VENERDÌ 05 OTTOBRE 2018, 03:00, IN TERRIS


DIBATTITO POLITICO

Manovra: il giudizio del Popolo della Famiglia

De Carli: "Tanti annunci, ma finora nulla di certo in favore delle famiglie italiane"

FEDERICO CENCI
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el giorno della presentazione del Documento economia e finanza (Def) al Parlamento, si delineano in modo più nitido i contorni della Manovra approvata in Consiglio dei ministri. Venti miliardi da distribuire tra reddito di cittadinanza, riforma della Fornero, flat tax e assunzioni straordinarie. Ma non solo. Ieri un'intervista a Radio Anch'io (Radio Uno), Matteo Salvini ha spiegato che i fondi saranno impiegati anche per misure a favore della famiglia. In Terris ne ha parlato con Mirko De Carli, coordinatore del Popolo della Famiglia per il Nord Italia.

Questa Manovra sembra segnare un cambio di rotta rispetto al passato: meno austerità e più politiche sociali. Il Pdf come la giudica?
“La giudichiamo negativamente. La scelta di investire 33,5miliardi di euro di soldi pubblici nell’economia reale è condivisibile, peccato che vengano investiti in modo ingiusto e improduttivo. Anziché allocare le risorse per alleggerire le tasse della famiglia applicando il quoziente familiare, per dare un reddito alle donne che si dedicano alla famiglia, per incentivare la natalità con fondi alle giovani coppie, per detassare anche le imprese a conduzione famigliare, si è pensato di dare un sostegno a 6milioni di italiani che non hanno una capacità reddituale autonomo ma sono, appunto, sostenuti dalle famiglie. Se non si creano posti di lavoro, dopo sei mesi di reddito di cittadinanza, queste persone si ritroveranno di nuovo senza nessuna prospettiva”.

Nei mesi scorsi il reddito di cittadinanza è stato fonte di dibattito anche in contesti ecclesiali, raccogliendo pareri favorevoli e contrari. Il vostro dunque è un giudizio negativo?
“È una misura fortemente ideologica. Un sostegno nei confronti delle persone in difficoltà ci vuole, ma oggi è ancora più necessario creare posti di lavoro. L’Istat ha certificato una disoccupazione generale oltre il 9 per cento e giovanile oltre il 31 per cento. Vanno bene dei sussidi che possano garantire la sostenibilità reddituale e va bene la riqualificazione dei centri dell’impiego per aiutare le persone a formarsi rispetto alle esigenze del mercato del lavoro, ma anzitutto bisogna agire sulla tassazione alle imprese per creare occupazione”.

Il Governo, specie la componente leghista, ha spesso manifestato la volontà di sostenere famiglie e natalità. Non se ne scorge alcuna dimostrazione pratica in questa Manovra?
“Purtroppo la Lega soffre di ‘annuncite’, cioè annuncia una cosa e poi fa l’esatto contrario. Anche il ministro Lorenzo Fontana, che ha presentato un pacchetto di proposte per la famiglia e la natalità, è stato ridicolizzato perché nessuna di queste proposte è stata raccolta nella Manovra. Non c’è traccia di quoziente familiare, di reddito di maternità, di incentivi per la natalità, di bonus per le imprese familiari... Lo avevamo detto fin da subito riguardo al ministro della Famiglia, Fontana, che ha solo un titolo per favorire un certo consenso elettorale ma non ha alcuna risorsa finanziaria essendo un ministro senza portafoglio”.

Eppure Salvini ha detto che nei 16miliardi per gli interventi principali, ci saranno anche il quoziente familiare e un premio alle famiglie numerose con contributo alla natalità
“Se fosse vero, come Popolo della Famiglia ne saremmo ben felici. Per ora però si tratta dell’ennesimo annuncio della Lega, perché nella Manovra non sono ancora verificabili queste misure. Ricordo che il quoziente familiare è una riforma onerosa, che non è mai stato nominato dal premier Conte. Verosimilmente ci potrebbero essere giusto alcuni sgravi per le famiglie con figli e qualche incentivo, pari ai bonus bebè di Renzi, sul tema della natalità. Insomma, se questo annunciato intervento sulla famiglia fosse paritetico a quello della flat tax, come ha giustamente detto il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia, si tratterebbe di una ‘mancetta’”.

Dopo le dichiarazioni di Borghi si è tornati a parlare di sovranità monetaria. Qual è la posizione del Pdf sulla possibile uscita dell'Italia dall'Euro?
“La nostra posizione è molto chiara: siamo critici rispetto a questo Euro perché siamo convinti che una moneta non debba governare la politica dei Paesi ma servirla. Oggi l’Euro è usato come clava da alcuni Paesi molto influenti come la Germania per governare le economie dei Paesi più in difficoltà come l’Italia. Siamo convinti che vada superato questo Euro figlio del trattato di Maastricht e guardiamo con interesse le letture di economisti come Joseph Stiglitz che parlano di Europa a due velocità, attraverso la creazione di due banche centrali europee, augurandoci che non vi siano più i privati a capo ma vi siano gli Stati e quindi i popoli, rendendo la moneta strumento finalmente sovrano e non di sottomissione. Siamo per la ristrutturazione del progetto europeo mettendo al centro la democrazia e la rappresentatività del Parlamento rispetto al Consiglio dei capi di Stato europei. Siamo per tornare all’Europa dei popoli anziché a quella delle lobby o delle nazioni. Anche sul tema della moneta, dobbiamo ridare sovranità ai cittadini, perché quello della sovranità nazionale è un tema storicamente superato”.

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