DOMENICA 19 MARZO 2017, 18:17, IN TERRIS

Mattarella a Locri: "I mafiosi non conoscono né pietà, né umanità. La lotta non si fermi"

Il presidente della Repubblica ha incontrato i parenti delle vittime della n'drangheta nel corso di un evento organizzato da Libera

REDAZIONE
Mattarella a Locri:
Mattarella a Locri: "I mafiosi non conoscono né pietà, né umanità. La lotta non si fermi"
"La mafia è ancora forte e presente, controlla l'attività economica legale e illegale e pezzi di territorio. Nella lotta alla mafia non bisogna fermarsi.". Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ha incontrato i parenti delle vittime della mafia a Locri nel corso di un incontro organizzato da Libera.

"Sono presente in modo partecipe in questa terra così duramente ferita dalla presenza della criminalità organizzata" ha aggiunto parlando della Calabria. La mafia, ha sottolineato il capo dello Stato che ha incontrato Don Luigi Ciotti, è "una presenza pervasiva, soffocante, rapace, una presenza che uccide persone, distrugge speranze, semina terrore, ruba il futuro di questa terra". I mafiosi, ha aggiunto, "non conoscono pietà né umanità, non hanno alcun senso dell'onore, del coraggio. I loro sicari colpiscono con viltà persone inermi e disarmate". La lotta alla mafia, quindi, "riguarda tutti, nessuno può dire non mi interessa o può chiamarsene fuori. La lotta alla mafia è doverosa, è una esigenza morale e civile, una necessità per tutti".

In tutto questo "bisogna sostenere il lavoro quotidiano di uomini e donne dello Stato che ogni giorno difendono la nostra vita sociale e la nostra libertà dall'aggressione delle mafie". I risultati di questa azione "vi sono, questa lotta così dura viene condotta sul terreno della legalità, del diritto senza mai venire meno ai principi dello Stato democratico".

Per sconfiggere questa piaga, ha sottolineato Mattarella, "bisogna rafforzare diffondere questa crescita culturale, che deve continuare nel tempo, mai considerarla acquisita. Questa crescita presuppone un forte impegno educativo e formativo e la scuola è il terreno decisivo". Questo compito "riguarda ciascuno di noi nell'agire quotidiano nei comportamenti personali, nell'etica pubblica che riusciamo a esprimere".

"Come diceva Falcone - ha proseguito - la lotta alla mafia non può fermarsi a una sola stanza ma deve coinvolgere l'intero palazzo, dal muratore all'ingegnere. Questo è l'orizzonte del nostro impegno".
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