“La disabilità non è un’etichetta che qualcuno ha in testa, ma nasce da un’interazione negativa con l’ambiente. Rimuovendo le barriere fisiche, sensoriali, mentali e burocratiche, restituiamo a ogni persona la piena cittadinanza”. Con queste parole il ministro per le disabilità, Alessandra Locatelli, ha appassionato la platea del Pio Sodalizio dei Piceni, intervenendo al Terzo Festival dell’“Umano Tutto Intero”, l’evento promosso dal network “Ditelo Sui Tetti“. Il ministro ha parlato di una vera e propria rivoluzione culturale e istituzionale, centrata sul passaggio definitivo dal concetto di “assistenza” a quello di “investimento sulle potenzialità”.
Oltre i limiti, spazio ai desideri
Nel suo intervento, Locatelli ha evidenziato come la medicina, la scienza e la tecnologia abbiano profondamente cambiato la realtà negli ultimi cinquant’anni. “Oggi abbiamo di fronte giovani che vogliono viaggiare, muoversi, vivere la quotidianità come tutti gli altri. Prima di tutto siamo nati per vivere, non solo per curarci o lavorare. Il percorso di ognuno deve partire dai propri desideri e dalla libertà di scegliere”. È questo il cuore del “Progetto di Vita“, lo strumento introdotto dalla riforma che mira a superare interventi standardizzati e ormai obsoleti per promuovere percorsi ritagliati su misura per ogni persona. Un cambio di paradigma che il Governo italiano ha voluto proporre anche a livello internazionale: “Nella Carta di Solfagnano, al termine del primo G7 al mondo su inclusione e disabilità, abbiamo messo al centro la parola persone. Se parliamo solo di ambiente o trasporti senza parlare di persone, tutto diventa un gesto vuoto”.
Riconoscere le fragilità invisibili
Un passaggio particolarmente toccante dell’intervento è stato dedicato a chi convive con difficoltà non apparenti. Il ministro ha ricordato che la disabilità non è solo quella sensoriale o motoria, ma include le malattie neurodegenerative, rare, oncologiche e le patologie invisibili. “Siamo seduti l’uno di fianco all’altro, ma spesso non sappiamo cosa stia passando la persona vicina a noi. Ci sono sofferenze non visibili che vanno rispettate. Possiamo farlo solo ricordandoci che siamo tutti parti di questo mondo e dobbiamo avere rispetto per ognuno”.
Il Terzo Settore
Locatelli ha poi affrontato il tema economico e il rapporto con il mondo del volontariato, citando il successo straordinario del bando “Vita e Opportunità“. A fronte di uno stanziamento di 380 milioni di euro a favore del terzo settore, sono pervenute richieste per oltre 1,2 miliardi. “Questo dimostra la vitalità del nostro Terzo Settore. Ma non sempre, anche a livello istituzionale, si comprende che questo è un investimento e non un costo. Se teniamo le associazioni fuori dal tavolo, non faremo mai politiche lungimiranti. Credere nelle competenze e nei talenti delle persone è l’unica strada per far rialzare la testa a ogni cittadino”.
“Così ho scoperto la mia vocazione”
Davanti ai numerosi presenti in sala, Locatelli si è concessa anche un momento di profonda commozione, condividendo un ricordo d’infanzia legato alla sua prima esperienza in un centro per minori con gravi disabilità guidato da religiose. “Ero una ragazzina, molti dei bambini non parlavano, alcuni erano alimentati con il sondino naso-gastrico. Mia mamma era spaventata e voleva portarmi via, ma io chiesi agli assistenti di poter provare ad aiutarli e dissi a mia madre: ‘Io non voglio tornare a casa, voglio fare il campo quiì. Avvicinarsi a questo mondo non è un dovere scolastico o professionale, è un dono. Quell’esperienza, insieme al lavoro svolto all’estero con l’Opera dell’Acquarella, mi consente oggi di avere un linguaggio e di capire qualcosa in più, con molta umiltà, sul campo in cui sono chiamata ad agire”. L’intervento si è chiuso con un appello alla concretezza rivolto a sindaci, amministratori locali e regionali: l’accessibilità universale deve diventare la lente attraverso cui viene pensata ogni singola opera pubblica, bando o progetto. Solo così, secondo il Ministro, l’Italia potrà dirsi un Paese pienamente a misura di ogni “umano”.

