La “guerra” per il risanamento della “Terra dei fuochi” procede una “battaglia” alla volta. E’ cominciata oggi l’operazione per rimuovere le oltre seicento tonnellate di rifiuti abbandonati in una discarica abusiva in località Cantariello, tra Casoria e Afragola, da parte della Protezione Civile e il coinvolgimento di Arpac, Commissariato rifiuti, Sapna e Città Metropolitana di Napoli. Si tratta della prima, dalla sottoscrizione dell’accordo di collaborazione, raggiunta un mese fa. Nel primo trimestre del 2026 sono finiti sotto sequestro 201 siti produttivi e ha spiegato il prefetto di Napoli Michele di Bari sono state anche irrogate sanzioni pecuniarie ed amministrative per quasi tre milioni di euro. Presente, in rappresentanza del governo, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano. “E’ una guerra che è in corso già da un bel po’ di tempo”, ha detto, riferendosi al risanamento della “Terra dei fuochi”, sottolineando inoltre l’importanza di strumenti di prevenzione come la control room. “L’obiettivo è di fare in modo che la control room sia ulteriormente potenziata con il collegamento con le videocamere, con le videosorveglianze presenti nei comuni e nei territori dei comuni di questa zona in modo che ci sia una verifica permanente e che nessuno possa sfuggire alle sanzioni”, ha affermato.
Rimozione di rifiuti
Seicentoventi tonnellate di rifiuti, tra urbani e scarti industriali, da rimuovere nel giro di venti giorni: ha preso il via stamattina l’operazione voluta dal Governo per il risanamento della Terra dei Fuochi in un’area – quella della discarica abusiva in località Cantariello – simbolo dell’abbandono indiscriminato di rifiuti, sita tra le campagne di Casoria e Afragola, in piena Terra dei Fuochi. Cumuli di rifiuti da cui sbuca di tutto, dai frigoriferi abbandonati all’indifferenziata. Il tutto avviene sotto la guida della Protezione Civile e il coinvolgimento di Arpac, Commissariato rifiuti, Sapna e Città Metropolitana di Napoli.
Mantovano: “Una ‘guerra’ in corso”
In rappresentanza del Governo è arrivato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano. “Non è una battaglia – spiega l’esponente di Governo – è una guerra che è in corso già da un bel po’ di tempo, da oltre un anno, col concorso delle amministrazioni territoriali della regione, della Città metropolitana, dei comuni presenti sul territorio, di vari ministeri, di varie articolazioni di ministeri abbiamo intanto concordato quello che poi è diventato il decreto legge 116 del 2025 e che ha fornito maggiori strumenti e più efficaci alle forze di polizia e alle autorità giudiziarie e da quel momento è iniziata un’opera di costante monitoraggio dello Stato che ha conosciuto cabine di regia come quella di oggi sul territorio, questa è la terza, e altre che si sono svolte a Roma a Palazzo Chigi”. “Quella di oggi – prosegue Mantovano – è una battaglia che inizia per rimuovere 620 tonnellate di rifiuti lasciati in strada e che punta entro il mese di luglio a rimuovere tutti i rifiuti presenti sulle strade comunali e provinciali di questo territorio, rifiuti che spesso vengono dati alle fiamme con tutte le conseguenze terribili che questo territorio ha conosciuto per decenni e forse è la prima volta, anzi direi senza forse, che viene un impegno così massiccio da parte di tutte le istituzioni perché tutto ciò venga debellato”.
