L’accoglienza di chi scappa dall’Ucraina, ecco la sfida della Croce Rossa Italiana

L'intervista di Interris.it a Rosario Valastro, vice presidente della Croce Rossa Italiana, sulla loro attività per aiutare i profughi dell'Ucraina

ULTIMO AGGIORNAMENTO 0:04

Abbiamo tutti negli occhi le immagini di distruzione e morte degli attacchi in Ucraina. Ed il dramma nel dramma della guerra è quello di chi fugge dal conflitto, alla ricerca di accoglienza e di sicurezza. Per parlare della sofferenza dei profughi, Interris.it ha intervistato Rosario Valastro, vice presidente della Croce Rossa Italiana, al quale abbiamo chiesto in che modo l’Italia stia aiutando la popolazione in fuga dall’Ucraina, quali siano gli interventi più urgenti di cui ha bisogno la popolazione ucraina e cosa stia facendo la Croce Rossa per alleviare le sofferenze di chi fugge.

Qual è l’azione di Croce Rossa italiana?

“La Croce Rossa Italiana è partner di un movimento internazionale di ‘Croce Rossa’, ovvero il movimento umanitario più grande al mondo, al cui interno ci si aiuta tutti. Ciò che sta facendo la Croce Rossa Italiana in questo momento è una duplice azione: la prima è quella di portare sostegno alle società nazionali di Croce Rossa dei paesi confinanti all’Ucraina, così da consentire loro di assistere al meglio i profughi e i rifugiati. Abbiamo il vantaggio di avere gli occhi in tutti gli Stati del mondo, che ci consente di fare degli interventi mirati, ovvero di dare ciò che effettivamente è utile alla popolazione. La stessa cosa accade all’interno del territorio ucraino, in cui la Croce Rossa sta facendo azioni 24 ore al giorno, portando beni di prima necessità nei luoghi in cui la gente si è rifugiata (come nelle metropolitane o nelle cantine), compiendo azioni al limite dell’eroismo. Non essendoci inoltre energia elettrica e trovandoci nel mese di Marzo, a causa della posizione dell’Ucraina fa ancora freddo, per cui la gente ha bisogno di coperte. Noi della Croce Rossa Italiana per aiutare abbiamo già inviato loro 4 tir di materiale, con tende per poter fare dei campi di accoglienza, materiale sanitario, coperte e farmaci. Il contatto diretto con la Società dell’Ucraina ci da anche la misura di ciò che serve e quindi di acquistare direttamente in loco beni di prima necessità che in questo momento in Ucraina non sono reperibili, in maniera tale che possano arrivare in maniera veloce alle popolazioni in fuga o colpite dall’intervento militare, evitando attese lunghe e costi di trasporto”.

L’ONU ha parlato di un milione di profughi, qual è il modo per affrontare questa crisi umanitaria? Quali sono le conseguenze del conflitto?

“Il modo per affrontare questa crisi umanitaria è certamente coordinandola, in particolare modo gestendola e non facendosi gestire dal fenomeno. In questo momento noi ci troviamo in una situazione uguale e contraria a quella che è accaduta negli anni precedenti, quando avevamo gli sbarchi sulle coste. Siamo dinanzi a persone in fuga il cui numero è così importante che non possono essere gestite tutte nei loro bisogni primari dagli Stati confinati, per questo motivo occorre un’azione di pianificazione, e ridistribuzione. L’Unione Europea sta già agendo in questo campo, in maniera tale da poter garantire un sostegno corretto e che sia adeguato sia a loro ma che sia anche sostenibile e sopportabile per gli Stati che poi accoglieranno. Come dicevo prima quindi, la soluzione è gestire il fenomeno e non farsi gestire, perché è un fenomeno gestibilissimo: l’Europa ha 500 milioni di abitanti e se anche si dovessero avere 1 milione di rifugiati è un fenomeno gestibile e neanche così tanto difficile da organizzare. Noi da parte nostra, della Croce Rossa Italiana, abbiamo già mobilitato tutta la struttura ove fosse necessario ad azioni di ospitalità”.

Donetsk 24/02/2022 – guerra in Ucraina / foto Imago/Image
nella foto: evacuazione popolazione ONLY ITALY

Per quanto riguarda il popolo ucraino, potete condividere con noi alcune delle storie che avete raccolto?

“È chiaro che abbiamo la preoccupazione forte di chi qui in Italia ha dei parenti e degli amici in Ucraina che chiaramente li sente disperati. La prima vittima in guerra è la verità, quindi noi non sapremo mai come stanno andando veramente le cose, poi naturalmente le storie che fanno più compassione e che colpiscono di più sono quelle dei bambini costretti a scappare dalle loro case.  In particolare modo come Italiani ci colpisce perché parliamo di uno Stato dove c’è la famosa città di Chernobyl e dove c’erano state in quegli anni tantissime famiglie italiane che avevano ospitato. Vedere bambini che sono scappati, con le scuole distrutte e che sono costretti a vivere in metropolitana a giocare con soltanto una coperta addosso sono forse le storie che fanno più male. In questo momento noi come Croce Rossa Italiana di avere sangue freddo e di portare più aiuti possibili in maniera efficace ed efficiente, perché solo in questo modo è possibile aiutare più persone”.

Questa crisi umanitaria potrebbe condizionare negativamente la lotta al Covid dato che i paesi coinvolti sono anche quelli con meno vaccinati?

“Siamo in attesa di capire quali saranno i passi che verranno fatti dagli Stati dell’Unione Europea, sono necessarie tutte le procedure di controllo di frontiera e anche sanitarie, mentre l’eventuale ridistribuzione degli affollati verrà decisa dai governi. Da quel che ho letto anche io le persone che potrebbero essere accolte in Italia avranno anche la vaccinazione, credo che l’intervento che voglia fare l’Unione Europea sia un’operazione a 360 gradi in cui si garantisce la salute sia degli sfollati che dei cittadini italiani. È un passo importante nei confronti sia degli sfollati che dei cittadini italiani e credo che questo provocherà un sentimento di fiducia agli italiani che vengono da due anni di sacrifici non indifferenti”.

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