Con SmileChild anche il cuore sorride (AUDIO)

Un'Associazione no profit con soci che mettono a disposizione il proprio tempo libero per alleviare le sofferenze dei bambini che affrontano le cure oncologiche

ULTIMO AGGIORNAMENTO 1:27

“La felicità è provare ciò che esiste di bello nella vita. Non è causale ma è una capacità da scoprire ed imparare”. Questo è l’obiettivo dell’Associazione SmileChild nei rivolgersi a bambini e ragazzi dai 0 ai 16 anni con una particolare attenzione alla tutela e alla promozione dei diritti dei minori. L’Associazione si propone, infatti, di sviluppare la ricerca individuale di esperienze ricreative e una coscienza sociale fondata sul rispetto dell’Altro e sulla libera espressione del Sé, attraverso la riscoperta e la realizzazione di progetti lucidi, didattici, pedagogici e socio culturali. “I componenti dell’Associazione mettono a loro disposizione, tra le altre cose, la loro professionalità, utilizzando la loro esperienza e costruendo così quel ponte di unione necessario per accostarsi ai bambini, fornendo gli aiuti necessari per sviluppare la propria identità, imparando ad esprimere le proprie emozioni” racconta ad Interris.it Federico Bagnoli Rossi Presidente dell’Associazione.

Nell’audio la testimonianza di Federico

Quando nasce SmileChild?
“SmileChild nasce nel 2009 a seguito di questa esigenza di voler trovare un modo per far collaborare il mondo no profit e il mondo dell’entertainment. Alla base di questo c’era il mio desiderio di voler trovare una sinergia tra i due settori, così decidemmo inizialmente di voler costruire il cinema all’interno degli ospedali, ma purtroppo non è stato possibile, così abbiamo avviato il progetto dei cinemini. Abbiamo realizzato delle piccole sale cinematografiche all’interno della Casa Famiglia, con l’obiettivo di alleviare le sofferenze degli abitanti di queste strutture con dei film. Il primo cinemino è stato realizzato nella casa de Peter Pan, mentre il secondo cinemino è stato realizzato all’interno dell’Associazione Casa di Kim”.

Come ci si sente quando si aiutano questi bambini?
“É un’esperienza appagante e poi i bambini ti danno la voglia e la giusta carica per fare sempre di più. Ogni volta che si chiude un progetto nasce subito l’esigenza di voler ricominciare con un’altra iniziativa perché quando si fanno queste cose, ne vedi il successo attraverso il sorriso e gli occhi dei bambini di queste case famiglia. Con il passar del tempo poi Smilechild è diventata anche un’Associazione di promozione culturale per poter far vivere in modo diverso l’esperienza dell’entertainment”.

Quali sono gli altri obiettivi di SmileChil oltre il cinemino?
“L’associazione opera principalmente in Italia su alcuni temi coerenti con il Diritto alla Felicità per i bambini e i ragazzi:

  • diritto al divertimento
  • diritto a vivere in un luogo che possa renderli felici
  • diritto ad essere figli.

Il diritto al divertimento vede una serie di “laboratori creativi” che hanno lo scopo di far trascorrere un momento di divertimento ai bambini attraverso attività ludiche e artistiche che insegnano loro che è ancora possibile giocare e divertirsi in modo semplice e naturale, usando un po’ di fantasia e creatività. Inoltre, per permettere ai bambini di “creare” in modo sicuro operiamo anche attraverso progetti di riqualificazione di aree urbane e disagiate. L’obietti è la sensibilizzazione delle nuove generazioni a quella che definiamo ‘la cultura della felicità’“.

Quanto è importante il cinema, anche da punto di vista pedagogico, per i bambini?
Per le nuove generazioni la cultura è importante a prescindere dallo stato di salute in cui si versa. Ci sono film che hanno fatto la storia, film che hanno segnato la nostra vita e che hanno lasciato grandi insegnamenti. Film che sono stati con noi durante la nostra crescita, riuscendo a dare risposte quando siamo stati tristi o felici, quando avevamo bisogna di avere anche alcune certezze, che senza saperlo sono arrivate proprio dai film. Per questo la cultura cinematografica deve appartenere a tutti, perché fa parte della nostra formazione personale”.

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