GIOVEDÌ 04 OTTOBRE 2018, 15:45, IN TERRIS

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Così Bonafede vuole limitare le correnti

Il ministro: "Lo prevede il contratto di governo". Si valuta il sistema del sorteggio

REDAZIONE
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Alfonso Bonafede
Alfonso Bonafede
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l governo ragiona su una riforma del sistema elettorale del Consiglio superiore della magistratura che possa limitare il potere delle correnti interne alla categoria stessa. 


Il sistema

"E' scritto nel contratto di governo che si intende realizzare un sistema elettorale del Csm in grado di combattere il fenomeno del correntismo - ha detto il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, intervenendo al congresso nazionale forense, in corso a Catania -. Credo di avere in questa intenzione il consenso di gran parte dei magistrati e che sia sacrosanto portare avanti una battaglia di questo tipo". Tra le ipotesi prese in considerazione "c'è anche quella che prevede una fase di sorteggio - ha spiegato il Guardasigilli -. Non è possibile, né auspicabile un sorteggio integrale, che prevederebbe tra l'altro una riforma costituzionale. Stiamo allora studiano un sistema elettorale, non contro qualcuno, ma a favore di tutti i magistrati che lavorano seriamente per il buon funzionamento della giustizia, tra mille difficoltà nelle quali sono stati abbandonati dai passati governi. Vogliamo dare un segnale fondamentale". 


Toghe e politica

Sull'elezione alla vicepresidenza di David Ermini, Bonafede ha chiarito che da parte sua non c'è stata "nessuna polemica, solo franchezza. Perché a volte il rapporto istituzionale patinato cela solo ipocrisia. Ho sostenuto semplicemente che, essendoci su otto membri laici soltanto un parlamentare eletto in questa legislatura, se i togati hanno ritenuto di individuare proprio in lui la guida sostanziale del Consiglio superiore della magistratura, vuol dire che hanno deciso di continuare a creare un legame con la politica o quanto meno di non cogliere l'occasione di avere un vicepresidente del Csm che fosse libero da dinamiche di partito, qualunque sia il partito. Mi sembra una questione abbastanza scontata che pongo nel pieno rispetto della magistratura e del Csm".

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COMMENTO | CATERINA MAZZITELLI

Sorteggio: più dubbi che certezze

COMMENTO CATERINA MAZZITELLI Facebook Twitter

Il sistema del sorteggio non va demonizzato. La magistratura è soggetta a divisioni, ormai evidentissime, derivanti dalla coesistenza di gruppi, costituiti da organismi molto simili a veri e propri partiti, in alcuni casi provvisti di personalità giuridica esterna. Ridicolizzare la proposta, in tal senso formulata da taluni magistrati, non è costruttivo.

Le sue finalità sono costituite da un tentativo di superare le difficoltà odierne, esistenti all’interno, riconducibili, nella sostanza, ad una sorta di lottizzazione politica, conseguente a riserve di voti, ottenute tramite gli iscritti alle correnti e i loro simpatizzanti. Questo obiettivo non va trascurato. Ha una sua dignità, perché esprime il disagio di molti tra i magistrati, non iscritti ad alcuna corrente, che non si sentono rappresentati appieno in questo sistema. Tanto che consultazioni referendarie, a termini di statuto, non hanno avuto l’esito sperato.

Questa cornice va tenuta in considerazione. Né vale ad elidere il problema il richiamo di esperienze di sorteggio senza risultati positivi o l’accenno ad un’altra frequenza alle urne nell’ultima tornata elettorale, ricollegabile solo ad una volontà positiva di rinnovamento dell’intero sistema.

Detto questo, seriamente e fruttuosamente occorre chiedersi se vi sono possibilità in concreto in quest’ottica. E’ evidente che il sistema del sorteggio parifica gli eleggibili in toto, assicurando sulla carta un esito di rappresentatività pura. Ovviamente tutto questo, già per se solo, non è praticabile, dovendosi avere riguardo sia a requisiti, predeterminati a monte, che assicurino la scelta di componenti capaci e provvisti di esperienza pluriennale, sia alla volontà dei singoli di aderire o meno ad un eventuale sorteggio.Un sistema misto, incentrato su una duplicità di fasi, è compatibile con il dettato costituzionale? Lo potrebbe essere se il sorteggio fosse limitato alla sola scelta interna dei candidati o anche questo limite, preventivo rispetto all’elezione successiva, costituirebbe un indebito vulnus del disposto costituzionale, restringendo indebitamente il numero degli eleggibili? Ed ancora, il diverso sistema di scelta parlamentare dei componenti laici mina alla base queste prospettazioni o le stesse possono trovare una legittimazione nella particolarità della scelta dei consiglieri togati all’interno di una categoria professionale, prevalentemente tecnica, come descritta dalla stessa carta costituzionale?

C'è chi pensa che, trattandosi di un organo unitario, il sistema di scelta debba essere uniforme, sia per i laici sia per i togati, svincolandosi cosi l'organo di autogoverno dalla politica, sia interna sia esterna. È davvero così? Anziché un sistema "misto", di diversa natura, rispetto alle diverse componenti del consiglio, laica e togata, sarebbe davvero "eversivo" prevedere, per entrambe, quello del sorteggio? In caso contrario, la prospettazione del sorteggio, sia pure a livello preventivo, limitata alla sola selezione dei candidati eleggibili, sarebbe altamente riduttiva per la magistratura? L'antinomia è davvero necessaria per una soluzione del problema o, in realtà, si tratta di un falso quesito, che porta ad un sostanziale azzeramento della proposta, considerate le difficoltà legate ad un'innovazione, di siffatta portata, certamente, questa volta, di rango costituzionale?

Ovviamente l’esito del sorteggio dovrebbe prescindere dal panorama correntizio, in previsione di un futuro assorbimento di distinzioni di questo genere. Sarebbe possibile, nell’immediato, praticare una soluzione in tal senso? Sono interrogativi seri che i magistrati, al loro interno, si stanno ponendo. Tutto questo può coincidere con un programma politico esterno, teso all’assoggettamento della magistratura, rispetto al potere politico, o anche questo interrogativo è strumentale, rispetto alla conservazione del potere dei gruppi correntizi interni alla categoria? E’ bene chiarire a tutti che questi sono i termini della questione e che non sono utili riduzioni del problema su un piano di mera lotta politica.

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