GIOVEDÌ 07 NOVEMBRE 2019, 13:30, IN TERRIS

IL DATO

Il crimine cambia volto

Come muta la malavita: i ladri d’appartamento sempre più organizzati, anche tecnologicamente

GIACOMO GALEAZZI
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Furto
Furto
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n Italia la criminalità è un fenomeno che sta mutando rapidamente. Intanto, però, c’è un passato che non passa e i fili della memoria sembrano riannodarsi  nel peggiore dei modi. Fu condannato a 30 anni di carcere per il sequestro del “re del caffè” Giovanni Palombini nel 1981, poi ucciso dalla banda di Lallo “lo zoppo” al secolo Laudavino De Sanctis.


Metamorfosi della mala

“Lunedì sera il 69enne, rapinatore oramai da una vita, è morto ucciso da un complice durante l’assalto in un bar tabacchi a Cinecittà - riferisce il Corriere della Sera -. La parabola di Ennio Proietti, dell’omonimo clan soprannominato dei “pesciaroli” di Monteverde, rivale e poi sconfitto in una sanguinosa faida dalla Banda della Magliana, si è esaurita alle 19.30 in viale Antonio Ciamarra: un commerciante cinese lo ha placcato nonostante fosse sotto il tiro di un revolver e lo ha sbattuto a terra per difendere l’incasso”. Enrico Antonelli, 58 anni, che stava coprendo Proietti sulla porta del locale, è intervenuto e ha sparato un colpo di pistola contro il barista ferendolo a una gamba. Poi forse avrebbe voluto fare di più per liberare il complice dalla stretta del negoziante, ma un cliente è intervenuto in sua difesa, lo ha spintonato e gli altri due colpi esplosi hanno centrato proprio Proietti. Il 69enne, uno dei personaggi più noti della malavita romana, è morto all’istante, con la pistola in pugno. Antonelli è fuggito zoppicando in mezzo alla strada dove è stato arrestato da un ispettore di polizia fuori servizio.


Colletti bianchi

Per approfondire il tema della criminalità nel nostro Paese, il Fatto Quotidiano ha chiesto al magistrato Maurizio Picozzi, come e se la malavita sia cambiata negli ultimi anni. “La criminalità cambia per vari fattori: individuali, psicologici, sociali, economici, ma anche naturali, come i disastri o il clima (l’estate è più criminogena), o esterni, quali le guerre - spiega -. Il mutato atteggiamento criminale spesso consegue all’adeguamento della malavita alle novità legislative introdotte per contenere il crimine: 'fatta la legge, trovato l’inganno' è motto attuale, specie per la criminalità organizzata, per quella economica o quella dei delitti dei cosiddetti colletti bianchi”. L’interesse mediatico incide particolarmente sull’aumento delle denunce di reati sessuali o di maltrattamenti alle donne, motivati da cause culturali e psicologiche, che rendono il fenomeno internazionale. Per contro, i reati preoccupanti (furti, rapine e omicidi) appaiono in calo, ma nei delitti contro il patrimonio il numero oscuro delle mancate denunce limita il significato del dato statistico, sottolinea il quotidiano diretto da Marco Travaglio. Nei furti in appartamento (anche per la grande presenza di seconde case e di alloggi isolati) i responsabili risultano più organizzati (anche tecnologicamente) e determinati di un tempo. “I delitti di droga si sono particolarmente aggravati nei grandi porti, dove importazioni rilevanti di stupefacenti sono occultate nei grandi container imbarcati nelle navi - avverte Picozzi -. Esaminando il periodo 2007-2017, diminuisce il totale dei delitti denunciati, da circa 3 a 2,4 milioni. Cambia il peso dei diversi crimini e sono proprio quelli più violenti a diminuire: omicidi in tutte le forme, violenze sessuali, furti, rapine. Con riferimento a 100mila abitanti, solo i crimini relativi agli stupefacenti salgono da 58,2 abitanti a 65,3. Per furti e rapine, entrambi scesi in tale periodo, si rileva che i primi sono cresciuti nelle abitazioni (+17,4%) e diminuiti negli esercizi commerciali (-16,4%); mentre le seconde sono scese sia nelle abitazioni (-10%) che nelle strade (-34,7%). Il Fatto rileva che tali crimini sono tutti in crescita nel periodo della massima crisi economica, a partire dal 2009 fino al 2013 e declinano da tale ultimo anno, fino al 2017.


Insicurezza percepita

Per Il Sole 24 Ore, Swg ha chiesto a mille maggiorenni quali sono i fenomeni che incidono di più nella percezione della sicurezza urbana. Il sondaggio è stato condotto con metodo Cati-Cami-Cawi: cinque le risposte consentite. Al primo posto fra le cause di insicurezza i furti in appartamento (56%). Al secondo posto lo spaccio di stupefacenti (45%). Al terzo posto c'è l'immigrazione clandestina (42%). Poi ci sono le truffe specialmente agli anziani (39%). Preoccupano anche la violenza e i reati delle bande giovanili (28%). Fra le cause di insicurezza ci sono molestie e violenze sessuali (28%). Poi gli incidenti stradali commessi da ubriachi o drogati e gli atti vandalici (27%). Seguono fra le cause di insicurezza gli scippi (23%). Al decimo posto ci sono gli attentati terroristici (14%).


