Sos cyberbullismo su base etnica: vittima uno studente su tre

Centro mobile del Moige a Pistoia in Toscana per migliorare il sistema di prevenzione e contrasto alla violenza sui minori stranieri inflitta attraverso atti di bullismo

ULTIMO AGGIORNAMENTO 0:05
cyberbullismo

Il cyberbullismo si intreccia alla discriminazione razziale. E nelle classi scolastiche diventa sopraffazione e violenza su base etnica. Il 22,3% degli studenti delle scuole superiori è stato vittima di bullismo da parte di coetanei. L’8,4% ha subito episodi di cyberbullismo. Sono 877 mila i ragazzi e le ragazze di nazionalità straniera nelle scuole senza procedure per il contrasto a episodi di discriminazione e bullismo. Per questo in Toscana si è attivato il Centro mobile del Moige, il Movimento italiano genitori.cyberbullismo

Prevenzione dal cyberbullismo

Al via a Pistoia l’iniziativa “MOBILItiamoci“. Per migliorare il sistema di prevenzione e contrasto alla violenza sui minori stranieri. Inflitta attraverso atti di bullismo e cyberbullismo su base etnica. Nel comune di Pistoia è arrivato il tour del Centro mobile di sostegno e supporto contro il bullismo del Moige. Con operatori esperti per incontrare ragazzi, docenti, genitori e operatori comunali. La tappa di Pistoia rientra nel tour nazionale della campagna anti-bullismo promossa dal Movimento Italiano Genitori. Con il contributo del ministero dell’Interno. E co-finanziato dall’Unione Europea. L’obiettivo è garantire una maggiore e migliore integrazione e pari opportunità per i minori di tutte le nazionalità.cyberbullismo

Esigenze dei minori

“Si tratta di un progetto socialmente innovativo. E, alla luce di quanto emerso dalla nostra analisi, assolutamente necessario- evidenzia Antonio Affinita, direttore generale del Moige–. La nostra società sta diventando sempre più multietnica e multiculturale. Occorre, dunque, valorizzare le differenze,  comprenderle, capire le diverse necessità che possono avere. E quali ostacoli si presentino sul percorso dell’ integrazione soprattutto dei minori stranieri”. La campagna MOBILItiamoci è ascolto e osservazione. Ma anche azioni concrete. In risposta alle esigenze dei minori. Creando una rete locale e nazionale di persone che sappiano interfacciarsi con le criticità che affrontano i bambini stranieri nel nostro paese. Ponendosi come un supporto. Trovando la soluzione migliore. E imparando a prevenire e contrastare episodi di discriminazione e bullismo”.baby gang

Piattaforma Elisa

Secondo i più recenti dati raccolti dalla Piattaforma Elisa (Miur, 2021) in Italia il 22,3% degli studenti e studentesse delle scuole superiori è stato vittima di bullismo da parte di coetanei. E l’8,4% ha subito episodi di cyberbullismo. Rilevanti sono anche i dati sulla matrice discriminatoria degli atti di prevaricazione. Il 7% degli studenti riporta di aver subito bullismo basato sul pregiudizio. Ovvero prepotenze fondate sul proprio background etnico. “In questo contesto- avverte il Moige- diventa fondamentale ideare nuove modalità di prevenzione e contrasto su quella particolare forma di violenza che possiamo definire come bullismo etnico. In cui le prepotenze avvengono nei confronti di bambini e ragazzi con background migratorio“. Questa necessità diventa tanto più urgente “se consideriamo i dati sulla presenza ormai strutturata di studenti stranieri nelle classi scolastiche“. Che, secondo l’ultimo aggiornamento del ministero dell’Istruzione evidenzia che sono risultati iscritti nelle scuole del nostro paese 877 mila ragazzi e ragazze di nazionalità straniera.cyberbullismo

Assenza di un quadro istituzionale

A seguito di un’approfondita analisi sul territorio nazionale, il Moige ha riscontrato l’assenza di un quadro istituzionale chiaro e condiviso. Volto a contrastare gli episodi di discriminazione e bullismo ai danni di minori stranieri. Così come il Movimento genitori italiani ha rilevato la mancanza di procedure e di standard operativi ai quali far riferimento. Che consentano un accesso paritario alle misure di tutela. MOBILItiamoci nasce, quindi, con l’obiettivo di colmare questo gap. Per una reale integrazione culturale e sociale che inizi già dall’infanzia. Creando una società del domani più tollerante e rispettosa delle differenze. Il progetto prevede un percorso formativo mirato per gli operatori del settore. La creazione di una rete territoriale. La stesura di un vademecum di buone prassi e standard da rispettare. E un monitoraggio attento e continuo del fenomeno e dei risultati raggiunti.

 

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