VENERDÌ 28 SETTEMBRE 2018, 10:30, IN TERRIS


CAOS FINANZIARIA

Lo spread schizza all'insù. Ed è giallo dimissioni Tria

Il differenziale tra Btp e Bund tocca quota 265. Mattarella convince il ministro dell'Economia a non mollare?

REDAZIONE
Facebook Twitter Copia Link Invia Scrivici
Operatore di Borsa
Operatore di Borsa
A

lla fine l'hanno spuntata Lega e M5s, a discapito del ministro dell'Economia, Giovanni Tria. La Manovra approvata ieri in Consiglio dei Ministri ha sforato il tetto del 2,4%. E i mercati non hanno digerito. Questa mattina lo spread tra Btp e Bund sale ancora e tocca i 265 punti base. Il rendimento del decennale italiano è in rialzo al 3,13%. Male anche Piazza Affari, con diversi titoli in profondo rosso.


Tria vicino alle dimissioni?

Lo scompiglio non avviene solo nei mercati, ma anche all'interno di Palazzo Chigi. Voci di corridoio riprese dalla stampa, parlano di un ministro Tria fortemente deluso dall'epilogo in Consiglio dei Ministri, arrivando persino a sfiorare le dimissioni. "Non lascio solo per il bene della nazione, lo faccio per patriottismo - avrebbe detto in tarda serata il ministro dell'Economia, secondo quanto riporta Repubblica - Si rischierebbe una tempesta finanziaria, getteremmo il Paese nel caos". Tria avrebbe confidato al sottosegretario Giorgetti: "Io posso arrivare al 2, forse al 2,1%. Di più rischiamo di scatenare i mercati. Se insistono sul 2,4%, non posso partecipare al Consiglio dei Ministri". Libero rivela che le dimissioni di Tria sarebbero state intercettate dal Capo dello Stato. Sergio Mattarella avrebbe chiamato dapprima il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, chiedendo che si rispetti la compatibilità di bilancio con il deficit al 2 per cento. Il tentativo dell'inquilino del Quirinale sarebbe andato quindi a vuoto. Così Mattarella avrebbe poi chiamato a Tria, per pregarlo di resistere per non compromettere la credibilità sui mercati e in Europa e soprattutto, per evitare di scrivere una legge di stabilità spregiudicata. Insomma, per ridurre i danni.


Bagnai (Lega): "Non ci preoccupano i mercati"

Se gli esponenti del M5s sono scesi in piazza, sotto le finestre di Palazzo Chigi, per festeggiare l'approvazione della Manovra con un rapporto deficit/Pil al 2,4%, anche i membri dell'altro partito di governo, la Lega, esprimono soddisfazione. Alberto Bagnai, presidente leghista della Commissione Finanze al Senato, questa mattina ai microfoni di Radio anch'io su Radio 1 Rai, ha detto: "Tria si è ben guardato dallo stabilire un obiettivo di deficit. C'è bisogno di crescita: il saldo sotto il 3% è compatibile con la discesa del rapporto debito-Pil, che infatti ci aspettiamo scenda nel 2019. I redditi italiani sono diminuiti del 9% rispetto al periodo pre-crisi. Misure di sostegno del reddito favoriscono i consumi ma anche le aspettative di domanda e quindi l'investimento delle imprese. Abbiamo fatto una Manovra che risponde ai parametri dei Trattati e che è compatibile con la riduzione del rapporto deficit pil". Bagnai non sembra preoccupato dal "nervosismo" dei mercati: "Forse ci sarà un aumento di 10, 20, 50 punti di spread, può anche darsi, ma secondo me i mercati hanno già scontato questo tipo di evento. Nessuno credeva all'1,6. Quello che preoccupa i mercati è il rischio politico. I mercati davvero temono che si sfasci l'Europa. L'Europa ha un fronte molto difficile che è quello della Brexit. Se vuole aprire un fronte sull'Italia si accomodi pure. Ci fu un altro tedesco che aprì più fronti e non gli andò troppo bene".


Bernini (Forza Italia): "Preoccupati dai mercati"

Di parere opposto Anna Maria Bernini, capogruppo Forza Italia in Senato. "Non ci preoccupa solo lo sforamento del 2,4% del rapporto deficit/pil, il triplo rispetto agli impegni dell'Italia con Bruxelles, ci preoccupa di più che la manovra preveda solo spesa corrente e il blocco degli investimenti e nessuna prospettiva di crescita e di nuova occupazione. Solo poche briciole di riduzione delle tasse per chi lavora e produce, una Manovra che tradisce il ceto produttivo". "Purtroppo - la riflessione conclusiva della Bernini - nel governo è prevalsa la folle spinta ideologica e insensata dei 5 Stelle che espone l'Italia al rischio di un tracollo economico-finanziario".

Spazio al lettore: per commentare questo articolo scrivi a direttore@interris.it

Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.
Commenti

Gentile lettore, 

la redazione si riserva di approvare i commenti prima della loro pubblicazione. 

Fai una donazione
Vuoi essere aggiornato?
NEWS
Sea Watch
MIGRANTI

Il comandante della Sea Watch ai pm: "Rifarei tutto"

Arturo Centore, interrogato alla Procura di Agrigento, si sarebbe assunto la piena responsabilità di quanto accaduto
Migranti
GOVERNO

Sicurezza bis, via il riferimento al soccorso dei migranti

Nuova bozza che punta a risolvere le criticità palesate dal Colle. Il Viminale: "Ora l'approvazione"
Manifesto con il volto di Stefano Cucchi
IL PROCESSO

Cucchi, Arma e Difesa chiedono di essere parte civile

Il gip Antonella Minunni si è riservata di decidere. Ilaria Cucchi: "Una cosa senza precedenti"
Van der Bellen e Kurz
AUSTRIA

Governo: c'è l'ok di Van der Bellen ai tecnici

Nelle prossime ore Kurz dovrebbe presentare la lista dei nuovi ministri
Incendio doloso alla sede della municipale di Mirandola (MO)
MIRANDOLA

Rogo nella sede dei vigili: due morti. Arrestato un uomo

Le fiamme di origine dolosa: fermato un nordafricano. Salvini: "Azzerare immigrazione clandestina"
Niki Lauda
F1

Lauda, il pilota che capiva la macchina

Un campione discreto, con l'orecchio assoluto per l'automobile