MARTEDÌ 19 MAGGIO 2015, 10:12, IN TERRIS

IL FMI ALZA LE STIME DEL PIL ITALIANO: +0,7% NEL 2015

Per il 2016 è prevista una crescita dell'1,2%. Chiesta più attenzione su debito e disoccupazione

REDAZIONE
IL FMI ALZA LE STIME DEL PIL ITALIANO: +0,7% NEL 2015
IL FMI ALZA LE STIME DEL PIL ITALIANO: +0,7% NEL 2015
Anche il Fondo monetario internazionale (Fmi) alza le stime di crescita per l'Italia - grazie ai miglioramento del primo trimestre - portandole a +0,7% per quest'anno e +1,2% per il prossimo (da 0,5% e 1,1%) ma allo stesso tempo chiede che il Bel Paese faccia di più per migliorare la situazione su debito e disoccupati, soprattutto tra i giovani. Ad annunciare le novità sono stati i tecnici del Fmi durante la presentazione del rapporto 'Article IV' focalizzato sul nostro paese. I tecnici del Fondo monetario si dicono soddisfatti delle riforme che il governo ha annunciato anche se avvertono che la sfida dei prossimi anni è la "piena realizzazione delle misure" annunciate, approfittando "del momento propizio" della ripresa globale per accelerare gli sforzi. Il riferimento e' alle recenti politiche del Quantitative easing della Bce che ha avuto un potente effetto sullo spread e alla maggiore flessibilità del Patto di stabilità e crescita.

"A livello nazionale, il governo del premier Matteo Renzi ha avanzato importanti riforme istituzionali ed economiche che hanno anche sollevato la fiducia", dicono i tecnici. L'esempio migliore, e' il Jobs Act che fornisce un quadro di incentivi per assumere e formare i lavoratori che, tuttavia, va ancora attuato su alcuni elementi importanti. "Portera' cambiamenti significativi nel mercato del lavoro nel corso del tempo, rendendo i lavoratori piu' produttivi e facilitando la transizione tra le imprese e settori".

Ma, appunto, se i tagli fiscali nel settore del lavoro "sono i benvenuti" il lavoro e il capitale "rimangono pesantemente tassati". Per questo un "decisivo contributo" va dato a "un'ulteriore riduzione della pressione fiscale, sostenendo la crescita piu' elevata". Al tempo stesso "la semplificazione fiscale e le riforme giudiziarie aiuteranno a sostenere l'attivita' economica e a rafforzare la concorrenza". La nuova legge per convertire le dieci piu' grandi banche cooperative in societa' per azioni, inoltre, "ha stimolato aspettative di governo e di efficienza migliori guadagni nel settore".

Giudizio positivo anche sulla soluzione scelta per i rimborsi delle pensioni a seguito della sentenza della Consulta: in questo modo dicono i tecnici del Fmi "non dovrebbero essere modificati gli obiettivi di bilancio di quest'anno" attestandosi, come previsto al 2,6% del rapporto deficit/pil. Tra le raccomandazioni fornite, l'Fmi ribadisce inoltre l'opportunita' di tornare agli "obiettivi ambiziosi" contenuti nella Legge di Stabilita' sulle privatizzazione, che nel Def risultano in realtà meno pregnanti del passato. Ed esorta gli sforzi della politica a concentrarsi su tre settori: la produttivita' di lunga data; il supporto a banche e società; il riequilibrio e il risanamento dei conti pubblici e la riduzione del debito pubblico dal suo altissimo livello di oltre 130 per cento del Pil. "E' incoraggiante che l'agenda del governo comprenda iniziative ambiziose in tutti questi settori. La sfida ora è quella di mantenere lo slancio delle riforme e portare un reale cambiamento".

Tra le riforme per rilanciare produttività, il Fondo monetario internazionale chiede innanzitutto di aumentare l'efficienza dei servizi pubblici: una riforma "attesa da tempo" che "contribuirebbe ad aumentare la produttività del settore privato". Nella pubblica amministrazione si chiede soprattutto di aumentare l'autonomia e la responsabilità dei dirigenti del settore pubblico e tra di razionalizzare le municipalizzate "piu' di 8.000 imprese pubbliche locali" fonte di "inefficienza e un onere per le finanze pubbliche". Inoltre, occorre "piu' trasparenza nelle procedure di gara e di standardizzazione dei contratti in particolare per la fornitura di servizi pubblici locali" e "una maggiore concorrenza nei mercati dei prodotti e dei servizi".
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