Empatia e altruismo, riscoprire lo spirito della “Sa Paradura” ai tempi del Covid-19

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Sociale

La pandemia dovuta al virus denominato Covid – 19, oltre ad averci sottoposto a diverse e dure privazioni dal punto di vista sociale e familiare, ci ha sottoposto a notevoli privazioni anche dal punto di vista economico, a titolo esemplificativo sia sufficiente pensare che nel D.E.F. recentemente stilato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze si prevede per l’Italia una perdita di 8 punti percentuali di P.I.L. nel 2020 calcolabili in 126 miliardi di perdite in confronto al 2019 appena trascorso ed in particolare la chiusura prolungata delle attività messa in atto per limitare la diffusione del contagio ha causato perdite che ammontano a circa 48 miliardi di euro per ogni mese di chiusura delle attività economiche, questo ha causato notevoli danni all’economia italiana ed in particolare alle piccole e medie imprese che rappresentano l’ossatura principale della nostra economia costituendo circa il 75% sul totale delle imprese del nostro Paese, basti pensare che le stesse ammontano a oltre 750.000 unità sul totale delle attività imprenditoriali italiane.

Questa emergenza sanitaria ci ha fatto comprendere con estrema durezza che, da adesso in avanti, il nostro sistema economico dovrà cambiare e sarà un imperativo morale seguire ciò che Papa Benedetto XVI indicò con lungimiranza nell’enciclica Caritas in Veritate ossia: il primo capitale da salvaguardare e valorizzare e l’Uomo, la persona nella sua integrità.

Il mondo imprenditoriale dal canto suo dovrà rivedere e applicare al difficile contesto economico italiano attuale il fulgido esempio di Adriano Olivetti ossia l’economia dal volto umano mediante la cosiddetta funzione sociale delle imprese che si dovrà ottenere valorizzando in sinergia lavoratori e imprenditori attraverso un miglioramento del luogo di lavoro che dovrà divenire un luogo di reciproca crescita sinergica, giustizia sociale, progresso umano e professionale, così facendo si darà concreta attuazione al principio sancito dall’esempio di Olivetti secondo cui ogni riforma politica e sociale è destinata al fallimento se è priva di una riforma morale.

In ultima istanza si dovrà ritrovare il sentimento di fratellanza tra i popoli e in questo aspetto la riforma dell’Unione Europea sarà fondamentale e per fare ciò si dovrà ritrovare lo spirito dei padri fondatori dell’Unione in particolare Alcide De Gasperi, Robert Schuman e Konrad Adenauer che, pur rappresentando paesi profondamente diversi tra loro e usciti in macerie dalla seconda guerra mondiale, seppero infondere con incommensurabile dedizione nei rispettivi popoli un sentimento di fratellanza che sfociò in una proficua cooperazione economica e politica permettendoci il più lungo periodo di pace che il continente europeo abbia mai visto, il loro insegnamento dovrà essere perpetuato con grande dedizione da tutti i governanti dei paesi dell’Unione Europea per far sì che nessuno resti solo, per dirla con altre parole e con un luminoso esempio che risale a secoli fa dovremmo ritrovare lo spirito proprio della cosiddetta Sa Paradura, ossia quel moto di solidarietà che si perpetua da tempo immemore tra i pastori sardi e ha luogo quando un pastore sardo perde parte del proprio gregge di pecore a causa di una calamità naturale e gli altri pastori si prodigano per sopperire alle perdite subite e permettere allo stesso di riprendere le attività quanto prima donando parte del loro gregge, solo seguendo questo luminoso esempio di empatia e altruismo ma soprattutto rendendo fattivo questo spirito – mediante l’approvazione di adeguati trattati e regolamenti –  la nostra economia e quella di tutti i paesi europei potrà risollevarsi riducendo nel contempo le disuguaglianze sociali e preservando il benessere delle future generazioni dando concreta attuazione al bellissimo pensiero del sopracitato Alcide De Gasperi che con lungimiranza era solito dire: “Politica vuol dire realizzare”.

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