MERCOLEDÌ 19 AGOSTO 2015, 18:15, IN TERRIS

E' FINITA L'ERA DEI BUONI PASTO AL SUPERMERCATO

I nuovi ticket elettronici non potranno essere spesi più di uno al giorno

AUTORE OSPITE
E' FINITA L'ERA DEI BUONI PASTO AL SUPERMERCATO
E' FINITA L'ERA DEI BUONI PASTO AL SUPERMERCATO
Finisce l’era dei buoni pasto utilizzati al supermercato per fare la spesa: con l’incentivo fiscale ai ticket elettronici, entrato in vigore all’inizio di luglio, sarà più facile controllare la spesa e tracciarla. In questo modo, il lavoratore non potrà più accumulare, durante la settimana, i buoni per poi spenderli tutti in una volta, ma sarà costretto ad utilizzarne non più di uno al giorno, e comunque solo nei giorni lavorativi (o festivi per chi è di turno.

Se la legge di stabilità per il 2015 ha alzato il valore del buono da 5,29 a 7 euro, grazie a un nuovo livello di esenzione dalla tassazione, sottolinea che tali agevolazioni “non concorrono a formare il reddito”, ma vuole solo sostituire una mensa aziendale vera e propria, alleggerendo il datore di lavoro dalle spese necessarie per mantenerla.

Vista l’esenzione fiscale e contributiva, è plausibile che le aziende si orientino sempre più verso la forma elettronica. E qui scatta il risvolto che sta mandando in allarme i consumatori, che soprattutto in questo momento di crisi hanno utilizzato i buoni come vero e proprio supporto al reddito, per pagare il supermercato (il 70% dei ticket viene staccato nella grande distribuzione, solo una minima parte in bar e ristoranti). Stop dunque al cumulo dei ticket, che potranno ancora essere utilizzati alle casse del supermercato, ma uno alla volta (per un massimo di 7 euro).

Ma già gli esercizi avevano sottolineato i costi “insostenibili” dei ticket. La Fipe (Federazione dei pubblici esercizi) ha denunciato “un morso da 500 milioni all’anno”: a tanto ammonta lo scontro tra il valore facciale dei buoni e quello riconosciuto dai committenti, “coperto sacrificando i margini degli esercenti fino ad azzerarli”, come ha sottolineato Aldo Cursao, della Fipe. Il dito si è puntato anche contro la Consip, che ha aggiudicato una gara da 1 miliardo di valore spuntando uno sconto del 20%: in circolazione ci saranno buoni pasto che valgono un miliardo di euro ma sono stati pagati circa 800 milioni dalla Pa. Il risultato, denunciano gli esercenti, è che la differenza si ribalterà sulle commissioni, che arrivano in Italia al 18% contro il 3% della Francia. A questo, si aggiunge il conto legato alla necessità di installare i Pos (ne servono cinque o sei, visto che ogni ticket ha il suo circuito e il Pos unico resta un miraggio) con i suoi canoni. Ma come al solito, quelli che rischiano di pagare i conti sono i consumatori, che non potranno trarre sollievo dai ticket per il proprio bilancio familiare.
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