Contro la ludopatia scendono in campo le Regioni. Testimonianze di ludopatici e operatori

Sos gioco d'azzardo patologico. Dalla Liguria all'Emilia Romagna e alla Basilicata, mobilitazione delle Regioni contro una piaga sociale che distrugge esistenze e famiglie. Testimonianze a Interris.it di ludopatici e operatori

ULTIMO AGGIORNAMENTO 0:05
Regioni
Regioni mobilitate contro il gioco d’azzardo che devasta milioni di vite. “In un anno ho bruciato 35 mila euro di risparmi della mia famiglia“, racconta a Interris.it l’operaio abruzzese Carlo. Il calvario della ludopatia è una croce individuale e collettiva alla quale può porre rimedio solo un capillare intervento da parte delle istituzioni. “Ora sono riuscito a fermarmi solo perché avevo toccato il fondo- prosegue la vittima del business delle scommesse-. Mi svegliavo la mattina con il solo pensiero di cercare di recuperare i soldi persi la sera prima. E così facendo, i debiti aumentavano sempre. La ludopatia è una catena che non ti lascia mai libero. In pochi mesi il mostro del gioco d’azzardo mi ha rubato la salute, la famiglia e il lavoro”. Fino a quando Carlo non ha trovato la forza di chiedere aiuto al centro di ascolto e assistenza. Volontari e psicologi lo  stanno aiutando a rimettere faticosamente insieme i pezzi di una vita distrutta da questa dilagante piaga sociale. Per questo è determinante l’azione delle Regioni.Regioni

La mobilitazione delle Regioni

La giunta regionale della Liguria, su proposta del presidente e assessore alla Sanità Giovanni Toti, ha stanziato 1 milione e 350 mila euro. Sono fondi ministeriali dedicati  alla prevenzione, cura e riabilitazione delle persone affette da gioco d’azzardo patologico. I fondi verranno utilizzati per proseguire e implementare varie attività. E cioè presa in carico, cura, monitoraggio, prevenzione, ricerca e comunicazione. L’obiettivo è contrastare la dipendenza dal gioco d’azzardo. Così come indicato dal piano regionale biennale. I fondi sono stati trasferiti ad Alisa, l’azienda sanitaria ligure. Il 20% verrà investito direttamente da Alisa per progetti dedicati e attività di prevenzione. Attraverso campagne regionali di comunicazione e sensibilizzazione, il restante 80% andrà alle Asl in base alla popolazione per prevenzione, presa in carico, cura dei soggetti ludopatici.

Allarme “over 65”

“La Regione Liguria prosegue il suo impegno su questo fronte, anche in virtù del suo ruolo di membro dell’Osservatorio nazionale sul tema insieme alle regioni Campania, Lazio e Sicilia- sottolinea il presidente Toti -. Visti i risultati raggiunti, da più parti, in particolare dalle associazioni che si occupano di dipendenza dal gioco d’azzardo, si era levata la richiesta di proseguire con le azioni messe in campo dal piano”. In un anno in Liguria i soggetti in carico per ludopatia sono passati da 360 a 475, con un incremento del 28%. “E il 45% dei soggetti presi in carico non si erano mai rivolti a questi servizi- precisa il governatore ligure-. Erano cioè persone che siamo riusciti a raggiungere proprio grazie al piano regionale. Alle attività di comunicazione e informazione. Alla maggiore visibilità dei servizi presenti sul territorio. Il nostro obiettivo è continuare a lavorare per sostenere le persone vittime di ludopatia. E far emergere un fenomeno purtroppo molto diffuso, spesso sommerso. E che riguarda soprattutto, come confermano tristemente i dati, la fascia di popolazione più fragile, cioè gli over 65“.

