Famiglie fragili e studenti con disabilità. Enti locali-Caritas: modello Liguria per l’inclusione

Assistenza per l'autonomia in classe e alloggi per nuclei in difficoltà: un progetto per contrastare l'emarginazione sociale

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L’inclusione non è un concetto astratto. E’ un risultato da conseguire con azioni concreti. Progetti efficaci. Collaborazione tra istituzioni e terzo settore. Un duplice esempio arriva dalla Liguria. E ha come promotori il comune di Genova e l’assessorato regionale all‘Istruzione. Sono cinque gli alloggi individuati dall’amministrazione comunale del capoluogo ligure. E messi a disposizione della Caritas diocesana. Per implementare l’offerta abitativa per i nuclei familiari in gravi fragilità.inclusione

Caritas per l’inclusione

Gli appartamenti sono di proprietà del comune di Genova. E vengono dati in concessione amministrativa per sei anni a Caritas. Secondo l’intesa sottoscritta per la collaborazione a contrasto dell’emergenza abitativa. Caritas si impegna a ristrutturare gli alloggi. Con compensazione dei canoni concessori. Dovuti fino alla copertura totale degli oneri. Sostenuti e preventivamente pattuiti. L’individuazione dei destinatari degli alloggi ha un obiettivo. L’ospitalità temporanea dei nuclei familiari. Regolata da alcuni requisiti. Ossia la residenza nel comune di Genova. Non avere contenziosi con l’Ufficio della Casa e con Arte Genova. Non essere proprietari di altri immobili che possano adeguatamente ospitare il nucleo familiare. E in caso di famiglie straniere, essere in regola con il permesso di soggiorno. inclusione

Rete

Un piano di interventi approvato dalla giunta. Su proposta dell’assessore alle Politiche della casa, Pietro Piciocchi. E di quello al Patrimonio Stefano Garassino. “Grazie alla collaborazione con Caritas- spiega Piciocchi – potranno essere messi a disposizione alloggi ristrutturati. Per famiglie con forti fragilità. Cioè con presenza di persone molto anziane. Invalidi. E minori. Unendo gli sforzi e facendo rete sul territorio possiamo aiutare chi oggi sta attraversa un periodo di grande crisi. E aiutare queste famiglie a ripartire con una nuova speranza per il futuro“. inclusione

Ristrutturazione

“Abbiamo fissato regole chiare e semplici. Perché le famiglie in gravi difficoltà possano giovare di un alloggio ristrutturato. E adeguato alle esigenze anche delle persone con disabilità- sottolinea Garassino -. Mettiamo a disposizione dei più deboli alcuni alloggi. queste case verranno rinnovate con lavori di ristrutturazione. Rendendole funzionali anche a nuove destinazioni future“. A Genova gli appartamenti si trovano in via Bologna. Via Torricelli. Via Guala. E via Vado.

Disabilità fisiche e sensoriali

Intanto la giunta regionale della Liguria ha accolto la proposta dell’assessore all’Istruzione Ilaria Cavo. E ha ha deliberato lo stanziamento di 3.288.278 euro. Per l’esercizio di delicate funzioni. Quelle relative all’assistenza per l’autonomia e la comunicazione personale degli alunni con disabilità fisiche e sensoriali. Approvando il trasferimento della somma alla città metropolitana di Genova e alle province liguri. “Il provvedimento consegue un importante risultato“, spiega il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti. Cioè consente alla Regione Liguria di “garantire l’integrazione nel sistema scolastico e formativo di studenti disabili iscritti nella scuola secondaria di secondo grado”. E di porsi nel ruolo di coordinamento di azioni specifiche. Quelle messe in atto dagli enti territoriali destinatari delle risorse nazionali. E  che le leggi regionali individuano come “soggetti obbligati nelle azioni dirette di sostegno“.

Percorsi di inclusione

Misure necessarie nell’anno scolastico in corso. Con queste risorse, infatti,  la città metropolitana e le province liguri possono far fronte  a varie spese. A cominciare da quelle per il trasporto scolastico dedicato agli studenti disabili. Per la fornitura di operatori socio educativi (Ose). E di operatori socio assistenziali (Osa). Quali figure di sostegno nei percorsi di sviluppo dell’autonomia personale degli alunni. E di assistenza durante la giornata scolastica. Una piccola quota è destinata anche all’acquisto di ausili. Finalizzati a garantire il diritto allo studio. Per esempio, lettori digitali. Software specifici. Dotazioni che possano migliorare la fruizione della lezione.

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