economia. In un anno ancora segnato dal virus e dalla sua imprevedibile evoluzione, le nuove sfide per le Pmi e per le microimprese italiane passano sempre più da una formazione che consenta la riqualificazione dei lavoratori, nella logica dell’innovazione, con l’obiettivo di contenere gli esuberi e di mantenere le posizioni. Il primo Sportello dell’Avviso FEMI FondItalia si è chiuso con 93 progetti approvati, per un importo totale pari a € 1.812.346,00, quasi un terzo della disponibilità attuale dell’Avviso, 3.772 lavoratori destinatari dei percorsi formativi, 312 imprese beneficiarie e 13 Conti di Rete coinvolti.

La fotografia dell’Italia

La fotografia scattata da FondItalia vede la Lombardia al comando della classifica delle regioni per numero di aziende beneficiarie (18%), seguita da Marche (14%) e Campania (13%). Al primo posto figurano le piccole imprese (48%), con un numero di dipendenti compreso tra i 10 e i 50 lavoratori, a cui va il 56% circa delle risorse, seguite dalle microimprese (39%) con meno di 10 dipendenti, mentre le medie imprese (10,5%) si attestano al terzo posto; fanalino di coda le grandi imprese (1,5%). Il settore maggiormente rappresentato è quello del commercio (27%), seguito dall’industria e dal manifatturiero (24%) e, a seguire, il comparto degli alberghi e ristoranti (10%), particolarmente colpito dalle restrizioni dovute al Covid. Il destinatario tipo dei progetti formativi è italiano (86%), maschio (77%), di età compresa tra 35 e 44 anni, con diploma di Scuola Media Superiore (42% circa), proveniente, in primis, da Lombardia (24%) e Piemonte (16%). La presenza femminile si attesta solo al 23%.

In foto Francesco Franco, Vice Presidente FondItalia

Le difficoltà di tipo economico

 “Il mondo delle imprese e del lavoro sta vivendo un momento di profonda incertezza: con la pubblicazione di un Avviso di un anno intendiamo promuovere le nuove tecnologie ed offrire innovative opportunità formative, – spiega Egidio Sangue, Vicepresidente e Direttore di FondItalia -. “Nonostante le grandi difficoltà di tipo economico ed organizzativo che stanno incontrando le imprese, ci auguriamo di poter riconfermare il dato del 2020 in termini di Progetti finanziati. Per FondItalia, il difficile anno della pandemia si è concluso con oltre 11 milioni di euro spesi in attività formative a beneficio di circa 35mila lavoratori. Un dato di grande rilievo, nonostante l’emergenza, in quanto allo stanziamento iniziale, si sono aggiunti più di 6,5 milioni, erogati a luglio 2020.”

La formazione in materia Covid

Salute e sicurezza sul lavoro (41%), gestione aziendale e amministrazione (24%), conoscenza del contesto lavorativo (11%): sono queste le tre aree su cui ruota la maggior parte dei corsi. New entry la formazione in materia Covid. Anche se la normativa prevede l’obbligo di una semplice informativa, sono tante le aziende che optano per corsi dedicati alla prevenzione del contagio. Ancora debole, invece, la domanda finalizzata all’acquisizione di competenze digitali e per stimolarla, nello Sportello che si è appena chiuso, FondItalia ha accordato maggiorazioni di punteggio alle proposte dedicate a questo tema di grande rilievo.

In foto Egidio Sangue, Vice Presidente FondItalia 

L’aggiornamento delle competenze

Le aree prioritarie, definite dal Comitato Tecnico Scientifico del Fondo, sono: aggiornamento e mantenimento delle competenze; adozione di nuovi modelli di gestione aziendale (risorse umane, qualità, tecniche di produzione) ed amministrazione; sviluppo delle abilità personali; introduzione di elementi di innovazione tecnologica; promozione della conoscenza del contesto lavorativo; diffusione delle competenze linguistiche; supporto all’internazionalizzazione e green economy. Nonostante la pandemia, inoltre, la modalità maggiormente richiesta è la formazione in aula (92% del monte ore) anche se è sempre ammessa la teleformazione, conforme ai provvedimenti emanati dalle competenti autorità ai fini del contenimento del contagio dal virus COVID-19. Afferiscono a questa voce anche le ore erogate nella tipologia “a distanza sincrona e tracciabile”, del tutto assimilata alla modalità in presenza.

FondItalia rappresenta un riferimento importante per le piccole e microimprese. Il Fondo paritetico interprofessionale per la formazione continua, promosso da Ugl e FederTerziario, ha stanziato anche quest’anno € 6.000.000,00 come dotazione iniziale dell’Avviso FEMI 2021.01, con possibilità di aumento delle risorse, annunciato per mezzo di Avviso pubblico di solito con cadenza quadrimestrale, sulla base dei trasferimenti INPS che si renderanno disponibili. Una risposta concreta, dunque, alle esigenze formative delle imprese che promuove la crescita e la qualificazione professionale dei lavoratori, coniugando sviluppo e innovazione. Avviato a novembre 2020, a durata annuale e articolato in 6 Sportelli, uno ogni due mesi per facilitare una programmazione a lungo termine delle attività formative e assicurare tempi ridotti per l’erogazione del finanziamento, l’Avviso FEMI 2021.01 finanzia Progetti di tipo aziendale, interaziendale ed individuale, concordati tra le Parti Sociali che promuovono il Fondo e le imprese aderenti. Al finanziamento delle proposte formative concorrono le risorse finanziarie delle imprese aderenti al Fondo, ad esclusione delle imprese di grandi dimensioni (con oltre 249 dipendenti) che abbiano fatto espressa richiesta di attivazione di un Conto Formativo monoaziendale, per i quali sono state pubblicate Linee Guida “ad hoc”.

Le risorse che favoriscono la ripresa

“FondItalia è in prima linea per fronteggiare l’emergenza coronavirus – sottolinea Francesco Franco, Presidente FondItalia – promuovendo formazione di qualità e facilitazioni per le aziende aderenti. Anche quest’anno abbiamo previsto l’abolizione permanente dell’apporto proprio, ossia il cofinanziamento da parte delle imprese che optino per aiuti di importanza minore. Abbiamo messo in campo, inoltre, nuove risorse per favorire la ripresa delle imprese nell’ottica di favorire l’innovazione attraverso la realizzazione di nuove metodologie organizzative e produttive. Siamo rimasti particolarmente colpiti dalla qualità delle proposte pervenute che mettono in primo piano l’adozione di nuovi modelli di gestione aziendale insieme allo sviluppo delle abilità personali”. Altra opportunità garantita dall’Avviso FEMI 2021.01, FondItalia è l’accesso ai contributi finanziari oggetto del Fondo Nuove Competenze, in conformità all’Avviso pubblicato da Anpal il 4 novembre 2020. Si tratta di ben 730 milioni di euro, di cui 230 milioni a valere sul Programma operativo nazionale “Sistemi di politiche attive per il lavoro”, cofinanziato dal Fondo sociale europeo.

Il Fondo Nuove Competenze

“UGL e FederTerziario, le Parti Sociali che promuovono FondItalia, sono in prima linea per favorire l’accesso al Fondo Nuove Competenze da parte anche delle micro e piccole imprese, di solito prive al loro interno di esperienza in ambito di contrattazione aziendale, – conclude Francesco Franco, Presidente di FondItalia -. Sarà cura di FondItalia offrire adeguata assistenza alle imprese per mettere a punto percorsi formativi in grado di sostenere l’occupazione dei lavoratori  e per favorire una ripartenza del sistema produttivo del Paese”.

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