Costi economici e sociali

La mobilitazione anti-ludopatia prevede il potenziamento del numero verde (800 185 448) con personale del call center specificamente formato. La campagna informativa regionale “Batti il gioco. Puoi“, ha visto, tra le numerose attività, la partecipazione di Alisa al Festival della Scienza. Con un laboratorio dedicato al gioco d’azzardo che aveva coinvolto i giovani tra 15 e 19 anni. Inoltre, è stato avviato un progetto di monitoraggio orientato alla prevenzione del fenomeno. In collaborazione con il dipartimento di Scienze politiche sociali dell’Università degli Studi di Genova. Per l’analisi dell’offerta di gioco sul territorio ligure e la stima dei costi economici e sociali del fenomeno.Regioni

“Non giocarti il futuro”

Le Regioni possono fare molto, dunque. Impegno diretto contro la ludopatia anche da parte della Regione Basilicata. “Non giocarti il futuro” è il messaggio che uomini e donne di tutte le età lanciano in uno spot per mettere in guardia dai pericoli del gioco d’azzardo. il video fa parte della campagna regionale contro un gravissimo disturbo che ha effetti disastrosi sulla società. Un’ emergenza sociale fotografata anche dai dati dell’Agenzia delle Dogane. In un anno, solo in Basilicata, il gioco d’azzardo ha mosso oltre 131 milioni di euro. Con una spesa pro capite di 258 euro in provincia di Potenza e 306 euro in provincia di Matera. La consigliera regionale lucana Dina Sileo presiede l’Osservatorio regionale sul gioco d’azzardo patologico. Il video, spiega, “contiene le opere d’arte e testi in prosa e poesia” realizzati dagli studenti del polo liceale “Federico II di Svevia” di Melfi, in provincia di Potenza.

Arteterapia

Regioni in prima linea, quindi. Prosegue Sileo: “I ragazzi hanno risposto con entusiasmo al progetto per le scuole intitolato #Crea&Vinci. Nato proprio con l’obiettivo di sensibilizzare sui rischi che si corrono con il gioco patologico“. Nello spot la frase “Non giocarti il futuro” è pronunciata mentre scorrono le immagini sui lavori realizzati dagli studenti. Ispirati alle forme dell’arte moderna. “Abbiamo scelto questa format non solo per l’impatto comunicativo- puntualizza la presidente dell’Osservatorio regionale sul gioco d’azzardo patologico-. Ma anche perché è dimostrato che attraverso l’arte si può stabilire un contatto più diretto con le proprie emozioni. Aumentando la consapevolezza di sé. Proprio l’arteterapia trova un campo di applicazione nel trattamento delle dipendenze. Tra le quali c’è anche il gioco di azzardo”.

Effetto pandemia e piani delle Regioni

Contrastare il dilagare della ludopatia è possibile. Per effetto dell’azione della Regione, in Emilia Romagna diminuisce il numero di sale da gioco d’azzardo e di macchinette. Diminuiscono anche le patologie dei giocatori stessi. Soprattutto dopo la pandemia. E si specializzano i trattamenti personalizzati per chi ne soffre. A fornire i dati è la commissione Salute della Regione Emilia-Romagna, presieduta da Ottavia Soncini. Osserva l’assessore alla Sanità, Raffaele Donini: “Il 60% dei giocatori d’azzardo ha vissuto il periodo della pandemia con sollievo. Il 72%  è rimasto in astinenza dal gioco e solo il 3% è passato al gioco online“.

“Lontano dagli occhi, lontano dal cuore”

Questi dati, secondo la Regione Emilia Romagna, sono “un utile appiglio al quale agganciare le nostre politiche di contrasto alla ludopatia. Perché indicano che l’offerta influenza la domanda. ‘Lontano dagli occhi, lontano dal cuore‘ insomma, e dove non ci sono sale, cala anche il fenomeno. Inoltre, non c’è neanche un ripiego consistente sull’online”. Funzionano anche le azioni di contrasto della legge regionale. Soprattutto il vincolo della distanza delle sale da gioco e da scommesse dai luoghi sensibili. Scuole, chiese, oratori, strutture protette, centri sociali. Questo divieto ha portato alla chiusura di 155 attività in 255 comuni della regione e a 161 provvedimenti di chiusura.

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