Ecco l’Alveare di Santa Rita, “espressione di carità autentica”

Il progetto del Monastero Santa Rita da Cascia che accoglie minori provenienti da famiglie in difficoltà economica e sociale

ULTIMO AGGIORNAMENTO 0:10

Ha raggiunto già ben 22 mila visualizzazioni il video della diretta streaming di Porte Aperte all’Alveare, l’evento annuale che consente di entrare virtualmente nel mondo dell’Alveare di Santa Rita, ovvero il progetto del Monastero Santa Rita da Cascia, che accoglie minori provenienti da famiglie in difficoltà economica e sociale. La speciale edizione 2020, alla quale hanno preso parte in diretta 300 persone, tra amici e benefattori e, per la prima volta, anche molti devoti di Santa Rita che non conoscevano il progetto, ha permesso all’Alveare di aprire le sue porte al mondo, per guardare al futuro e sostenere la sua ripartenza. Tra tutti i canali social, la diretta, infatti, ha non solo raggiunto molte visualizzazioni che sono in crescita, ma continua anche a raccogliere commenti, che arrivano da tutta Italia ed oltre, ad esempio, dal Canada e Cile. “Che bello vedere tutto questo amore in azione che è contagioso”, scrive Enrico. “Donare ci consente di aiutare l’Alveare ricevendo un amore immenso che ci dà forza per affrontare le difficoltà che incontriamo”, dice Antonella.

Apette e Millefiori, il racconto

Le apette – raccontano a In Terris dal monastero – sono bambine ed adolescenti ancora minorenni che vengono accolte e cresciute all’interno del cosiddetto “alveare” del monastero di Santa Rita di Cascia come delle figlie. Questo accade da molto anni: tutto è iniziato con un’orfanella affidata alla beata Maria Teresa Fasce la monaca agostiniana e badessa del monastero di Cascia nata a Torriglia il 27 dicembre 1881 e deceduta a Cascia il 18 gennaio 1947 che è stata proclamata beata da Giovanni Paolo II nel 1997. La badessa ebbe l’intuizione di accogliere quella bimba rimasta sola al mondo che divenne la prima “apetta”, il soprannome affettuoso che usava la beata ricollegandosi sia alla figura dell’alveare sia alla famosa rosa sbocciata tra la neve che si narra nella vita di Santa Rita e attestata da numerose fonti agiografiche. Da quella prima accoglienza, è iniziata la “missione” delle monache del monastero di Cascia, opera interamente gratuita che viene portata avanti ancora oggi grazie al lavoro delle monache guidate dall’attuale Priora, Suor Maria Rosa Bernardinis. Oggi le apette accolte nella bella Cascia – comune nel Perugino – sono circa una ventina; alcune rientrano in famiglia nel fine settimana, altre vivono tra le mura del monastero. La loro famiglia di origine ha problemi di vario tipo, a volte economici, a volte sociali, perciò loro vengono aiutate per avere una vita migliore. Sono seguite sia nelle attività quotidiane, dalla scuola allo sport, sia nei bisogni specifici da psicologi ed educatori e, soprattutto, vengono cresciute nell’amorevole “abbraccio” delle monache che, accogliendole come figlie, le aiutano a diventare donne mature e responsabili, pronte ad affrontare la vita con fede e amorevolezza, sull’esempio di Santa Rita, la santa delle “cause impossibili”. Insieme alle apette, il monastero di Cascia accoglie anche – sempre in tema di alveare – anche i “millefiori“: bambini e bambine in età scolare che sono del territorio e che sono seguiti nel doposcuola sia per fare i compiti sia nelle attività ludiche e ricreative, dallo sport al corso di teatro attivato quest’anno, dalla musica alle lingue straniere, dalla lettura creativa all’ascolto psicologico che c’è una volta a settimana. Un servizio importante per la comunità e per venire incontro alle esigenze delle famiglie del territorio che magari hanno problemi economici o non sanno dove lasciare i figli mentre sono al lavoro. Una cosa bella e importante da sottolineare è che l’Alveare si regge esclusivamente sulle donazioni: un sostegno al quale tutti possono contribuire, visitando il sito santaritadacascia.org/zainetto: prendendo lo speciale zainetto si può regalare il futuro a tante bambine e ragazze attraverso una piccola donazione. L’Alveare infatti vive esclusivamente della carità da parte di sostenitori e amici di Santa Rita provenienti da tutta Italia e dal mondo che comprendono l’alto valore educativo che il Monastero di Cascia porta avanti da oltre 80 anni.

Qui il video “Porte Aperte all’Alveare 2018 – Il racconto dei donatori”

Una preghiera per tutti

“L’Alveare è un’espressione di carità autentica – commenta la Priora Suor Maria Rosa Bernardinis – Noi monache siamo sempre accanto alle nostre Apette, rispettando il cammino di ognuna. Tante persone, come noi, sentono queste ragazze come parte della loro famiglia ed è questa la bellezza dell’Alveare. Grazie, a tutti coloro che fanno in modo che questa nostra opera continui a crescere e a fare del bene, nel nome di Santa Rita”. Riportiamo la preghiera scritta per In Terris da suor Maria Rosa Bernardinis in occasione dell’intervista fattale lo scorso 22 Maggio, festa di Santa Rita.

O’ gloriosa Santa Rita,
mi rivolgo a te, santa del popolo e della carità,
per affidare alla tua protezione tutti i poveri del mondo.

Tu che fosti sempre vicina agli ultimi e curasti i malati di peste,
assisti coloro che sono vittime dell’ingiustizia della nostra società
e fa’ che possano trovare riscatto della loro condizione.

Conduci al Padre le cause di tutti i poveri,
e dona loro la tua immensa fiducia in Dio,
perché possano seguire con te la strada della speranza.

Fa’ o’ Santa degli impossibili,
che presto arrivi un mondo migliore per l’umanità
dove nessuno venga mai più oppresso e dimenticato,
ma dove tutti ci riconosciamo uguali,
fratelli e sorelle, figli di Dio.

Amen

La Priora del monastero di Santa Rita, suor Maria Rosa Bernardinis
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