L’accordo
L’avvio delle operazioni di rimozione rifiuti eseguita stamattina in località Cantarello, tra Casoria e Afragola, è la prima diretta conseguenza dell’accordo di collaborazione sottoscritto un mese fa e che sancisce l’impegno congiunto di sei soggetti istituzionali per affrontare in modo organico il problema dei rifiuti abbandonati lungo le strade provinciali delle province di Napoli e Caserta, nel cuore della cosiddetta “Terra dei Fuochi”. L’accordo definisce le responsabilità di ciascun soggetto firmatario. Il commissario straordinario, Fabio Ciciliano, coordina l’intera azione, individua le priorità di intervento, garantisce la copertura finanziaria. La Città Metropolitana di Napoli, guidata da Gaetano Manfredi, assicura il raccordo amministrativo con Sapna e il supporto delle proprie strutture tecniche per la viabilità provinciale. Analogamente, la Provincia di Caserta, svolge lo stesso ruolo di raccordo con Gisec per il proprio ambito territoriale. Sapna S.p.A. e Gisec S.p.A., rispettivamente gestori del servizio rifiuti per le province di Napoli e Caserta, garantiranno la ricezione, il trattamento e il conferimento dei rifiuti urbani indifferenziati, provenienti dalle operazioni di rimozione, presso impianti regolarmente autorizzati. L’intesa prevede anche il potenziamento delle capacità operative di Arpac. Il commissario straordinario metterà a disposizione risorse economiche per l’implementazione di otto nuove figure professionali specialistiche per un periodo di 24 mesi (e comunque non oltre il 31 dicembre 2027, data di scadenza della struttura commissariale), destinate ad intensificare le attività di campionamento, analisi e caratterizzazione dei rifiuti. Da allora sono 25 i siti censiti nell’area di Napoli e 18 in quella di Caserta. L’impegno del Governo, ribadito stamani dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, è quello di ripulire tutta l’area interessata entro luglio.
La prevenzione
Non solo la rimozione dei rifiuti abbandonati ma la necessità di rafforzare l’attività di prevenzione per evitare nuove discariche abusive. Elementi sottolineati dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano in occasione dell’operazione di rimozione rifiuti in corso in località Cantarello, nel Napoletano. “Gli strumenti sono non soltanto quelli che avete visto all’opera per rimuovere i rifiuti – ha osservato Mantovano – ma anche quelli che servono a prevenire che vengano collocati nuovi rifiuti. È già in funzione da tempo una control room che vede il concorso di tutte le forze di polizia, con il coordinamento dei carabinieri forestali, e che permette di utilizzare i nuovi strumenti come per esempio la versione flagranza differita di chi continua a lasciare questi rifiuti in mezzo alla strada”. “L’obiettivo – ha spiegato l’esponente di Governo – è di fare in modo che la control room sia ulteriormente potenziata con il collegamento con le videocamere, con le videosorveglianze presenti nei comuni e nei territori dei comuni di questa zona in modo che ci sia una verifica permanente e che nessuno possa sfuggire alle sanzioni. Ovviamente – ha aggiunto Mantovano – l’auspicio è che queste sanzioni non siano più applicate perché se non valgono i doveri civici più elementari perlomeno valga oggi la fine dell’impunità e la presenza di strumenti che consentono di intervenire come già in più di un’occasione è avvenuto per colpire chi continua ad avere queste condotte criminali”. A chi fa notare la presenza di un vicino campo rom Mantovano replica: “Non ne farei una questione etnica, i rifiuti li buttano tutti e tutti oggi sono chiamati invece rispetto della legge, perché ci sono gli strumenti e le forze in campo e la volontà per farli rispettare”.
I primi risultati del contrasto
Nell’area della cosiddetta “Terra dei fuochi” nel primo trimestre dell’anno sono stati svolti 4655 servizi di pattuglia e sono 201 i siti produttivi finiti sotto sequestro. Sono alcuni dei dati che fotografano l’impegno delle forze dell’ordine nel contrasto ai roghi tossici resi noti stamani nel corso della visita del sottosegretario alla Presenza del Consiglio dei Ministri, Alfredo Mantovano e del viceministro dell’Ambiente, Vannia Gava, in alcuni comuni del Napoletano compresi nella cosiddetta Terra dei Fuochi. Come ha spiegato il prefetto di Napoli, Michele di Bari, sono state anche irrogate sanzioni pecuniarie ed amministrative per circa 2 milioni e 900mila euro. Non solo: per 391 persone è scattata anche la denuncia per illeciti amministrativi. Sulle strade sono stati controllati 21348 veicoli con il ritiro di 85 patenti.
Fonte Ansa

