LUNEDÌ 11 MARZO 2019, 10:15, IN TERRIS


INFRASTRUTTURE

"Tav? Incompresibile il dibattito, si deve fare"

Il presidente della commissione intergovernativa: "Conclusi già tre accordi per il sì". E il M5s ribadisce il no

REDAZIONE
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Tunnel Tav
Tunnel Tav

 un dibattito che non capisco. Perché i due Paesi hanno concluso tre accordi successivi e durante questo periodo, che è stato lungo, i Paesi vicini come la Svizzera e l'Austria sono avanzati molto. Gli svizzeri hanno già liberato due tunnel di base, uno di questi è il San Gottardo, e come sapete l'Italia e l'Austria fanno progressi sul serio per quanto riguarda il tunnel del Brennero. Quindi non è normale che l'Italia sia d'accordo per il tunnel Nord-Sud, ma non é d'accordo per l'unico tunnel Est-Ovest". Così Louis Besson, presidente della Commissione intergovernativa italo-francese Tav, ad Agorà Rai Tre, sul dibattito italiano sulla realizzazione della Tav. Per Besson "non è convincente" l'analisi costi-benefici sulla Tav, realizzata dal ministero delle Infrastrutture e "prima o poi ci sarà un governo in Italia che deciderà di continuare quest'opera. E i lavori riprenderanno". "Non è possibile - sostiene Besson - fare altrimenti, perché l'attuale galleria storica è ad alta altitudine, molto vecchia, e del 19mo secolo, ed il suo stato è preoccupante. Non ci saranno più le condizioni di sicurezza e quindi Italia e Francia non saranno stupidi tanto da fare una galleria ad alta altitudine quando tutte le altre gallerie dell'Europa sono a bassa altitudine. Quindi ci sarà un governo italiano che porterà a termine l'opera. Questo è poco, ma sicuro".


Bandi di gara

Ma intanto il M5s tiene il punto sul no alla grande opera. Il capogruppo M5s al Senato, Stefano Patuanelli, intervistato da Repubblica, afferma: "Dall'interlocuzione con la Francia e con l'Europa il presidente Conte individuerà il percorso adatto per bloccare quest'opera e sarà quella la posizione del governo". Quanto all'avvio dei bandi, l'esponente pentastellato sottolinea che la novità è quello che scrive Telt, la società italo-francese responsabile della realizzazione e della gestione della futura Torino-Lione, "negli ultimi due passaggi della lettera inviata al premier. Quando certifica che non ci sarà il rischio di penali e in più garantisce che per far partire i capitolati d'appalto servirà il preventivo assenso del governo". Intanto oggi è previsto il cda di Telt, all'ordine del giorno la conclusione della discussione sui bandi di gara da 2,3 miliardi per lo scavo del tunnel di base.

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