Per affrontare le nuove povertà servono impegni concreti, come quello della Fondazione Ufficio Pio. Lo ha detto il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel suo intervento alla cerimonia “430 anni di storie e cambiamento sociale”, organizzata per il 430° anniversario della Fondazione Ufficio Pio, a Torino. Il capo dello Stato ha ne ha elencate alcune, come il disagio giovanile, il difficile accesso al mondo del lavoro, le condizioni dei migranti, la questione abitativa, e ha elogiato i principi che da oltre quattro secoli accompagnano l’opera dell’Ufficio. Sono intervenuti inoltre la Presidente e il Direttore della Fondazione Ufficio Pio, Franca Maino e William Revello, e Marco Gilli e Alberto Anfossi, Presidente e Segretario Generale della Fondazione Compagnia di San Paolo. È stato poi proiettato “Volta pagina”, seguito da un dialogo tra Mario Calabresi e Franca Maino con alcuni partecipanti ai programmi della Fondazione.
Mutamenti profondi
“L’Ufficio Pio ha attraversato, come abbiamo ascoltato, e tutti sappiamo bene, oltre quattro secoli: 430 anni in cui ha incontrato mutamenti profondi. Ha accompagnato questa città attraverso i mutamenti profondi che in oltre quattro secoli si sono verificati, sia sul versante delle condizioni genericamente politiche, istituzionali, di assetti di governo; e sia sul versante sociale, dei profondi mutamenti intervenuti costantemente nelle condizioni sociali. E lo ha fatto restando sempre uguale a sé stesso. Riuscire a farlo, attraverso cambiamenti così profondi, che si incontrano attraverso tanti anni, quattro secoli e più, è un’impresa da sottolineare – Eminenza – di grande rilievo”.
Due principi
“Perché l’Ufficio Pio è stato sempre guidato da due principi stabili, fermamente seguiti: l’autonomia rispetto al potere pubblico e l’attenzione ai più deboli, alle condizioni di fragilità, l’intervento concreto di sostegno per le condizioni di fragilità. E con questi due principi è rimasto sempre uguale a sé stesso, malgrado i profondi mutamenti che ha affrontato, che ha attraversato questa grande città”.
Nuove povertà
“Oggi, naturalmente, abbiamo altre condizioni rispetto ai secoli precedenti. Ne abbiamo avuto un’indicazione estremamente chiara e preziosa da quel che abbiamo letto e ascoltato dalle testimonianze che sono state proposte; che hanno raffigurato esigenze, attese, prospettive, sogni, progetti, percorsi, per superare le difficoltà. E in questo oggi è impegnata la Fondazione Ufficio Pio. Ed è una condizione che ha nuovi fronti da affrontare, nuove povertà che vi sono nel nostro Paese, in questa città, come in tutte le altre nel nostro Paese, e non soltanto del nostro Paese”.
Impegni concreti
“Vi sono condizioni specifiche che abbiamo anche ascoltato. Le condizioni di difficoltà che caratterizzano aspetti di disagio di tanti giovani, le condizioni dei migranti, le condizioni di difficoltà nell’approccio al lavoro, nella disponibilità di abitazione. Tutti i problemi che stanno impegnando l’Ufficio Pio e che sono la frontiera per sfuggire – come dice la felice espressione adoperata – alla ‘trappola della povertà’. Per questo ho preso – un po’ abusivamente – la parola, per esprimere l’apprezzamento per la storia dell’Ufficio Pio e per l’opera svolta non soltanto in questi 430 anni, ma in questi nostri giorni, e per gli auguri per l’attività futura, che dispiegherà sempre in questa dimensione. Impegni non di analisi astratte ma impegni concreti, operativi di sostegno operoso, per chi è in difficoltà, per chi è in condizioni di fragilità. Grazie per quanto fate e auguri”.
Fonte Quirinale

