Nevicate tardive hanno imbiancato diverse località della penisola a maggio. La perturbazione che ha causato il calo delle temperatura ha portato precipitazioni nevose che hanno imbiancato fuori stagione Prato Nevoso, nel Cuneese, e fatto cadere fino a 45 centimetri di neve a quota tremila metri sulla Marmolada, in Veneto, e una coltre di cinque centimetri nella Val di Luce, nell’Appennino toscano. Uno scenario insolito per maggio, anche qualche residente nei diversi posti ha ricordato come in passato episodi del genere fossero ricorrenti.
Neve sui parabrezza
Il brusco calo delle temperature di queste ore ha portato all’insolito spettacolo di una nevicata fuori stagione a Prato Nevoso, popolare località sciistica del Cuneese. In piazza Dodero, a pochi passi dalle piste, si segnalano accumuli sui parabrezza delle auto parcheggiate. La neve ha raggiunto anche le cime più alte di Garessio 2000, come rivelano le videocamere in quota. Un episodio meteo sorprendente che sta attirando curiosità sui social, dove vari utenti hanno condiviso foto e video della nevicata tardiva.
In quota
“Sono scesi 40-45 centimetri di neve a 3.000 metri e 20-25 a 2.000, male non fa. Nevicava anche sull’Altopiano di Asiago a Monte Corno. Ma per essere maggio la situazione non è così anomala: veniamo da due-tre mesi abbastanza secchi, ci sta che a maggio si recuperasse del deficit idrico. E sulle montagne eravamo rimasti con poca neve in quota”. A tracciare il quadro della situazione neve in Veneto è Flavio Tolin, di “Marmolada Meteo”, un portale ideato per monitorare l’alta montagna grazie anche a una stazione meteo posizionata sul massiccio dolomitico, ai 3.343 metri di altitudine di Punta Penia. A livelli di temperature “si sono registrati -10 gradi: un buon dato ma nulla di trascendentale. Non abbiamo valori fuori norma in maniera eclatante, il problema principale è che ci stupiamo di qualcosa che trent’anni fa sarebbe stata la normalità”. Guardando ai prossimi giorni, Tolin prevede che “per domenica questo freddo dovrebbe essere terminato”. Insomma, in due giorni si chiuderà una parentesi all’interno di un contesto di caldo e secco che ha già visto le temperature in cima alla Marmolada salire più volte sopra gli zero gradi.
Manto nevoso
Risveglio bianco sull’Appennino toscano, dove una perturbazione dal sapore invernale ha riportato la neve a quote medie, regalando uno scenario decisamente insolito per la metà di maggio. Le precipitazioni più abbondanti si sono registrate nel comune di Abetone Cutigliano, in particolare nella Val di Luce. Qui, nei punti più alti del comprensorio, il manto nevoso ha superato i 5 centimetri di spessore. Sebbene l’evento possa apparire eccezionale per il periodo attuale, i residenti più anziani ricordano come un tempo le nevicate tardive fossero ricorrenti, tanto da permettere la chiusura della stagione sciistica regolarmente dopo il ponte del Primo maggio. Gli operatori del settore, che hanno archiviato un’annata molto positiva in termini di presenze e incassi, accolgono con favore questa “sorpresa” primaverile. Pur non avendo risvolti pratici per l’economia dello sci, la nevicata viene interpretata come un buon auspicio in vista del prossimo inverno. Nella mattinata si è registrato un picco di accessi alle webcam del comprensorio, consultate da migliaia di utenti curiosi di ammirare le piste imbiancate a maggio.
Il maltempo non ha risparmiato la provincia di Massa-Carrara: qualche fiocco di neve si è visto anche a Zeri, sebbene in questo caso la coltre bianca non sia riuscita a depositarsi al suolo con la stessa intensità registrata sulla montagna pistoiese. L’ondata di freddo ha causato un crollo termico repentino su tutta la regione. Secondo le previsioni, il calo delle temperature persisterà per l’intero fine settimana: per la giornata di sabato è atteso un clima dai connotati più autunnali che primaverili.
Fonte Ansa

