Gli “invisibili” nelle città italiane: 10mila persone senza dimora

L'Istat presenta il censimento delle persone senza dimora nelle 14 Città metropolitane italiane. A Roma i numeri più alti

Persona senza dimora. Foto © wal_172619 da Pixabay.

Ci sono oltre 10mila “invisibili” lasciati ai margini nelle principali città italiane. I senza dimora nelle 14 Città metropolitana italiane, Torino, Genova, Milano, Venezia, Bologna, Firenze, Roma, Napoli, Bari, Reggio Calabria, Palermo, Messina, Catania, Cagliari, sono 10.037, più dei posti letto disponibili nelle strutture di accoglienza notturna considerate. La maggior parte sono uomini, tra i 30 e i 60 anni, che tenta di ripararsi in rifugi di fortuna su strada, nei parchi o ancora nelle stazioni. L’Istat li ha censiti per monitorare la marginalità adulta grave.

10mila “invisibili”

Il numero delle persone senza dimora, di almeno 18 anni di età, rilevate la notte del 26 gennaio 2026 nei 14 Comuni Centro di Area Metropolitana è di 10.037 individui. Tra questi, 5.563 persone (55,4%) erano ospitate nelle strutture di accoglienza notturna. Le altre 4.474 sono state conteggiate in strada, in spazi pubblici o in sistemazioni di fortuna. È quanto emerge dalla prima fase della rilevazione Istat sulle persone senza dimora effettuata a Torino, Genova, Milano, Venezia, Bologna, Firenze, Roma, Napoli, Bari, Reggio Calabria, Palermo, Messina, Catania, Cagliari.

La distribuzione

Roma presenta il valore assoluto più elevato (2.621 persone, di cui 1.299 in strada) – fanno sapere – seguita da Milano (1.641, di cui 601 in strada), Torino (1.036, di cui 372 in strada) e Napoli (1.029, di cui 566 in strada). Reggio Calabria registra la minore presenza di persone senza dimora (31 persone, 14 in strada); seguono Messina (129 persone, 25 in strada) e Catania (218 persone, 78 in strada)”.

L’identikit

Secondo il conteggio, le donne, fra le persone senza dimora, rappresentano una minoranza: in struttura sono il 21,4%, 1.189. Mentre in strada è stato possibile distinguere il sesso per circa il 75% dei casi conteggiati: il 12% è rappresentato da donne. I giovani (tra i 18 e i 30 anni) rappresentano il 15,3% (851 persone) degli ospiti delle strutture, le persone tra i 31 ai 60 anni il 61,3% (3.413), mentre gli over 60 il 23,4% (1.299). Tra i conteggiati in strada, la quota di chi ha oltre 60 anni è pari al 10,6% dei casi con età rilevata. Nella fascia d’età che va tra i 31 e i 60 anni c’è una maggiore concentrazione: il 73,2%. Le persone senza dimora conteggiate corrispondono a circa lo 0,11 per cento della popolazione residente dei Comuni considerati. “Va tuttavia precisato – si legge nel report – che il collettivo dei senza dimora include anche individui non iscritti in anagrafe o residenti in Comuni diversi da quelli dove si trovano a gravitare”.

Posti letto insufficienti

Dalla rilevazione emerge che la disponibilità di posti letto nelle strutture di accoglienza notturna considerate (6.678 posti letto) risulta inferiore al numero complessivo delle persone senza dimora conteggiate nelle strutture e in strada, “seppur con differenze rilevanti tra i Comuni”. La capienza media nelle città considerate è pari a 30,8 posti, mentre il rapporto tra quelli occupati e la capienza è dell’83,3%, l’86,1% nelle strutture che hanno un numero di posti letto non superiore a 30, l’82% per quelle che hanno una disponibilità superiore a 70.

Rifugi di fortuna

Quanto alle “sistemazioni” dei senza dimora in strada, quasi la metà si trova in spazi pubblici senza riparo. Le più frequenti sono quelle relative a giacigli di fortuna su strada (35,1%), seguite dai giacigli in aree verdi (11,4%) o parcheggi (2,2%). Il 36,5% di casi è stato rilevato in spazi urbani riparati, prevalentemente portici o sottopassi di ferrovie o ponti (32,1%). Quasi una persona senza dimora su 10 ha una sistemazione in stazioni o terminal di trasporto, una su 20 in tende o auto. Per quanto riguarda gli stranieri nelle strutture di accoglienza notturna sono oltre i due terzi del totale (3.838 contro 1.725 italiani) e, anche tra chi è stato rilevato in strada, rappresentano il 70,5% dei casi con nazionalità individuata.

“Monitorare la grave marginalità adulta”

“I dati diffusi oggi per metodologia e copertura territoriale non sono comparabili con quanto è stato diffuso dall’Istat in precedenti ricerche e indagini sulla popolazione senza dimora – precisano dall’Istituto – non è la nostra prima esperienza, ma le metodologie sono cambiate, l’obiettivo della rivelazione è diverso e quindi non si possono fare confronti”. “Questa indagine – ha spiegato durante la conferenza stampa la direttrice del Dipartimento per le Statistiche Sociali e Demografiche dell’Istat, Cristina Freguja – fa parte di una strategia più ampia che si vuole dare l’istituto per monitorare la grave marginalità adulta e anche i servizi che vengono rivolti a queste persone. Con una certa periodicità saremo in grado di rilevare e di riproporre questa rilevazione così come l’abbiamo costruita in questa occasione, non è escluso con qualche estensione”.

Fonte Ansa

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