Tajani: “Sollievo per il cessate il fuoco, Libano fronte critico”

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani, nel question time alla Camera dei deputati, ha ribadito la richiesta ad Israele di astenersi da “reazioni sproporzionate” alle azioni di Hezbollah

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani. Foto © Alessandro Amoruso da Imagoeconomica.

Il sollievo per il cessate il fuoco dell’ultimo minuto si accompagna alla preoccupazione per la situazione in Libano, con l’ultima ondata di attacchi israeliani che non lascia intravedere spiragli per il dialogo. Così il ministro degli Esteri Antonio Tajani durante il question time alla Camera dei deputati, nel corso del quale ha affermato che l’unica strada percorribile è quella diplomatica e l’Italia continua a lavorare per la de-escalation in tutta la regione mediorientale. Il titolare della Farnesina ha ribadito che il governo continua a chiedere a Israele di garantire l’accesso umanitario nella Striscia di Gaza e ha spiegato come l’esecutivo stia prendendo contromisure contro gli effetti delle tensioni commerciali sull’economia. Su X, Tajani aveva ribadito l’inflessibilità di fronte ad attacchi ai “caschi blu” della missione Unifil nel Paese dei Cedri, riferendo di un gruppo di militari italiani pronti per il rimpatrio fermato dall’Idf. 

Sollievo per cessate il fuoco

“Questa notte abbiamo accolto con sollievo le notizie del cessate il fuoco di due settimane. Speriamo che in questi giorni possa essere raggiunto un accordo”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani al question time alla Camera. “Gli sviluppi di questa notte sono positivi anche per la nostra economia. Abbiamo visto il calo del petrolio, il calo dello spread, la borsa che cresce. Il momento resta comunque difficile, le sfide si vincono se tutto l’equipaggio rema nella stessa direzione e la nave Italia va nella giusta direzione”, ha aggiunto.

Libano senza tregua

“Purtroppo la tregua in Libano non esiste. Siamo profondamente preoccupati per le ripercussioni di tutta la crisi in tutto il contesto regionale. In Libano, che è il fronte sempre più critico, resta da vedere se, come auspichiamo fortemente, si possa ricominciare a dialogare. Ma mi pare che i segnali che stanno arrivando in queste ore vadano in una direzione negativa. Abbiamo richiesto più volte a Israele di astenersi da reazioni sproporzionate alle inaccettabili azioni di Hezbollah che hanno trascinato il paese in un nuovo devastante conflitto”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani al question time alla Camera. “Il sostegno al governo e alle forze armate libanesi è cruciale per rafforzare la sovranità del Libano e giungere a una soluzione politica negoziata con Israele e il disarmo di Hezbollah rappresenta un passaggio imprescindibile“, ha sottolineato. “Hezbollah deve cessare immediatamente tutte le azioni ostili. Israele è obbligata a rispettare pienamente il diritto internazionale umanitario. Dobbiamo evitare che il prezzo più alto venga pagato dalla popolazione civile. L’Italia è infatti in prima linea anche sul fronte dell’assistenza umanitaria”. “Lo voglio ribadire, quella della diplomazia è l’unica via percorribile. Continueremo a lavorare con determinazione per rafforzare il dialogo e porre le basi per una de-escalation duratura in tutta la regione”, ha affermato.

La difesa dei “caschi blu”

“Purtroppo l’appello lanciato dal Presidente del Consiglio italiano e da altri leader internazionali non ha avuto risposta positiva per quanto riguarda il Libano. C’è stato il più violento bombardamento israeliano dalla ripresa della guerra, si parla di 150 aerei impegnati su tutto il Libano. In particolare a Beirut, Sidone e Tiro si contano decine di vittime fra i civili. Una colonna italiana dell’Unifil che portava elementi a Beirut per il rimpatrio è stata bloccata dall’Idf. I colpi di avvertimento israeliani hanno danneggiato un nostro veicolo, per fortuna nessun ferito ma la colonna è dovuta rientrare”. Così Tajani alla Camera. “La nostra priorità è la sicurezza degli oltre mille militari italiani impegnati nella missione Unifil e nella missione bilaterale Mibil. Lo abbiamo ribadito con forza a tutte le parti: i caschi blu non devono essere bersaglio di attacchi e di intimidazioni di alcun tipo. Su questo saremo inflessibili”, ha sottolineato Tajani. “Ho appena dato indicazioni di convocare al Ministero degli Esteri l’ambasciatore di Israele in Italia, per chiarire quanto accaduto oggi in Libano. I militari italiani non si toccano”. Lo scrive su X il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani.

Accesso umanitario a Gaza

“Al governo israeliano continuiamo a chiedere con forza di garantire l’accesso umanitario alla Striscia di Gaza; di condannare e reprimere i comportamenti dei coloni violenti, anche contro le comunità cristiane; di astenersi da qualsiasi ipotesi di annessione della Cisgiordania“. Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani al question time alla Camera.

