VENERDÌ 05 GIUGNO 2015, 15:00, IN TERRIS

SERVIZI SEGRETI: IN ITALIA IL CONTROLLO E' ANCORA TROPPO DEBOLE

Il commissario europeo per i diritti umani, Muiznieks: "Bene la riforma del 2007 ma il Copasir deve avere più poteri"

LUCA LA MANTIA
SERVIZI SEGRETI: IN ITALIA IL CONTROLLO E' ANCORA TROPPO DEBOLE
SERVIZI SEGRETI: IN ITALIA IL CONTROLLO E' ANCORA TROPPO DEBOLE
In Italia il controllo dei servizi segreti non è più così forte. A lanciare l'allarme è il commissario dei diritti umani del Consiglio d'Europa, Nils Muiznieks, in occasione della pubblicazione del rapporto "Controllo democratico e efficace dei servizi segreti". Secondo Muiznieks, intervistato dall'Ansa, tutto ciò deriverebbe dai poteri di controllo non sufficientemente forti del comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica (Copasir).

"Ritengo che la riforma del controllo dei servizi segreti avvenuta in Italia nel 2007 è stato un passo avanti - ha spiegato - In Italia c'è un controllo da parte del parlamento, assolutamente necessario, c'è un maggiore controllo interno, ed è stato rafforzato il controllo da parte del Primo Ministro, che ha quindi maggiori responsabilità". E tuttavia quandosi confronta il sistema italiano con quello adottato da altri Paesi ci sono delle differenze. Tra le debolezze individuate da Muiznieks si sono i poteri del comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica. Il Copasir non ha, infatti, la possibilità di accedere a tutte le informazioni sui servizi segreti come accade in altri Stati, per esempio in Romania.

L'unico modo che ha per prendere conoscenza di determinati dati o documenti è approvare una mozione con la maggioranza qualificata dei due terzi. Con questa prassi, secondo Muiznieks, sussiste "un vero rischio che i partiti di maggioranza usino la loro posizione per bloccare l'accesso alle informazioni più delicate e quindi blocchino le inchieste su certe attività". L'altra questione riguarda la mancanza di alcuni poteri, come quello di ispezionare le sedi dei servizi segreti, facoltà che hanno gli organismi in Olanda e Norvegia, o quello con cui la commissione parlamentare tedesca può autorizzare o meno le attività di sorveglianza. "In Italia non c'è una autorizzazione anteriore, ma vengono informati entro 30 giorni e poi possono valutarne la legalità" spiega ancora Muiznieks. E tuttavia il commissario ritiene che "anche i sistemi più forti, come quello olandese e norvegese hanno bisogno di essere ulteriormente rafforzati".
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