Cardinale Feroci a Interris.it: “Cosa ci insegna il Natale in pandemia”

Il significato del Natale in pandemia Intervista di Interris.it al cardinale Enrico Feroci, arcivescovo titolare di Passo Corese, parroco del Santuario della Madonna del Divino Amore ed ex direttore della Caritas di Roma

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La spiritualità del Natale in pandemia. Interris.it ha raggiunto il cardinale Enrico Feroci, arcivescovo titolare di Passo Corese e parroco del Santuario della Madonna del Divino Amore al termine della sua vista alla Congregazione del clero. Papa Francesco gli ha conferito il cardinalato nell’ultimo concistoro per l’esemplare servizio di carità ed evangelizzazione reso ai bisognosi.

Natale della misericordia

La riflessione a Interris.it del cardinale Enrico Feroci sul significato del Natale nell’emergenza Covid racchiude la “pastorale della misericordia” che a Roma ha sempre caratterizzato la sua missione di pastore degli ultimi e direttore della Caritas diocesana. Significativamente la data della sua ordinazione episcopale, avvenuta il 15 novembre, è coincisa con la quarta Giornata mondiale dei poveri. Istituita dal Pontefice al termine del Giubileo della Misericordia. NataleEminenza, quale spirituale per queste festività natalizie in pandemia? 

“Viviamo un momento di vasta e profonda difficoltà sociale. Sperimentiamo la nostra precarietà. E tocchiamo con mano la piccolezza della nostra condizione esistenziale. Per riscoprire un’autentica spiritualità il punto fondamentale da cui ripartire è proprio il superamento della fallace convinzione di essere padroni del mondo. Prima della pandemia l’uomo si sentiva capace di gestire tutto”.NatalePoi cosa è successo?

“E’ bastata un’entità minuscola, cioè un virus pressoché invisibile, per sconcertare e mettere in ginocchio l’umanità. Il Natale è l’esperienza di Dio che si mette accanto all’uomo nella sua piccolezza. Così facciamo esperienza della nostra povertà esistenziale. E’ il peccato d’origine che portò l’uomo a rifiutarsi di mangiare dell’albero della vita. Nell’errata convinzione di poter stabilire da sé dove si trovino il bene e il male”.Quali conseguenze ha provocato interiormente il Covid?  

“In un attimo è stata annientato il senso di onnipotenza umano. Ci ritroviamo nella nostra povertà esistenziale. Ed è in questa povertà che Dio ci viene a fare visita. E’ questo il senso autentico del Natale. Il Creatore si è messo accanto a noi per prenderci per mano. Capiamo così l’amore di Dio: ha tanto a cuore il mondo da dare Suo figlio. E attraverso questo dono immenso l’umanità riceve quella vera conoscenza alla quale si era sottratta nel giardino dell’Eden”. Cosa significa trascorrere un Natale autentico, all’insegna della solidarietà?  

“Quando si parla di carità occorre partire da una domanda: ‘perché devo essere caritatevole?’. Per andare oltre la dimensione della solidarietà umana, la carità va riconosciuta quale realtà di fede. Il cristiano la percepisce come amore di Gesù nei suoi confronti. Cristo è pane spezzato, condivisione. E noi cristiani siamo chiamati ad esserlo per gli altri. Per chiunque abbia bisogno”. caritasIl passo successivo? 

“La motivazione per essere caritatevole è seguita dalla testimonianza di fede. Il buon samaritano della parabola evangelica non si domandò chi fosse il sofferente che aveva trovato sulla strada. Lo soccorse perché aveva bisogno. Allo stesso modo il cristiano è partecipe del corpo di Cristo”.Perché?

“Il battesimo non ci iscrive al club dei cristiani. Ci rende membra di Cristo. Per questo il cristiano segue Dio. Dedica la sua vita agli altri. Si dona a chiunque incontra sulla propria strada e abbia bisogno di aiuto”.

 

 

 

 

 

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