MARTEDÌ 07 LUGLIO 2015, 001:30, IN TERRIS

LA CRISI FA CADERE I DENTI. CROLLANO LE VISITE ODONTOIATRICHE

Secondo l'Istat scende il numero di persone che si rivolge al dentista. Sorriso Durban's solo per i ceti abbienti

REDAZIONE
LA CRISI FA CADERE I DENTI. CROLLANO LE VISITE ODONTOIATRICHE
LA CRISI FA CADERE I DENTI. CROLLANO LE VISITE ODONTOIATRICHE
La crisi e il costo elevato spingono sempre meno italiani a rivolgersi ai dentisti. Secondo l'Istat l'edentulismo totale, la perdita di tutti i denti naturali, diminuisce soprattutto tra gli anziani laureati, passando dal 23,7% nel 2005 al 17,9%, rimane invece stabile nella popolazione anziana diplomata (circa il 24%) e in quella che ha raggiunto al massimo la licenza media (42%). Inoltre tra gli anziani edentuli con basso titolo di studio la quota di chi non ha sostituito alcun dente con protesi né con impianti è quadrupla rispetto ai più istruiti (9,0% contro 2,1% tra i laureati). Tra le persone laureate raddoppia la propensione a ricorrere alle cure dell'odontoiatra nel corso dell'anno nonché a sottoporsi a controlli con eventuale ablazione del tartaro nello stesso arco temporale, così come è molto più elevata la propensione a lavarsi i denti almeno due volte al giorno. Le diseguaglianze sociali nell'accesso alle cure si sono accentuate rispetto al 2005: la quota di persone (di 25 anni e più) che si sono rivolte al dentista nei 12 mesi precedenti l'intervista è diminuita in misura maggiore tra chi possiede un basso titolo di studio (dal 31,0% al 27,6%), soprattutto tra i 25-44enni

Il ricorso alle visite di controllo finalizzate alla prevenzione delle malattie odontoiatriche è in forte diminuzione nel 2013, indipendentemente dal titolo di studio; passa dal 20,9% nel 2005 al 14,2% tra le persone con titolo basso e dal 43,8% al 38,4% tra i laureati. Si accentuano le disuguaglianze nella popolazione anziana: tra le persone con basso titolo di studio, la quota di coloro che hanno fatto visite di controllo si dimezza rispetto al 2005 (dal 12,6% al 7,4%), mentre tra i laureati si osserva una riduzione di minore entità (dal 31,4% al 23,3%). Le buone condizioni economiche familiari possono facilitare il ricorso al dentista e le visite per prevenzione, ma soprattutto rendono meno probabile la rinuncia a cure e trattamenti odontoiatrici: ha dovuto rinunciare alle cure odontoiatriche il 23,7% delle persone con risorse scarse o insufficienti contro il 7,9% di quelle con risorse ottime o adeguate. In generale le diseguaglianze sono particolarmente accentuate tra le persone adulte di 45-64 anni: rinuncia il 9,6% di chi dispone di buone risorse economiche contro il 31,7% di chi ha risorse scarse. Tuttavia in generale i fattori economici restano il motivo prevalente di rinuncia anche tra quanti riferiscono risorse familiari ottime o adeguate.
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