L’Aquila e la ferita del terremoto: il ricordo delle vittime lo sguardo al futuro

La città abruzzese commemora le 309 persone morte nel sisma del 6 aprile 2009. “Un pensiero a tutti coloro che ancora oggi soffrono per quella terribile tragedia”, così il ministro Tajani sui social

Vigili del fuoco a L'Aquila dopo il terremoto. Foto © Scudieri da Imagoeconomica.

Il segno profondo della ferita non deve impedire di vivere il presente e volgere lo sguardo al futuro. E’ il pensiero del sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi in occasione del 17esimo anniversario del sisma che ha devastato la città abruzzese la notte del 6 aprile 2009, una tragedia in cui persero la vita 309 persone. “Una cicatrice indelebile”, la definisce il ministro degli Esteri Antonio Tajani, esprimendo la propria vicinanza a chi ancora soffre le conseguenze di quel terremoto. Il primo cittadino aquilano ha ribadito la necessità di rendere L’Aquila “una città sicura, una città inclusiva, una città accogliente, una città dei servizi”. Nella notte tra il 5 e il 6 i cittadini non hanno sfilato nel tradizionale corteo, ma si sono raccolti in silenzio nell’Emiciclo, in una cerimonia accompagnata da un repertorio musicale eseguito dai Solisti Aquilani, poi al Parco della Memoria è stato acceso il braciere commemorativo.

Il sindaco: “Immaginare il futuro”

“È una ferita che non si rimargina, però non per questo ci rende incapaci di vivere appieno il presente e di immaginare il futuro“. Così il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, in occasione del 17/o anniversario del terremoto che nel 2009 costò la vita a 309 persone. Il primo cittadino ha richiamato la necessità di costruire “una città sicura, una città inclusiva, una città accogliente, una città dei servizi”, pensando soprattutto ai giovani e al futuro del territorio.

La commemorazione

Una luce azzurra da Palazzo Margherita, il silenzio dell’Emiciclo, i fiori bianchi deposti uno alla volta. La città ha ricordato così, nella notte tra il 5 e il 6 aprile, le 309 vittime del sisma del 2009, a poche ore dal 17/o anniversario. La commemorazione si è svolta senza il tradizionale corteo, con una formula diversa ma condivisa, nella sera di Pasqua. I cittadini si sono raccolti all’Emiciclo, dove i Solisti Aquilani hanno accompagnato la cerimonia con un repertorio che ha incluso Haendel, Vivaldi e Bach. Presenti il sindaco Pierluigi Biondi, rappresentanti della giunta e delle istituzioni, forze dell’ordine e cittadini. Al centro, il telo con i nomi delle vittime, stampati in rosso, accanto allo striscione dei familiari: ‘Per loro. Per tutti i familiari delle vittime. LAquila 6 aprile 2009′. La commemorazione è poi proseguita al Parco della Memoria, dove i Red Blue Eagles hanno affisso uno striscione in ricordo delle vittime. Qui è stato acceso il braciere dal funzionario comunale Daniele Ciuffetelli, in rappresentanza dei dipendenti comunali. A nome dei familiari è intervenuto Vincenzo Vittorini, che ha ricordato “la notte più lunga per gli aquilani” e sottolineato l‘importanza della memoria condivisa. “Abbiamo scelto di non sfilare, ma di ritrovarci”, ha spiegato. Nel suo intervento ha richiamato anche la figura di Antonietta Centofanti e il valore della memoria come responsabilità collettiva, citando José Saramago: “Noi siamo la memoria che abbiamo e la responsabilità che ci assumiamo”. Rivolgendosi ai più giovani, Vittorini ha lanciato un appello a farsi “sentinelle della memoria”, indicando la necessità di trasmettere il ricordo oltre le generazioni. La cerimonia si è conclusa con la lettura dei nomi delle 309 vittime e con la deposizione dei fiori sulla fontana monumentale, gesto semplice e simbolico che ha accompagnato la chiusura della notte. Sui social il sindaco Biondi ha scritto: “Onoriamo la nostra notte più lunga, la luce fa sperare. Onoriamo il dolore, attraversiamo il buio, camminiamo nel silenzio verso il giorno”.

Luoghi simbolo

La mattinata si è aperta con la deposizione di fiori all’angelo di legno davanti alla Casa dello Studente, luogo simbolo della tragedia. Nel ricordo di Antonietta Centofanti, i fiori sono stati deposti da due dipendenti degli Uffici speciali per la ricostruzione dell’Aquila e del cratere, impegnati in queste ore, su impulso di Anci Abruzzo, a sostegno della Protezione civile regionale e dei Comuni colpiti dal maltempo. “È uno dei luoghi della memoria e anche del dolore della città dell’Aquila“, ha detto ancora Biondi riferendosi alla Casa dello Studente, indicando però anche la necessità di costruire un futuro per chi oggi vive e studia in città.

La  messa per le vittime

A seguire, nella chiesa delle Anime Sante in piazza Duomo, è stata celebrata la messa in suffragio delle vittime officiata dall’arcivescovo metropolita dell’Aquila, Antonio D’Angelo. Nell’omelia il presule ha parlato di una ferita “profonda” che solo nel Risorto può essere guarita, “pur conservando sempre il segno della ferita”, richiamando le parole evangeliche “Non temete” e il cammino di rinascita della comunità aquilana. Poi c’è stato un momento di memoria e riflessione nella basilica di Santa Maria di Collemaggio, con la partecipazione della Cappella musicale pontificia sistina, la voce narrante di Daniele Pecci e la direzione artistica di Leonardo De Amicis.

Tajani: “Cicatrice indelebile”

“Una cicatrice indelebile. Il ricordo delle 309 vittime. L‘impegno per la ricostruzione e la solidarietà europea. Il Presidente Berlusconi e il suo lavoro incessante per le famiglie delle vittime e per ridare una casa a chi aveva perso tutto. Il terremoto dell’Aquila ha segnato profondamente la mia vita politica e oggi come 17 anni fa fa male il cuore”: lo scrive su X il ministro degli Esteri, Antonio Tajani. “Un pensiero a tutti coloro che ancora oggi soffrono per quella terribile tragedia”, si legge inoltre nel suo post.

Fonte Ansa

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