GIOVEDÌ 14 MARZO 2019, 17:37, IN TERRIS


PARLAMENTO

Una legge per difendere il Made in Italy

La Lega chiede un albo per tutti i marchi storici. Salvini: "Dopo il 26 maggio, sarà la nostra battaglia"

REDAZIONE
Cibo italiano
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utti i marchi storici facciano parte di un albo al Ministero dello Sviluppo economico: non è possibile acquistare marchi Made in Italy e poi produrre all'estero. No a delocalizzazione selvaggia. E' quanto propone una pdl della Lega presentata a Montecitorio dal segretario Matteo Salvini, il capogruppo Riccardo Molinari e Barbara Santamartini. "Vogliamo difendere con le unghie e con i denti e con leggi di buon senso le aziende italiane e i marchi storici: vuoi fare il cioccolato in Turchia? Allora metti Made in Turchia sui tuoi prodotti, senza usare marchio italiano. Questa sarà una grande battaglia che faremo dopo il 26 maggio". Il riferimento del vicepremier è evidentemente alla Pernigotti, storica industria dolciaria piemontese passata in mano a un'azienda turca. "L'obiettivo della proposta di legge - precisa Salvini - non è ledere il libero mercato: se uno ha volontà di investire in Italia è benvenuto. Ma se vuoi usare qual marchio storico italiano, allora produci in Italia".


Coldiretti: "Uno svolta per il nostro agroalimentare"

La proposta è accolta con favore da Coldiretti, che per bocca del suo presidente Ettore Prandini sottolinea che "la tutela dei marchi storici è una svolta per l’agroalimentare Made in Italy dopo che ormai circa 3 su 4 sono già finiti in mani straniere e vengono spesso sfruttati per vendere prodotti che di italiano non hanno più nulla, dall’origine degli ingredienti allo stabilimento di produzione". “L’attenzione all’acquisizione dei marchi storici è necessaria perché – afferma Prandini – si tratta spesso del primo passo della delocalizzazione che si realizza con lo spostamento all’estero delle fonti di approvvigionamento della materia prima agricola e con la chiusura degli stabilimenti e il trasferimento di marchi storici e posti di lavoro fuori dai confini nazionali”. In questo contesto “l’Italia – conclude Prandini – ha il dovere di porsi all’avanguardia in Europa nella politiche di tutela della trasparenza, proseguendo nel percorso intrapreso a livello nazionale nell’obbligo di indicare in etichetta la provenienza degli alimenti e dando al più presto attuazione alle nuove norme sull’obbligo di indicare in etichetta l’origine di tutti gli alimenti approvate con la legge n.12 dell’11 febbraio 2019 sulle semplificazioni”.

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