VENERDÌ 08 FEBBRAIO 2019, 16:32, IN TERRIS


SARDEGNA

Latte: scoppia la protesta degli allevatori

Salta l'accordo con gli industriali sul prezzo da corrispondere ai pastori: stato d'agitazione nelle campagne

REDAZIONE
Un momento della protesta degli allevatori in Sardegna
Un momento della protesta degli allevatori in Sardegna
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ugni al cielo, rabbia alle stelle, e litri di latte versati nelle strade. La Sardegna è in stato d'agitazione per la protesta degli allevatori di latte ovino dopo il mancato accordo di ieri a Cagliari sul prezzo del latte da corrispondere ai pastori da parte degli industriali della trasformazione.


Latte versato

Le campagne sono il cuore della protesta, che sta dilagando in tutta l'isola: decine di allevatori hanno versato il latte per strada, anche sulla statale 131, e negli ovili, altri hanno deciso di non conferirlo e di lavorarlo in azienda oppure di regalarlo. Migliaia di litri di latte sono stati sversati sulla carreggiata all'altezza di Abbasanta, a Macomer. Il prodotto era all'interno di due cisterne, una dell'azienda Arborea e l'altra della Cooperativa allevatori ovini di Oristano, che sono state quasi completamente svuotate.


Nel mirino gli industriali della trasformazione

"Per noi e per tutto il mondo della produzione il tavolo è momentaneamente chiuso, andremo avanti con la mobilitazione", afferma il presidente dell'organizzazione di categoria, Battista Cualbu, anche se il tavolo del latte ovino è formalmente aggiornato a mercoledì prossimo. "La mobilitazione sta seguendo due binari: quello delle iniziative dimostrative e quello legale", precisa Cualbu. "Ci rifaremo all'articolo 62 della legge 1 del 2012 in cui sono previste sanzioni per oltre 3 milioni. Lo faremo contro quegli industriali che pagano il latte sotto i costi di produzione, cioè a 60 centesimi. Abbiamo i dati certificati da Ismea che lo dimostrano". "L'art. 62 al comma 2", ricorda il presidente della Coldiretti regionale, "'vieta qualsiasi comportamento del contraente che, abusando della propria maggior forza commerciale, imponga condizioni contrattuali ingiustificatamente gravose, ivi comprese, ad esempio: qualsiasi patto che preveda prezzi particolarmente iniqui o palesemente al di sotto dei costi di produzione". "Abbiamo anche altre denunce legali che metteremo in campo a tutela dei pastori", aggiunge il direttore Luca Saba. "Adesso spetta ai trasformatori dare un segnale concreto e immediato proponendo un prezzo di acconto più alto di questi miseri 60 centesimi". Anche Coldiretti Sardegna annuncia azioni legali contro gli industriali della trasformazione.


Presto nell'isola il ministro Centinaio

"La settimana prossima sarò in Sardegna a parlare con gli agricoltori. Come Governo stiamo ripensando a tutta la questione dei Consorzi per quanto riguarda il latte di pecora". Lo annuncia il ministro delle politiche agricole alimentari, Gian Marco Centinaio. "Abbiamo messo sul tavolo del Consorzio la proposta di cercare di esportare il più possibile questa tipologia di latte - spiega il ministro - molto apprezzata in Asia, tanto che in Cina esiste un progetto con il latte in polvere che viene dalle pecore. Stiamo cercando di dare agli agricoltori alternative che non siano solo quelle tradizionali".

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