La Costa d’Avorio nella morsa dei jihadisti

Il fondamentalismo islamico, nonostante gli sforzi per contrastarlo, si sta espandendo nel paese dal vicino Sahel

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Forze di Polizia della Costa d'Avorio (immagine Luc Gnago)

La Repubblica della Costa d’Avorio è uno stato dell’Africa Occidentale, ex colonia francese indipendente dal 1960 con una popolazione di oltre 19 milioni di abitanti con capitale Yamoussoukro ed è il primo produttore mondiale di cacao.

Gli attentati di matrice jihadista

Purtroppo, dopo il primo attentato terroristico di matrice islamica avvenuto il 13 marzo 2016 quando, degli uomini armati, hanno attaccato il resort di Grand-Bassam causando 19 vittime ed, in seguito ciò, a causa di fattori esterni e preesistenti dinamiche interne si sono verificati ulteriori fenomeni con una connotazione estremistica che hanno alimentato un clima di diffusa insicurezza.

In particolare, nel corso dell’ultimo anno, a causa della forte instabilità verificatasi nel Sahel, il fenomeno jihadista si sta ampliando verso sud lambendo in misura maggiore la Costa d’Avorio dove, a partire dal 28 marzo, sono stati sferrati molteplici attentati terroristici e il 12 aprile è stato utilizzato per la prima volta un ordigno esplosivo improvvisato contro un veicolo della gendarmeria locale che fortunatamente non ha provocato vittime. Questa recrudescenza del terrorismo jihadista è sintomo che la volontà dei gruppi estremisti di matrice islamica di aprire un nuovo fronte nel Benin e nel nord della Costa d’Avorio al fine di ampliare la loro azione verso il Golfo di Guinea ed incrementare la già perdurante instabilità di questo territorio.

L’istituzione di una nuova accademia antiterrorismo

Per arginare in maniera più efficace il fenomeno sopraindicato, lo scorso 10 giugno, la Costa d’Avorio e la Francia hanno inaugurato in sinergia una nuova accademia antiterrorismo denominata Accademia Internazionale per la Lotta al Terrorismo (AILCT) nella città di Abidjan dove si addestrano i funzionari governativi e le forze speciali attraverso un apposito istituto di ricerca per affrontare in maniera più efficiente i crescenti attacchi terroristici perpetrati nel paese alla cui inaugurazione il Ministro degli Esteri francese Le Drian ha dichiarato: “Le domande davanti a noi sono chiare: come combattere efficacemente contro i gruppi terroristici più mobili che mai, come impedire di importare la loro strategia qui”.

La crescente insicurezza e la necessità di una celere pacificazione

A tal proposito, è utile ricordare che, la situazione in quest’area del pianeta è particolarmente critica a partire dal 2013 quando, gruppi armati Tuareg, appoggiati da membri di Al Qaeda, sono riusciti a prendere il controllo di alcune parti del nord del Mali provocando un intervento militare francese coadiuvato dal supporto delle Nazioni Unite e dell’Unione Europea ma, purtroppo, allo stato attuale, la zona è rimasta molto precaria dal punto di vista della violenza e dell’insicurezza diffusa che – nel 2021 – ha raggiunto un nuovo picco negativo che ha causato oltre 5 mila vittime e 1,4 milioni di sfollati interni.

Rispetto a quanto detto in precedenza è fondamentale che si aumenti ulteriormente la presenza e l’addestramento delle forze di sicurezza in quest’area con l’obiettivo di giungere a una celere pacificazione e contestualmente garantire l’incolumità della popolazione civile.

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