Propensione a delinquere

La violenza sessuale diminuisce di circa mille vittime tra il 2008 e il 2016 e riguarda 10,4 donne su 100mila (contro 13,5 nel 2008), mentre la violenza su minori rimane pressoché costante, coinvolgendo circa 400 vittime l’anno, con un rapporto di un bambino ogni 3,5 bambine nel 2016, contro un ogni 4,3 nel 2008. Al calo dei delitti (-17,2%) fa riscontro l’incremento degli autori di delitto arrestati che nel periodo 2008-2017 aumenta del 2,4%. E’ vero che gli autori dei crimini sono circa per un terzo stranieri, tuttavia nel 2017 il loro peso in rapporto al totale è sceso al 30,4%, rispetto al 34% del 2008. “Nel decennio osservato, il trend degli autori arrestati varia allo stesso modo, in senso positivo o negativo, per lo stesso tipo di crimine commesso, sia per gli stranieri che per gli italiani- puntualizza il Fatto- Ma l’intensità del fenomeno varia significativamente tra i due gruppi: quando diminuisce, cala più per gli stranieri che per gli italiani”. Viceversa, quando aumenta, sale più per gli italiani che per gli stranieri, tranne nel caso di percosse, minacce e rapine. Anche in numero assoluto, l’incremento degli autori di delitti avviene tra gli italiani (+7,9%), mentre tra gli stranieri si verifica un decremento (-8,3%). Per capire correttamente la criminalità secondo gli autori di delitto, si è rapportato il numero degli arrestati al loro peso totale. Si conferma quanto sopra. Difatti, c’è una diminuzione del numero di autori stranieri in rapporto a 100mila residenti stranieri per ogni tipo di crimine, esclusi gli atti sessuali con minorenni e i furti. Nella popolazione straniera considerata non sono compresi gli irregolari, per cui i rapporti potrebbero essere sovrastimati. Pertanto, se la propensione a delinquere è maggiore tra gli stranieri rispetto agli italiani, tuttavia, mentre scende per i primi, sale per questi ultimi.


Inversione di tendenza

A fronte dell’1% d’incidenza di autori italiani di delitti sulla relativa popolazione nazionale nel 2008, salita all’1,1% nel 2017, corrisponde, rispettivamente, l’8,8% degli stranieri sceso al 5,5%. Una leggera inversione di tendenza si rileva nei primi nove mesi del 2018 (dato non statisticamente consolidato e di fonte ministero dell’Interno), rispetto allo stesso periodo del 2017. Calano i delitti commessi in Italia, che diminuiscono del 15% nel raffronto tra i primi mesi del 2018 e quelli del 2019. I dati della direzione centrale della Polizia criminale registrano con il segno meno quasi tutte le percentuali nel confronto con l’anno precedente. Meno omicidi, furti, rapine e reati informatici e soprattutto sono in forte calo gli stupri. Aumentano di quasi un quarto, invece, i reati per gli incendi dolosi. Gli omicidi scendono al -12,2% (dall’inizio dell’anno fino a marzo ne sono stati ne sono registrati 72, dunque dieci episodi in meno) e i tentati omicidi al -16,2%. Una netta inversione di tendenza, per la prima volta negli ultimi tre anni, è data dalle violenze sessuali, al -32,1% (nei primi tre mesi del 2019 sono state 767 a fronte dei 1.130 episodi nel 2018, nello stesso periodo di riferimento). Si abbassa anche il numero delle rapine -20,9% (6.053 tra gennaio e marzo 2019 rispetto alle 7.653 del periodo 2018), soprattutto quelle in strada (-25%), e dei furti -15,1% (252.603 a fronte di 297.698). I furti con strappo, come gli scippi, sono al -19,3%, quelli nelle abitazioni al -18,8% e quelli di autovetture al -8,8%.


Un fiume di droga

Gli unici numeri in aumento riguardano gli incendi dolosi, che sono cresciuti del +23,5%. Diminuiscono i reati per lesioni dolose (-21,8%), che tra gennaio e marzo 2019 erano stati 11.092 a fronte dei 14.187 dello stesso periodo nel 2018. Quasi dimezzati, invece, i reati di sfruttamento della prostituzione e pornografia minorile (-42%). In netto calo anche l’usura (-47%) e la ricettazione (-29,8%), con un trend già in calo negli ultimi anni, e il contrabbando (-26,3%). Quest’ultimo tra il 2017 e il 2018 era invece aumentato del +18,6%. Diminuiscono di un decimo rispetto al confronto del 2018 i reati per stupefacenti (-9,9%), che invece avevano registrato un impercettibile aumento (0,7%) nella comparazione tra il 2017 e il 2018. Le truffe e le frodi di tipo informatico nei primi tre mesi del 2019, puntualizza La Stampa, segnano un -8,3% e sono state 43.852. Negli ultimi anni questo fenomeno era invece aumentato segnando un +8,4% nel confronto tra il 2016 e il 2017 e un +12,7% nel raffronto tra il 2017 e il 2018. La stima dei reati in calo nell’ultimo anno ha visto parallelamente il rafforzamento degli organici di polizia su tutto il territorio nazionale.

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