L’impresa di conciliare il lavoro con la famiglia. Ecco come cambiano i congedi per i genitori

L'orizzonte, concordano governo e sindacati, non può che essere quello dell'estensione temporale dei congedi parentali e dell'età del figlio, coordinata con indennità economiche graduali

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Famiglia in cerca di aiuto. Ecco come cambia il welfare. Più congedi per i genitori. I permessi obbligatori per i padri passano da cinque a dieci anni. Per le assenza facoltative dal lavoro aumentano la durata e i limiti di età dei figli. I segretari confederali della Cisl, Daniela Fumarola ed Andrea Cuccello, promuovono il Family Act come quadro organico di interventi. Queste misure, insieme all’assegno unico, riconoscono “il ruolo generativo delle famiglie”. L’importanza di sostenere la formazione di nuovi nuclei familiari. Il valore delle attività di educazione e di cura condivise tra i genitori. Secondo la Cisl, si tratta di un provvedimento che va considerato un investimento per il Paese. Per raggiungere gli ambiziosi obiettivi indicati nella legge servono massima attenzione e condivisione dei decreti attuativi.famiglia

Lavoro-famiglia

Per poter conciliare lavoro e famiglia occorrono il potenziamento e la qualificazione dei servizi socio-educativi per la prima infanzia. Il sostegno alla formazione dei figli. Gli incentivi agli istituti della contrattazione collettiva volti alla conciliazione. I congedi di paternità. La promozione del lavoro femminile. Sono tutti aspetti importanti di una strategia integrata che prevede trasferimenti economici. Servizi. Conciliazione famiglia-lavoro. In questo quadro, secondo la Cisl, dovrà essere superato un “approccio timido”. Cioè l’atteggiamento tenuto rispetto ai congedi parentali. Quando si è trattato di intervenire in sede di provvedimenti attutativi. L’orizzonte, dunque, non può che essere quello dell’estensione temporale e dell’età del figlio. Coordinata con indennità economiche graduali.famiglia

Effetto pandemia

Ha scritto la giornalista britannica Helen Lewis sull’Atlantic: “Sento persone che cercano di trovare il lato positivo del distanziamento sociale. E del lavoro da casa. Ricordano che William Shakespeare e Isaac Newton realizzarono le loro opere migliori mentre l’Inghilterra era devastata dalla peste. Ma la risposta è ovvia. Nessuno dei due doveva occuparsi dei bambini”. Il virus SARS-CoV-2 ha colpito tutta la società. Però ci sono state categorie più colpite delle altre. Le donne in particolare si sono ritrovate esposte su molteplici fronti. Come quello economico, familiare e sanitario. Ora l’Occidente vive un periodo di ripresa post pandemica. Nel quale i genitori e le famiglie cercano nuovi equilibri tra tempi dedicati al lavoro e alla vita con i propri figli. Inoltre appaiono fenomeni come le “grandi dimissioni”. Perciò in Italia congedi e permessi debbono rappresentare, avverte la Cisl, un “asse privilegiato dell’azione di governo“.

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Il ministro per le pari opportunità e la famiglia, Elena Bonetti

Esigenze della famiglia

“Il Family act è una riforma integrata e sistemica. Che va guardata nella sua interezza. E’ stata la prima cosa che ho programmato quando nel 2019 è iniziato il mio mandato con le deleghe alla Famiglia e alle Pari opportunità“, afferma ministra per la Famiglia e le Pari opportunità. Secondo Elena Bonetti si tratta di “un cambio di paradigma nell’ambito delle politiche familiari. Che non sono più costi ma diventano politiche di investimento“. Una riforma che “vuole fornire strumenti agli uomini e alle donne. Per realizzare i propri desideri. Le proprie ambizioni”.

Restituire risorse economiche

“Il principale obiettivo è quello di contrastare il calo delle nascite ormai divenuto insostenibile per il Paese. E contro il quale il governo, con questo provvedimento, vuole fortemente intervenire”, evidenzia Elena Bonetti. E precisa “Il Family act dà risorse economiche stabili. L’assegno unico universale è parte della riforma. E punta a restituire risorse economiche per le spese educative. Implementando i servizi educativi territoriali. A partire dagli asili nido. Al centro c’è appunto la riforma dei congedi parentali. Ovvero un obbligo di congedo parentale per gli uomini di dieci giorni. “Vogliamo aumentarlo“, assicura il ministro per le Pari opportunità e la Famiglia

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