GIOVEDÌ 08 GIUGNO 2017, 10:29, IN TERRIS

Legge elettorale, Grillo replica al Pd: "Sono loro che vogliono affossarla"

Il Garante rispedisce al mittente le accuse di franchi tiratori. I grillini filmeranno il loro voto in Aula

DANIELE VICE
Legge elettorale, Grillo replica al Pd:
Legge elettorale, Grillo replica al Pd: "Sono loro che vogliono affossarla"
"Sulla legge elettorale noi saremo quelli falsi? Non voglio dire niente, giudicate voi. Possiamo essere incompetenti, ma mai falsi. Oggi siamo in una fossa dei serpenti, loro hanno i franchi tiratori, loro vogliono fare affossare la legge". Beppe Grillo, da Palermo, replica furente a quanti (Pd in testa) accusano il M5s di volersi sfilare dall'accordo a 4 sul "Fianellum", il modello tedesco corretto frutto dell'intesa con Dem, Fi e Lega. "Qualsiasi decisione che sarà presa sulla legge elettorale sarà votata on line da tutti i nostri iscritti" ha aggiunto il Garante pentastellato. Da qui la decisione, da parte dei deputati grillini, di filmare il momento in cui ciascun esponente preme il pulsante posto nei banchi della Camera. Una scelta che mora a dimostrare la trasparenza del M5s sulla legge elettorale e rispondere alle allusioni del Pd.

La prima giornata di voto della legge elettorale è stata al cardiopalma, con il timore nel primo pomeriggio che il "treno" potesse deragliare, dopo una prima votazione in Aula e un post di Beppe Grillo sul Blog che ha fatto temere che M5s volesse scendere dal convoglio. Sensazione poi rientrata nei successivi passaggi in Aula, che però hanno confermato le tensioni all'interno dei pentastellati e del Pd.

La metafora del "treno" della legge elettorale ormai lanciato era stata fatta da Francesco Paolo Sisto (Fi), ma in tarda mattinata era apparsa evidente la frenata, con lo slittamento della riunione del Comitato dei Nove (l'organismo ristretto che prepara i lavori d'Aula) a dopo il voto delle pregiudiziali presentate dai piccoli partiti contro la legge. I quattro partiti che la sostengono, Pd, M5s, Fi e Lega, a cui si è aggiunta la Svp, non avevano trovato una intesa su alcune proposte di modifica: in particolare M5s chiedeva il voto disgiunto e le preferenze. Le seconde sono del tutto incoerenti con il testo uscito dalle profonde modifiche introdotte in Commissione; ma il voto disgiunto sarebbe una modifica plausibile, apprezzata anche da Mdp, ma invisa a Pd e Fi. Alla fine i quattro partiti hanno atteso l'esito delle pregiudiziali e in queste sono mancati ben 66 voti.

Il Pd ha riunito subito il proprio Gruppo, mentre Grillo annunciava l'intenzione di sottoporre al voto del blog prima del voto finale, il testo di legge che uscirà dopo il voto degli emendamenti. Di qui la disponibilità dei Dem di arrivare a lunedì per il voto finale, per favorire un allentamento della tensione. "Dopo due gironi hanno già cambiato idea" ha detto sferzante Matteo Renzi. Ma i deputati di M5s avevano rassicurato i colleghi Dem che l'iniziativa non avrebbe fatto saltare l'accordo, ma anzi lo avrebbe blindato.
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