Gli effetti della crisi del Golfo

“La crisi del Golfo e la situazione dello stretto di Hormuz hanno un impatto diretto sul sistema economico globale e quindi anche sul nostro paese. La nostra economia è votata all’export e le tensioni commerciali, l’aumento del prezzo dell’energia sono sfide gravose per le famiglie e per le imprese. Per questo il governo è in prima linea in tutte le sedi, dal G7, all’Unione Europea, dalle Nazioni Unite, con tutti i partner della regione, per favorire la de-escalation e ripristinare la libertà di navigazione e lo stretto di Hormuz. Lo abbiamo sempre detto, la diplomazia deve essere la strada maestra”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani in question time alla Camera.

Diversificazione per sicurezza energetica

“La nostra priorità è sostenere le famiglie e le imprese esposte al rincaro del prezzo dell’energia” e “con il Presidente del Consiglio stiamo portando avanti una strategia di diversificazione, in primo luogo delle fonti di approvvigionamento per rafforzare la nostra sicurezza energetica. Siamo in costante contatto con tutti i principali partner: sentirò oggi i colleghi di Algeria, Kuwait ed Egitto”, ha detto Tajani sottolineando inoltre che “il governo è intervenuto con decisione per mitigare gli effetti dell’aumento del prezzo dell’energia. Al Consiglio dei Ministri di venerdì abbiamo deciso la proroga del taglio delle accise e abbiamo adottato un nuovo pacchetto di misure a favore delle aziende esportatrici. Abbiamo esteso l’accesso al Fondo Simest di 800 milioni di euro per finanziamenti agevolati, prevedendo contributi a fondo perduto fino al 30 per cento per le piccole e medie imprese. Con Sace abbiamo rafforzato le garanzie pubbliche per l’accesso al credito e gli strumenti di assicurazione del credito all’export. Ice ha previsto forti agevolazioni per sostenere l’internazionalizzazione delle nostre imprese, con specifica attenzione al Golfo”. Quelle elencate “sono misure concrete che aiuteranno le imprese a continuare ad operare sui mercati esteri. Lavoriamo per rafforzare la diversificazione dei mercati di sbocco per i nostri prodotti, puntando su tutti i mercati a più alto potenziale. Sarò a breve a Pechino per un vertice economico con la Cina e continueremo ad avere lo sguardo rivolto anche all’Africa: il 20 aprile è in programma un grande forum imprenditoriale con il Kenya” e “nei prossimi mesi organizzeremo a Miami un grande business forum con gli Stati Uniti”. Inoltre, “stiamo lavorando alla prossima edizione della Conferenza nazionale dell’export che sarà preceduta da tre tappe di avvicinamento: la prima a Torino il 29 aprile, poi a Bari a giugno e infine a Roma ad ottobre. Il dialogo nel nostro tessuto produttivo è costante e concludo rivolgendomi proprio alle imprese: il governo c’è, è al vostro fianco”.

Dialogo con Cuba

“Il Governo segue con la massima attenzione la grave crisi politica, economica e sociale che sta attraversando Cuba. Negli ultimi cinque anni oltre 1,5 milioni di persone hanno lasciato il Paese. È il segno evidente di una situazione non più sostenibile. La posizione dell’Italia è chiara. Sosteniamo con convinzione la prospettiva di un futuro democratico e di libertà per il popolo cubano”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani al question time alla Camera. “Auspichiamo che le autorità cubane avviino un percorso credibile di riforme, non più rinviabili, per democratizzare il sistema istituzionale e offrire nuove prospettive al Paese. L’Italia è pronta a fare la sua parte, insieme ai partner europei e alla comunità internazionale, per accompagnare questo percorso pacifico di necessaria trasformazione”. “Nel quadro dell’Unione Europea, portiamo avanti un dialogo critico con Cuba, che unisce il sostegno alla popolazione civile alla richiesta di aperture concrete sul piano politico ed economico, che avrebbero ricadute positive sulla tutela dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Accanto all’azione politica resta forte il nostro impegno sul fronte umanitario: Cuba è un Paese prioritario per la Cooperazione allo sviluppo. Sono in corso 28 iniziative, per circa 45 milioni di euro. Siamo presenti in settori essenziali: agricoltura sostenibile, sicurezza alimentare”.

Fonte Ansa

ARTICOLI CORRELATI

AUTORE

ARTICOLI DI ALTRI AUTORI

Ricevi sempre le ultime notizie

Ricevi comodamente e senza costi tutte le ultime notizie direttamente nella tua casella email.

Stay Connected

Seguici sui nostri social !

Scrivi a In Terris

Per inviare un messaggio al direttore o scrivere un tuo articolo: