La speranza negli occhi dei piccoli

ULTIMO AGGIORNAMENTO 1:06

Difficile pensare a qualcosa di più bello dell'incontro con un bambino, a quanto le sue parole possano toccare in profondità per quanto semplici possano essere. Sensazioni che non conoscono il limite dell'emozione, che attraversa lo spazio delle relazioni con la stessa delicatezza di una parola detta da piccolo futuro adulto. E' soprattutto un tentativo di restituire tutto questo ad animare il libro I bambini sono speranza (Salani), volume presentato presso l'Aula Salviati dell'Ospedale pediatrico “Bambino Gesù” e che raccoglie frasi, pensieri, dediche, domande, disegni che i bimbi di tutto il mondo hanno rivolto o dedicato al Pontefice, raccolte da lui stesso e affidate a un testo che portasse davvero agli occhi e alle orecchie dei grandi l'intensità della voce dei piccoli. Alla presenza del cardinale Luis Antonio Tagle, Prefetto per la Congregazione dell'evangelizzazione dei popoli, del direttore di Civiltà Cattolica, padre Antonio Spadaro, della presidente dell'ospedale, Mariella Enoc, si è snodata la riflessione attorno all'opera, condensata attraverso pensieri genuini ma, come ricordato più volte da padre Spadaro, tutt'altro che diplomatici: “Perché i bambini, per loro natura, non lo sono, come disse il Papa in una delle sue prime udienze… Ed è attraverso il loro sguardo che si vedono tutti i drammi del mondo”.

Un libro “politico”

E i bambini ci sono in sala, gli alunni dell'Istituto comprensivo Virgilio, che hanno ricevuto in dono il libro e la possibilità di rivolgere le loro domande ai relatori che, tanto per confermare la loro schiettezza, hanno spiazzato i relatori per la loro semplice e universale profondità. D'altronde Papa Francesco non ha mai risparmiato la sua dedizione ai più piccoli, rendendosi disponibile a confrontarsi con loro anche nei momenti di maggiore impegno: “Papa Francesco – ha detto la presidente Enoc – ci insegna che la consolazione vera sta nel sapere che il Padre ha voluto il Figlio crocifisso. Ci vuole coraggio per frequentare il futuro. Il Papa ha detto che a comandare sono loro, i bambini. Speriamo lo siano veramente e che nel farlo non siano troppo severi con noi”. Non bisogna però cadere nell'errore di credere che I bambini sono speranza sia solo un libro per l'infanzia. Perché se è vero che attraverso gli occhi dei bambini si può leggere la sofferenza del mondo allo stesso modo di come se ne legge la gioia, secondo padre Spadaro non si deve esitare a definire questo libro come “politico”. E non solo perché i bambini sanno essere ben più decisi e senza remore degli adulti, ma anche perché le loro sono le vere immagini della verità, allo stesso modo di come lo sono le parole: “I piccoli ci aiutano a capire dove va il mondo e le ferite che il Papa vuole toccare”.

Un sorriso permanente

La sua presenza al Bambin Gesù coincide con il suo primo impegno pubblico alla guida di un magistero importante come la Congregazione per la evangelizzazione dei popoli. Ci scherza su il cardinal Tagle, sul jet lag, sulla stanchezza del viaggio ma non risparmia parole di tenerezza e di divertimento ai piccoli partecipanti: “In voi – ha detto – rivedo me stesso bambino. Nella mia casa, nelle Filippine, non avevamo la televisione e la sera, dopo cena, avevamo solo questo, i libri. Mi manca quel periodo ma in questo volume che ho per le mani, in un mondo che oggi grida ed è fatto di troppe parole, trovo una ventata di aria fresca”. Il cardinale, che ha visitato alcuni reparti del Bambin Gesù e firmato lo storico libro degli ospiti, ha ricordato quanta importanza risieda nella preghiera spontanea e “senza speculazione” dei bambini. E' a quei momenti, come testimoniato dalle tante esperienze vissute nei suoi viaggi, che Papa Francesco ci chiede di guardare, per cogliere la vera essenza di una preghiera che “piace davvero al Signore”. Perché è questo che muove il cuore, il vero motivo per cui i bambini sono speranza: “In voi vedo il futuro – ha concluso il card. Tagle – e vedo anche il mio passato. Con i bambini ci sarà sempre un futuro e ora da voi vorrei vedere un sorriso. Un sorriso permanente”. Lo stesso che i medici dell'ospedale riservano ai loro piccoli pazienti ogni giorno. Come a dire che è nello spazio di un sorriso che germoglia la speranza.

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