VENERDÌ 05 GIUGNO 2015, 18:11, IN TERRIS

MAFIA CAPITALE, INDAGATO ANCHE GIUSEPPE CASTIGLIONE PER IL CARA DI MINEO

Il sottosegretario all'agricoltura è uno degli uomini più vicini al ministro dell'Interno Angelino Alfano

CLAUDIA GENNARI
MAFIA CAPITALE, INDAGATO ANCHE GIUSEPPE CASTIGLIONE PER IL CARA DI MINEO
MAFIA CAPITALE, INDAGATO ANCHE GIUSEPPE CASTIGLIONE PER IL CARA DI MINEO
C’è anche il sottosegretario all'Agricoltura, Giuseppe Castiglione (Ncd), tra i sei indagati di mafia capitale per turbativa d’asta nell'inchiesta della Procura di Catania sull'appalto per la gestione del Cara di Mineo. Castiglione è uno degli uomini più vicini al ministro dell’Interno, Angelino Alfano. “Si ripete la stessa storia di sei mesi fa. Apprendo dalla stampa di essere indagato ma io non ne so nulla”, ha detto il sottosegretario, commentando la notizia. E sulla gara d’appalto per Mineo dice di aver fatto “una gara in piena emergenza”.

La notizia anticipata dal quotidiano La Sicilia di Catania ha trovato riscontro nel decreto di perquisizione eseguito ieri dai Carabinieri del capoluogo siculo negli uffici comunali di Mineo, compresa l’acquisizione di tutti gli apparecchi informatici e i supporti digitali negli uffici in uso diretto e indiretto del sindaco, ed emesso dal procuratore Giovanni Salvi e dai sostituti Raffaella Agata Vinciguerra e Marco Bisogni.

Ne decreto di sette pagine, ci sono i nomi dei sei indagati: Giuseppe Castiglione, anche deputato nazionale e coordinatore del Ncd in Sicilia, “nella qualità di soggetto attuatore per la gestione del Cara di Mineo”, Giovanni Ferrea, “nella qualità di direttore generale del Consorzio tra Comuni, Calatino Terra di Accoglienza, Paolo Ragusa, “nella qualità di presidente della Cooperativa Sol. Calatino”, Luca Odevaine “nella qualità di consulente del presidente del Consorzio dei comuni”, e i sindaci di Mineo e Vizzini, Anna Aloisi e Marco Aurelio Sinatra.

Nel decreto, la Procura ipotizza che gli indagati, oltre a turbare le gare d’appalto per l’affidamento della gestione del Cara di Mineo, prorogavano l’affidamento e prevedevano gare idonee a condizionare la scelta rispetto alla scelta dei vincitori. La Procura di Catania mantiene il massimo riservo sull’inchiesta, limitandosi a richiamare quanto aveva scritto ieri durante le perquisizioni dei carabinieri del Ros. Si dichiara innocente il sindaco, che aggiunge che la vicenda sarà un modo per poter “fare chiarezza e dimostrare” la sua assoluta “estraneità ai fatti.
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