Ecco perché non si può più rinviare sul clima

L'allarme dell'Onu sulle condizioni climatiche del nostro Paese: non si può più rimandare, servono azioni concrete

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Sto vivendo come tutti questa estate contrassegnata da temperature altissime, grande caldo e variazioni climatiche spesso inaspettate e mai viste prima. I telegiornali ed i social ci raccontano di temperature record, di incendi boschivi e di una situazione complessiva inedita e drammatica.

Un punto cruciale

Ma questa volta non basta aspettare che arrivi l’autunno con il sospirato refrigerio, perché il pensiero corre ai tanti allarmi che sono stati lanciati nel corso degli ultimi anni sui comportamenti umani che hanno causato tutto questo. Penso che siamo arrivati davvero ad un punto cruciale. Adesso non è più tempo di dire “lo avevamo detto prima”, è arrivato il momento di agire. I drammi che viviamo in questi giorni a causa delle temperature estive altissime e la piaga degli incendi boschivi, devono farci riflettere sulla necessità globale di prendere finalmente in mano il destino del pianeta. La riflessione può sembrare banale, ma l’evidenza non le toglie drammaticità: i cambiamenti climatici stanno già creando disagi in ogni regione del mondo.

L’allarme delle Nazioni Unite

Il rapporto delle Nazioni Unite pubblicato in questi giorni ci avverte – tra le tante cose – sulla frequenza delle ondate di calore, l’aumento della siccità agricola, e sul fatto che la temperatura globale superficiale continuerà ad aumentare almeno fino alla metà dell’attuale secolo. Ho provato a leggere il resoconto del rapporto che si trova facilmente sui media ed on line e non posso nascondere che la lettura mi abbia provocato un sottile senso di angoscia. Ancora più gravi sono state le reazioni degli esperti per i quali se non si agisce ci aspetta un futuro spaventoso perché il mondo si trova al limite di un danno che viene definito irreversibile.

E’ il momento di cambiare rotta

Gli incendi, le inondazioni estreme, la siccità sono drammatici segnali di allarme che devono indurre tutti i governi a ridurre le emissioni, senza tentennamenti e senza ritardi, mettendo in campo politiche virtuose. In attesa che tutto questo avvenga, credo sia sempre più necessario partire dal comportamento dei singoli, soprattutto i più giovani ai quali non può e non deve mancare la fiducia nel futuro. Cambiare la rotta sul futuro del pianeta si deve e si può. Ma soprattutto occorre volerlo.

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