Rsa, “caso Offida”: le terribili ombre ma anche le luci della residenza per anziani marchigiana

L'intervista esclusiva al dottor Cesare Milani, direttore dell'Asur area vasta 5, di cui la Residenza Sanitaria per Anziani di Offida fa parte

ULTIMO AGGIORNAMENTO 0:11

Sta creando scalpore, rabbia e dolore la notizia – diffusa lunedì scorso – dell’arresto di un infermiere accusato di aver ucciso otto pazienti anziani e di aver tentato di uccidere altri quattro ospiti in una residenza sanitaria assistenziale (Rsa) di Offida, in provincia di Ascoli Piceno, nelle Marche. I delitti sarebbero avvenuti tra il gennaio 2017 e il febbraio 2019, nei periodi in cui l’uomo – il 57enne Leopoldo Wick – prestava servizio presso la struttura sanitaria.

L’arresto e le ipotesi di reato

Le manette sono scattate al termine di una lunga inchiesta coordinata dalla Procura di Ascoli Piceno e condotta dai carabinieri della Compagnia di San Benedetto del Tronto e della Stazione di Offida, che nel corso dell’ultimo anno e mezzo hanno interrogato i colleghi di Wick e acquisito le cartelle cliniche di alcuni ospiti della residenza socio assistenziale defunti. L’ipotesi è che i decessi siano avvenuti somministrando farmaci non previsti o in dosi eccessive. Contestate inoltre, fa sapere il procuratore Umberto Monti, “le ulteriori aggravanti dell’aver commesso i fatti con mezzi insidiosi (ripetute somministrazioni indebite di farmaci, promazina, insulina, anticoagulanti, per dosi e/o tipologia non previsti e controindicati, al fine di causare i decessi), e con abuso dei poteri e violazione dei doveri inerenti la funzione di infermiere che espletava”. A fondamento della misura cautelare sono stati acquisiti “gravi indizi di colpevolezza e sono state ravvisate esigenze cautelari”. La pena per i reati che gli vengono contestati sarebbe l’ergastolo. Ignoto invece il possibile movente.

L’endorsement del sindaco di Offida alla Rsa

Dinanzi a questi fatti terribili, su cui la procura di Ascoli Piceno sta ancora indagando, risuona forte e in “controtendenza” la voce del sindaco di Offida, Luigi Massa. Il primo cittadino – in un lungo messaggio – ha fatto un endorsement alla struttura sanitaria, sottolineando che alla Rsa di Offida “è stata ricoverata mia madre” e che “posso assicurare che le sono state sempre prestate le migliori cure e assistenza, con grande umanità. Vi lavorano persone serie e preparate e al Comune di Offida non sono mai giunte lamentele”. “La struttura – prosegue – si è distinta anche durante l’emergenza Covid che è stata gestita dal personale con precisione e rispetto dei protocolli, tanto che non sono stati registrati casi di positività al coronavirus”. “Sono addolorato per queste povere vittime e per la sofferenza arrecata ai familiari. Soprattutto per loro la giustizia deve fare il suo corso. Non deve però sfuggire il particolare importante – sottolinea il Primo Cittadino – che ad essere accusata di questi fatti terribili è una persona sola, un infermiere”. Il sindaco Massa ha voluto comunque rimarcare l’eccellenza della struttura in un momento delicato che coinvolge inevitabilmente anche tutto il restante corpo sanitario che presta e ha prestato servizio nella Residenza per anziani cittadina.

Il dott. Cesare Milani, Direttore dell’Area Vasta 5 dell’Asur Marche

Il commento del direttore dell’Asur

Per approfondire questa situazione complessa quanto delicata, In Terris ha chiesto un commento al dottor Cesare Milani, direttore dell’area vasta 5 dell’Asur Marche, di cui la Rsa di Offida fa parte. “La Residenza di Offida è un’eccellenza tra le strutture per anziani delle Marche e vi è presente del personale altamente qualificato. Questo è quello che pensano anche i cittadini, come dimostrato dalle parole del Sindaco Massa”, esordisce il dott. Milani al telefono. “Lo dimostra – prosegue il Direttore – il fatto che in questi mesi di emergenza sanitaria dovuti al Covid-19, non abbiamo avuto nessun caso positivo al coronavirus, né tra i pazienti – particolarmente fragili vista l’età avanzata e le patologie già presenti – né tra i dipendenti”.

Coronavirus

Un risultato particolarmente positivo e purtroppo in controtendenza rispetto a molte altre Rsa italiane dove ci sono stai focolai e purtroppo anche delle vittime. “Noi – spiega il dott. Milani – abbiamo chiuso la struttura qualche giorno prima delle indicazioni del Governo, appenda il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli che aveva lanciato l’allarme e fatto le prime chiusure – scuole e università e manifestazioni pubbliche – già dal 24 febbraio. In quel momento, nelle Marche c’erano solo alcuni casi accertati ma erano nella zona di Pesaro, mentre erano in crescita quelli in Emilia-Romagna. Noi ci siamo mossi in anticipo applicando protocolli molto rigidi: sono state limitate e poi chiuse le visite dei parenti, il personale è entrato in servizio solo dopo aver fatto il tampone; sono state fatte analisi costanti e periodiche ai pazienti ricoverati. Certamente, siamo stati anche un po’ fortunati, ma il lavoro di prevenzione è stato notevole e meticoloso. E questo ha portato i suoi frutti: non solo non abbiamo avuto nessun contagio nella Rsa di Offida, ma non c’è stato neppure in nessuna struttura del territorio, anche in quelle non gestite direttamente dall’Asur dell’area vasta 5″.

La mossa vincente

Tra enti pubblici e privati, l’Area Vasta 5 ha un bacino d’utenza molto ampio. “Nelle strutture gestite direttamente da Asur – spiega il direttore – abbiamo oltre 200 posti letto. Ce ne sono altre centinaia nelle strutture private. Noi, come azienda sanitaria, abbiamo comunque seguito tutte le strutture sin dall’inizio facendo tamponi a tutti i pazienti e a tutti gli operatori sanitari, senza differenze tra pubblico e privato. Inoltre, li abbiamo fatti anche per alle persone che chiedevano di essere ricoverate in ospedale per patologie non-covid, al fine di mantenere ‘pulito’ il polo ospedaliero. La chiusura e la prevenzione sono state sicuramente una mossa vincente“.

Il commento sul “caso Offida”

“L’omicidio di 8 anziani ricoverati nella Rsa di Offida è un fatto terribile!”, commenta il dott. Milani a In terris. “Siamo nelle mani della procura – aggiunge – e consapevoli della gravità della situazione emersa. Gli inquirenti hanno la nostra totale disponibilità a collaborare alle indagini, affinché emerga quanto prima la verità e le responsabilità del soggetto coinvolto. Voglio inoltre esprimere il mio sentito cordoglio ai familiari delle vittime in un momento in cui il loro dolore per la perdita si rinnova. Attendiamo fiduciosi la conclusione delle indagini per avere giustizia di queste morti innocenti”. “Condivido – conclude il direttore – le parole del sindaco di Offida, il dott.Massa, quando evidenzia che l’eventuale responsabilità di un singolo non deve oscurare la validità del centro di eccellenza marchigiano né l’operato di decine tra medici, sanitari, amministrativi, Oss e infermieri che si adoperano quotidianamente per il benessere e la salute dei nostri cari anziani”.

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