Pirateria in calo nel 2025, ma il danno resta enorme: persi 2,3 miliardi di euro

L'indagine evidenzia il recupero di un milione di utenti e il minimo storico tra i giovanissimi, mentre l'Agcom potenzia i blocchi sullo streaming illegale

Foto di Mark Cruz su Unsplash

Buoni segnali sul fronte della legalità, ma l’impatto economico resta devastante. Secondo la nuova indagine Fapav-Ipsos Doxa presentata agli Stati generali della lotta alla pirateria, nel 2025 il numero di italiani che ha compiuto almeno un atto pirata è sceso al 37%, segnando il recupero di oltre un milione di persone in due anni e un minimo storico di illeciti tra i giovanissimi. Nonostante il trend positivo, l’illegalità audiovisiva sottrae ancora 2,3 miliardi di euro al sistema Paese, provocando la perdita di circa 11.100 posti di lavoro. Mentre il danno economico diretto cala per film e serie tv, l’allarme rosso si sposta sullo sport live, il settore più colpito, dove le fruizioni perse sono cresciute dell’8% in un anno. A due anni dall’introduzione della legge antipirateria, la piattaforma Piracy Shield dell’Agcom ha superato i 100.000 siti oscurati, ma le istituzioni e i vertici della Lega Serie A – pronti ad assoldare “hacker etici” per velocizzare gli interventi – avvertono: le norme devono correre alla velocità della tecnologia.

I dati

La pirateria audiovisiva è in calo ma il conto resta salato: 2,3 miliardi di euro di fatturato sottratti al sistema Paese, 902 milioni di Pil volatilizzati, 408 milioni di entrate fiscali mancate e circa 11.100 posti di lavoro persi o mai nati. È il quadro che emerge dall’indagine della Federazione per la Tutela delle Industrie dei Contenuti Audiovisivi e Multimediali (Fapav) e Ipsos Doxa presentata a Roma agli Stati generali della lotta alla pirateria. Ci sono buoni segnali dai più giovani, il settore dello sport resta il più colpito. “Per il futuro le parole chiave a cui ispirarsi sono cooperazione, tecnologia, sicurezza”, ha affermato il presidente Fapav, Federico Bagnoli Rossi. Dalla ricerca emerge che nel 2025 il 37% della popolazione italiana ha compiuto almeno un atto di pirateria, pari a circa 20 milioni di persone. La quota scende del 4% rispetto al 2024 e del 7% rispetto al 2023: in pratica in due anni oltre un milione di persone ha smesso di piratare. Il segnale più incoraggiante arriva dai giovani: nei ragazzi fra 10 e 14 anni l’incidenza si ferma al 37% “il minimo storico”, era il 40% nel 2024 e il 45% nel 2023. I contenuti più colpiti restano i film (28%), seguono serie e fiction al 23%, programmi tv al 19% e sport live al 14%.

Hacker etici

Se per film e serie-fiction il danno economico diretto scende a 450 milioni, per lo sport live si contano 13 milioni di fruizioni perse, l’8% in più in un anno e il 14% in più sul 2023; il danno economico arriva a 419 milioni, +47% in due anni. E il cosiddetto ‘pezzotto’ è in calo ma ancora usato dal 22%, con gli abbonati attivi a oltre tre milioni. “Per maggiore rapidità di intervento inizieremo ad assoldare ‘hacker etici nel rispetto del sistema e delle regole, i danni al sistema sono ancora alti”, ha detto De Siervo. “Bisogna arrivare alle persone in maniera diretta con campagne di sensibilizzazione”, ha aggiunto Luigi De Laurentiis, produttore Filmauro e presidente Ssc Bari. Per Giorgio Carlo Brugnoni, direttore generale cinema e audiovisivo del Ministero della Cultura, “l’educazione a legalità sono un capitolo fondamentale nella lotta alla pirateria”. “Difendere il diritto d’autore significa tutelare il futuro dell’audiovisivo”, ha osservato Alessandro Usai, Presidente Anica. L’indagine Fapav-Ipsos è l’occasione per fare il punto a due anni dalla legge antipirateria e dall’introduzione del Piracy Shield, la piattaforma tecnologica gestita dall’Agcom e progettata per oscurare in modo automatizzato i siti di streaming illegale, attiva dal primo febbraio 2024. Il 71% degli italiani sa che la legge esiste e il 62% la considera efficace. Il Piracy Shield è giudicato utile dal 70% degli adulti, percentuale che sale al 77% tra chi pirata sport live. I siti oscurati sono aumentati di oltre un terzo e “hanno superato quota 100mila”, ha ricordato il commissario Agcom, Massimo Capitanio.

Piattaforme e virus

“La piattaforma ha un tasso di errore dello 0,O057%, da quando è entrata in vigore ci sono state 122.481 segnalazioni e il 30% delle segnalazioni ha riguardato contenuti audiovisivi diversi da quelli sportivi”, ha aggiunto il presidente dell’Agcom, Giacomo Lasorella. “Serve superare la logica delle multe perchè le norme non sono veloci come la tecnologia, siamo indietro in questa battaglia. Tutelare il copyright è il futuro della libertà del web”, ha sottolineato Alberto Barachini, sottosegretario all’Informazione e all’Editoria. Per il presidente della Commissione Cultura della Camera, Federico Mollicone, “l’Italia è all’avanguardia mondiale sul contrasto alla pirateria me serve un aggiornamento tecnologico delle norme”. Tra chi pirata, infine, solo il 41% considera il legame con la criminalità organizzata. Il 71% avverte il rischio di virus e malware, il 34% teme le forze dell’ordine, il 33% il furto di dati personali, il 25% quello finanziario. “Vanno differenziate le sanzioni tra utenti e criminali”, ha spiegato il generale della Gdf Marco Lainati. Per Luigi Bovio della Polizia Postale, “l’utente teme più l’attacco al portafogli che la denuncia penale”. Agli Stati generali hanno portato il loro contributo anche Giuseppe De Bellis, Executive Vice President Sport, News and Entertainment Sky Italia; Stefano Longhini, Direttore Gestione Enti Collettivi, Protezione Diritto d’Autore e Contenzioso Mediaset; Luciana Migliavacca, Presidente Univideo; Davide Novelli, Presidente Cinetel; Marcello Dolores, Group Vice President Legal & Regulatory Southern Europe Warner Bros. Discovery; Romano Righetti, General Counsel Dazn Italia; Chiara Sbarigia, Presidente Apa.

Fonte Ansa

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