La targa commemorativa è ai piedi di un’imponente scultura in bronzo divisa in due da uno squarcio. Proprio “Squarcio verticale” è il titolo dell’opera, e così disposti i due oggetti rappresentano, l’uno accanto all’altro, lo strappo, il dolore, della perdita, e la memoria. La lastra è stata inaugurata oggi al Ministero degli Esteri, con la deposizione di una corona di fiori, per ricordare i dipendenti della Farnesina caduti all’estero, a pochi giorni dall’anniversario della scomparsa dell’ambasciatore Luca Attanasio, del carabiniere scelto Vittorio Iacovacci e l’autista del Programma Alimentare Mondiale, Mustapha Milambo, morti in attentato in Repubblica democratica del Congo il 22 febbraio 2021.
Tajani: “Diplomazia al servizio dei cittadini”
Sulle note solenni del “Silenzio d’ordinanza”, due carabinieri in alta uniforme posano l’omaggio accanto alla targa. Il Ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale Antonio Tajani ha preso la parola per primo, ricordando come nei suoi incarichi di responsabilità in Nigeria e Marocco e come capomissione in Repubblica democratica del Congo l’ambasciatore Attanasio, descritto da chi lo ha conosciuto e da chi ci ha collaborato come pieno di iniziative per aiutare i più deboli, “ha sempre interpretato con rigore e passione i valori della diplomazia italiana, sempre al servizio dei nostri cittadini”. Il ministro ha inoltre evidenziato il “supremo atto di eroismo” del carabiniere Iacovacci, nel tentativo “di proteggere, di salvare, l’ambasciatore al quale faceva la scorta”.

Grati al sacrificio
“Coloro che hanno servito la patria fino al massimo sacrificio meritano di essere sempre e comunque ricordati”, ha detto ancora Tajani. “Con questa targa vogliamo ricordare Attanasio, Iacovacci e anche gli altri caduti del Ministero degli Affari esteri. Anche se sono passati molti anni, il loro sacrificio non può essere dimenticato. Le famiglie sappiano che il Ministero, lo Stato, l’Italia, sarà sempre grata al sacrificio dei loro famigliari”, ha proseguito il ministro. Tajani ne ha letto i loro nomi, a partire da Ruggero Lambertenghi, regio segretario di legazione, morto il 13 giugno 1915.
Luongo: “Legame che unisce diplomazia e sicurezza”
Il generale dell’Arma dei Carabinieri Salvatore Luongo ha parlato del legame che unisce diplomazia e sicurezza in “scenari che la cronaca ignora e che talvolta anche la politica fatica a raggiungere”, nel ricordo di un ambasciatore e un carabiniere che hanno incarnato il senso più autentico del dovere. “I carabinieri che tutelano la rete diplomatica lo fanno nei contesti più diversi, nella consapevolezza di cosa comporta stare accanto a chi rappresenta l’Italia nel mondo”, ha proseguito. Il generale ha definito la targa “un segno importantissimo, ogni volta che un funzionario della Farnesina vi poserà lo sguardo riconoscerà il volto dei colleghi che hanno creduto fino in fondo nella propria missione e potrà trarne motivo di orgoglio”.

Zakia Seddiki Attanasio: “Farnesina la seconda casa di Luca”
A margine della cerimonia commemorativa, la vedova dell’ambasciatore Attanasio, Zakia Seddiki Attanasio, ha definito l’iniziativa “un momento importante e intenso per ricordarlo, insieme con Vittorio Iacovacci, Mustapha Milambo e gli altri caduti. Già questo significa che ci sono continuità e memoria”. “La Farnesina è stata dal primo giorno la seconda casa di Luca e il corpo diplomatico la seconda famiglia, che per sempre ci sarà”. E quando nei corridoi del Ministero è scesa la calma, qualche dipendente si è avvicinato alla targa, sfiorandola e restando un momento a guardarla, come se vedesse in quella lastra i volti dei colleghi caduti, prima di allontanarsi.

