MARTEDÌ 07 LUGLIO 2015, 15:50, IN TERRIS

ARRIVA LA GUIDA DEL CALIFFATO PER COLPIRE ROMA

Pubblicato l'ebook "Muslim Gangs" che invita alla lotta armata. Lady Jihad sentita dal Corsera: "Con le decapitazioni obbediamo alla Sharia"

DANIELE VICE
ARRIVA LA GUIDA DEL CALIFFATO PER COLPIRE ROMA
ARRIVA LA GUIDA DEL CALIFFATO PER COLPIRE ROMA
Riunirsi in bande per colpire Roma e l'Occidente. La chiamata alle armi della Jihad arriva da un ebook pubblicato nelle ultime ore dal titolo emblematico "Muslims gangs". Un documento che innalza l'asticella dell'allarme in Italia e nei Paesi dell'Ovest, sempre più nel mirino del Califfato. Il modello di guerra ordinato alle cellule sparse per il pianeta è diverso da quello che immaginiamo. Non ci sono solo obiettivi sensibili da colpire, all'Isis non serve distruggere monumenti e colpire simboli. E' la popolazione civile che va eliminata. Così come avvenuto sulle spiagge di Sousse, dove ad essere uccisi sono stati bagnanti e turisti. Non politici o uomini delle istituzioni. La pubblicazione sarebbe il primo di una vera e propria collana: "Musulmani in Occidente". Una guida su come sopravvivere in mezzo al nemico. Sulla copertina la foto di un corteo di giovani che sfilano con le bandiere nere dell'Isis.

Destinatari dell'ebook sono i lupi solitari ma anche i foreign fighters, partiti per arruolarsi nella jihad e pronti a rientrare in patria per spargere sangue. Come Maria Giulia Sergio, alias Fatima az Zhara, la ragazza italiana andata in Siria insieme al marito per vivere nei territori del sedicente Stato Islamico. Dopo la conversazione con i genitori, intercettata dalla Digos, a parlare via Skype con la giovane è stato il Corriere della Sera. "Noi quando decapitiamo qualcuno - ha spiegato - dico noi perché anche io faccio parte dello Stato islamico, quando facciamo un'azione del genere, stiamo obbedendo alla sharia". Fatima ha spiegato che "lo Stato islamico è uno Stato perfetto. Qui non facciamo nulla che vada contro i diritti umani. Cosa che invece fanno coloro che non seguono la legge di Allah".

Intercettata per mesi dalla Digos, Maria Giulia ha cercato di convincere la famiglia a trasferirsi con lei in Siria, ha spiegato al quotidiano. Padre, madre, sorella e altri sette familiari sono finiti in cella, ma per lei "è un buco nell'acqua perché non serve a niente. E' illogico ed è irragionevole che la polizia italiana decida di arrestare queste persone".

 
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