DOMENICA 10 FEBBRAIO 2019, 23:00, IN TERRIS


REGIONALI IN ABRUZZO

Gli instant poll: "Vince il Centrodestra"

Marco Marsilio dato al 43%, più staccato Legnini (Centrosinistra), al 32%. Fuori gara Sara Marcozzi (M5s), al 24%

REDAZIONE
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Marco Marsilio, candidato del Centrodestra
Marco Marsilio, candidato del Centrodestra
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Urne chiuse in Abruzzo, regione chiamata a eleggere il nuovo presidente ma, indirettamente, primo test per l'esecutivo a maggioranza Lega-M5s. Secondo gli instant-poll, in testa ci sarebbe il candidato della coalizione di Centrodestra, Marco Marsilio, il cui risultato si attesta circa al 43%. Più staccato Giovanni Legnini e la coalizione di centrosinistra con il 32%, nemmeno in partita Sara Marcozzi dei Cinque stelle, solo al 24%.

Una giornata di fuoco in Abruzzo, proprio per l'aria di sfida fra le forze di maggioranza che si respirava già alla vigilia. E, per questo, non è mancata una certa dose di dibattito anche acceso, specie dopo l'esternazione del vicepremier Matteo Salvini arrivata con un tweet in cui, con tanto di simbolo barrato, invitava gli elettori a mettere la crocetta sul simbolo della Lega, rompendo però il silenzio elettorale: "Io ce l'ho messa tutta! Oggi tocca a voi: dalle 7 alle 23, bastano 5 minuti del vostro tempo: una croce sul simbolo Lega e vinciamo", recita il tweet, concluso dall'hashtag #primagliitaliani. Un post che ha inevitabilmente scatenato la feroce critica delle opposizioni. A stretto giro è arrivata quella del presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti: "Oggi si vota in Abruzzo e il ministro degli Interni Salvini viola la legge elettorale facendo propaganda. Pensano al partito distruggendo l’Italia. L’arroganza e l’incapacità al potere. Iniziamo a mandarli a casa". Urne che hanno richiamato la popolazione solo in parte: alle 19, l'affluenza era al 43%.


Primo test

Una sfida decisiva non solo per il futuro della Regione ma anche indirettamente connesse anche allo stato dei rapporti fra le due forze di maggioranza al governo. Le elezioni regionali in Abruzzo rischiano di trasformarsi in un banco di sfida che è anche un crocevia per determinare le posizioni di Lega e M5s in quello che, di fatto, è il primo confronto elettorale dall'insediamento dell'esecutivo gialloverde guidato da Giuseppe Conte. A sostegno dei candidati rispettivi, pur a fronte di una platea comunque non eccessivamente estesa (circa 1 milione e 200 mila votanti), sono scesi in campo i leader di Lega e Cinque stelle, Salvini (con Meloni e Berlusconi visto che si tratta di una coalizione di Centrodestra) e Di Maio, segno che il terreno della sfida è tutt'altro che secondario negli scenari di Palazzo Chigi. Urne aperte a partire dalle 7, chiuse alle 23.


Corsa a tre

La corsa alla presidenza regionale, così come apparirà un banco di prova interessante per l'esecutivo, ha dato subito la sensazione di essere allo stesso tempo una sfida all'ultimo voto fra i candidati in lizza: non si è rivelata una corsa a due fra Sara Marcozzi, avvocato 41enne di Chieti, consigliere regionale uscente, alla guida del M5s e Marco Marsilio, senatore, nato a Roma e di origini abruzzesi, di Fratelli d'Italia, 52 anni il 17 febbraio, in testa alla coalizione di Centrodestra composta anche da Lega, Forza Italia, Udc-Dc-Idea e Azione Politica. Fra gli altri candidati, Giovanni Legnini, indicato come fra le possibili sorprese, a guida della coalizione di Centrosinistra e civica, comprensiva di 8 liste (Abruzzo Insieme, Avanti Abruzzo, Abruzzo in Comune, +Abruzzo, Progressisti per Legnini, Centristi per l'Europa-Solidali e popolari). In corsa anche Stefano Flajani di CasaPound, 47enne avvocato di Alba Adriatica.

 

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