SABATO 15 LUGLIO 2017, 17:03, IN TERRIS

Alta tensione nella maggioranza sullo ius soli

Il ministro Costa (Ap) minaccia le dimissioni. Numeri risicati al Senato. Le opposizioni incalzano

REDAZIONE
Alta tensione nella maggioranza sullo ius soli
Alta tensione nella maggioranza sullo ius soli
"La segreteria del Pd dopo aver pressato Gentiloni in tutti i modi cerca adesso di mettere il cerino nelle sue mani, provando a cancellare le proprie impronte digitali e le proprie responsabilità rispetto ai rischi che può correre il Governo rispetto questa accelerazione dei tempi che riguarda lo ius soli". Fabrizio Cicchitto, parlamentare di Ap, sintetizza bene i pericoli che corre il governo rispetto a una legge che continua ad essere contestata e controversa, creando tensioni nella maggioranza. In particolare  Ap ribadisce la sua contrarietà non solo all'ipotesi della fiducia, ma anche a un via libera frettoloso del provvedimento, chiedendo un supplemento di riflessione.

Costa pronto a dimettersi


Il ministro della Famiglia Enrico Costa in un'intervista ha affermato che "Non si può dire sempre signorsì". L'esponente centrista avverte: "Con lo ius soli andiamo a cambiare addirittura il corpo elettorale". Quindi, il ministro ammette che "la questione di fondo è che il corpo elettorale non è materia su cui si procede con il pallottoliere". Insomma, "non vorrei che in questa ultima fase della legislatura ci fossero forzature o strappi". E minaccia addirittura le dimissioni.

Lo scoglio dei numeri


Dunque, non e' servito a sbrogliare l'intricata matassa dei numeri al Senato il faccia a faccia tra il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni e Angelino Alfano. Del resto, il successivo incontro che il premier ha avuto con il capogruppo Pd, Luigi Zanda, ha semmai confermato i timori, tanto che il presidente dei senatori dem, dopo aver lasciato palazzo Chigi, ha ribadito la necessità di una "severa verifica sui numeri" prima di riavviare l'esame del provvedimento. Insomma, il Pd frena e rimette la palla nel campo del governo. Che non ha ancora deciso, appunto, se porre la fiducia o meno, di fronte al numero elevato di emendamenti (circa 50mila presentati dalla sola Lega). Venerdì non si è svolta la consueta riunione del Consiglio dei ministri, quindi se ne riparlerà la prossima settimana. Ma c'e' anche la questione dell'eventuale numero di fiducie: se davvero si vuole l'approvazione definitiva dello ius soli prima della pausa estiva, allora bisogna evitare un nuovo passaggio alla Camera e ciò sarebbe possibile solo mettendo 4 diverse fiducie (una per ogni articolo del testo). Intanto i tempi si allungano: lo ius soli tornerà all'esame dell'Aula del Senato non prima della prossima settimana e comunque i senatori saranno impegnati con i decreti Banche venete e Mezzogiorno da convertire in via prioritaria.

Le reazioni delle opposizioni


Ad esultare per il rinvio dei tempi è ovviamente Matteo Salvini, che rivendica l'azione della Lega: "Pare che sullo ius soli, la cittadinanza italiana regalata in anticipo agli stranieri, il governo e il Pd siano in difficoltà e forse debbano rinviare la discussione. Con la sola opposizione della Lega stiamo facendo di tutto per provare a fermarli". Sulla linea della Lega si schiera anche Forza Italia, che con il capogruppo al Senato punta il dito contro il Pd: "Imporre oggi in Parlamento un tema controverso come lo ius soli è da irresponsabili: mentre il nostro Paese è da solo a fronteggiare un'invasione incontrollabile di migranti economici e tutta l'Europa è sotto la minaccia costante del terrorismo, le priorità di un governo dovrebbero essere tutt'altre" afferma Paolo Romani, che garantisce: "non consentiremo che al Senato si giochi su questi temi solo per questioni di equilibri interni al Pd. Renzi non si ostini a strumentalizzare in modo irresponsabile e superficiale diritti civili solo per compiacere la propria dissidenza interna". Per Daniela Santanchè si tratta di un "ripensamento 'furbetto'" da parte di Renzi che "mette da parte lo ius soli spaventato dal calo di consensi e dai numeri risicati in Parlamento". Per Giorgia Meloni "Renzi, Gentiloni e Minniti offrono il pacchetto 'Clandestino All Inclusive': partenza dalle spiagge della Libia, breve crociera nel Mediterraneo con tutti i comfort (bevande incluse), arrivo e accoglienza in un esclusivo centro. Allo sbarco, cocktail di benvenuto, tessera Pd e cittadinanza italiana con lo ius soli. Tutto gentilmente offerto dal popolo italiano", conclude sarcastica la leader di FdI. Difende invece il provvedimento Roberto Speranza, che assicura: "Lo ius soli è un'importante legge di civiltà che ha a che fare con la vita di troppi italiani che non vedono riconosciuti i propri diritti di cittadinanza. Lo sosterremo in Parlamento con tutta la nostra forza", conclude il coordinatore nazionale di Mdp.
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